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S. Alfonso Maria de Liguori
Med. per otto giorni di esercizi spirituali

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Introduzione

MEDITAZIONI PER OTTO GIORNI

DI ESERCIZI SPIRITUALI IN PRIVATO (1)

 

Nel 1761 s. Alfonso pubblicò a Napoli in fine della Vera sposa di G. Cristo le otto meditazioni (II, G. di Domenico, pp. 392-436), che ristampò nello stesso anno a Venezia (II, G. Remondini, pp. 243-277).

Non si capisce perché De Meulemeester, che ammette una inesistente ed. di Paci nel 1761, accennandovi le distribuisca in questa maniera: "Cet opuscule, qui compte une quarantine de pages, contient quatre méditations pour chaque jour" (2). Il calcolo è evidentemente errato: le meditazioni non sono 32, ma 8, cioè una per giorno, precedute dalla seguente introduzione in genere omessa, per cui la riportiamo.

1. Non v’ha dubbio che son molto profittevoli gli Esercizi spirituali, che né monasteri si fanno in comune, colle meditazioni ed istruzioni che si danno dal predicatore; ma per le religiose che desiderano di avanzarsi nel divino amore, è un gran mezzo il fare anche in privato questi medesimi Esercizi. Ivi in quella totale solitudine parla Dio con voci troppo efficaci e tenere alle sue dilette. Non è possibile che quella monaca, la quale li pratica, non n’esca ogni volta un’altra di quella che vi è entrata. I santi per più godere di Dio, il quale nella solitudine si comunica più familiarmente a chi lo cerca, sono andati ad intanarsi nelle grotte e ne’ deserti. S. Bernardo dicea di aver più appreso delle cose divine tra' faggi e tra' cerri nella solitudine, che da' maestri e da' libri (3). Voi potete aver questo deserto, se volete, nel medesimo vostro monastero; sappiate avvalervene, almeno per otto giorni. Ma l’altre sorelle non praticano questi Esercizi. Ma che importa? l’altre non li fanno, fateli voi; e praticandoli voi, potrete col vostro esempio indurre anche l’altre a praticarli. Tali singolarità son care a Dio. Dice S. Bernardo che niuno si farà santo, se non fa una vita singolare nell’esercitar le virtù ed i mezzi della santità: Non potest esse perfectum, nisi singulare (4).

2. Bisogna non però per ben fare questi Esercizi, che in quel tempo vi licenziate non solo dalle grate, ma ancora da tutti gli affari temporali e pensieri di terra. Bisogna che allora osserviate un perpetuo silenzio, e che la vostra dimora non sia in altro luogo che nel coro e nella cella. Solamente per qualche breve tempo potete passeggiare per lo giardino, affin di prender un poco di sollievo. A tal fine soggiungo qui le seguenti meditazioni, non istese già a modo di discorsi, ma solamente intessute di massime eterne, di sentimenti e di affetti divoti, acciocché nelle vostre orazioni vi fermiate su quel punto, ove l’anima ritrova più pabolo, senza che v’impegniate a legger tutta la meditazione. Talvolta il Signore vi darà luce al primo o secondo sentimento che leggete, ed allora fermatevi, senza passare avanti, sino che la mente e 'l cuore trovano in quello da pascersi. Avvertite poi a non entrare in questi Esercizi con ansia di sentir tenerezze e fervore sensibile, ma solo per conoscere ed eseguire ciò che Dio vuole da voi. Facendo voi gli Esercizi con questo puro fine, ancorché non aveste a provarvi che tedio e aridità, egli non lascerà d’illuminarvi e d’infiammarvi nel suo santo amore; e quanto maggiore sarà stata la vostra fedeltà nella desolazione, tanto maggiori saranno le divine grazie, di cui uscirà dagli esercizi ricca l’anima vostra.

3. In quanto alla distribuzione degli esercizi da praticarsi e dell’ore, potete servirvi della seguente; del resto ciascuna religiosa l’adatterà, come meglio può, secondo gli esercizi soliti che pratica la comunità.

Nella mattina, dopo la levata, la prima orazione per mezz’ora. Le Ore. L’apparecchio alla comunione per mezz’ora. La comunione con un’ora di ringraziamento; e fra questo tempo la Messa, o più Messe. Il lavoro per mezza ora. La lettura di vite de’ santi per mezz’ora. L’esame particolare, e pranzo.

Nel giorno poi vespero e compieta. Seconda lettura di vite de’ santi per mezz’ora. La terza orazione. Lavoro per mezz’ora. La visita al SS. Sagramento ed a Maria.

Nella sera. La quarta orazione per mezz’ora. Il notamento de’ propositi. La disciplina. Il rosario. La cena. L’esame generale, litanie alla B. Vergine, ed altre orazioni vocali.

Le otto meditazioni in quanto al contenuto sono il compendio di alcune considerazioni dell’Apparecchio alla morte: il procedimento è più svelto, quasi sentenzioso. L’eserciziante può liberamente suddividere ciascuna in vari brani.

L’autore per divulgarle fuori dei chiostri le aggiustò per tutti i fedeli, eliminando, oltre la premessa, concetti o parole concernenti le suore. Non si tratta quindi di un rifacimento ma di semplice adattamento: Meditazioni per otto giorni di esercizi spirituali in privato, Napoli, G. di Domenico, 1761, pp. 271. La I parte (pp. 116) contiene le predette meditazioni; la II parte (pp. 117-271) le Considerazioni sulla Passione di G. Cristo; è in-32. L’esemplare rarissimo, forse unico, è conservato dall’avv. Francesco Ferraioli in S. Egidio Montalbino (Salerno).

S. Alfonso il 20 luglio 1761 notificava a Remondini:

Le invio ancora quelli due altri libretti più grandetti che vedrà della Preghiera e l’altro delle Meditazioni, per altro vi sta ancora dentro l’opera delle monache, verso la fine del secondo tomo: nondimeno per essere una operetta molto utile per tutti, per ecclesiastici e secolari, io l’ho fatta stampare a parte, con aggiungervi certe altre cose (5).

Il tipografo veneto riprodusse a parte il volumetto nel 1762 (Venezia, pp. 240, in-32).

I due testi avanzarono separati: il primo continuò ad essere letto nei conventi, e il secondo dai borghesi.

Il santo scrittore ne riparlava a Remondini il 31 maggio del 1772:

E mi mandi ancora 50 copie di quel libretto: Esercizi di otto giorni e Passione, mentre quelle che mi mandò, la mandai a Napoli a litigare e si sono perdute per la via, con tanto mio disgusto; perché quello è un libretto d’oro; io per uso mio me ne servo ogni giorno (6).

Questo opuscolo, ch’ebbe non piccola fortuna nei secoli XVIII e XIX, è diventato oggi irreperibile: non è stato forse ristampato da oltre mezzo secolo (7).

Alcuni tratti di queste meditazioni colpirono, tra altri, il filosofo danese Soeren Kierkegaard (1813-1855), come si rileva dal suo Diario; ebbe sotto gli occhi il volume compilato dal P. Hugues: Vollstandiges Betrachtungs-und Gebetbuch von dem heiligen Alphonsus von Liguori (Aachen 1840) (8).

Diamo il testo indirizzato dall’autore a tutti, riportando in nota le varianti delle edizioni fatte per le religiose (9). Ci basiamo particolarmente sul di Domenico (1761) e sul Migliaccio (1771), lasciando da parte la ristampa torinese del 1785 e quella remondiniana del 1795, che ripetono edizioni anteriori. La punteggiatura è migliore nel di Domenico che nel Migliaccio.

ORESTE GREGORIO, S. Alfonso, Opere ascetiche, edizione critica, Roma 1965, Edizioni di Storia e di Letteratura, pp. LXV-LXIII

________________

(1) Il titolo non era nuovo: preesistevano simili operette: vedi il barnabita STANISLAO GIRARDINI, La guida della gioventù al ravvedimento del cuore, o sieno Esercizi spirituali d'8 giorni per un giovane voglioso di correggere gli errori di sua età, Milano 1711; L. FANTAUZZI, Min. conv., Il ritiro per gli esercizi spirituali di 10 giorni ad uso de’ religiosi, Napoli 1759, in appendice, a pp. 364-407 le "Meditazioni per gli eserc. spir. delle monache di otto giorni".

(2) MB, I, 113. Il p. Tannoia, op. cit., III, 89, accenna al libretto: "Similmente (Alfonso) restringe in un opuscolo le meditazioni per 8 giorni di Esercizi sopra le Massime eterne". Recensendola tra le ultime pubblicazioni del santo induce a credere che sia stata composta verso il 1771.

(3) S. BERNARDUS, Ep. 106 ad Mag. Henricum Murdach, n. 2; PL 182, 242: "Experto crede: aliquid amplius invenies in silvis quam in libris. Ligna et lapides docebunt te, quod a magistris audire non possis". Vedi pure GUGLIELMUS, monachus Signiacensis, Vitae S. Bernardi lib. I, c. 4, n. 23; PL 185, 240.

(4) Per questo famoso testo che proviene da Lattanzio (Div. instit., l. III, c. 15; PL 6, 391-92) cfr. IG, 125.

(5) S. ALFONSO, Lettere, III, 132; vedi anche 290.

(6) Ibid., III, 408. S. Alfonso in appendice dei Sermoni compendiati (Napoli 1771), p. 259 ss. stamp la Lettera III ad un giovane studioso che sta deliberando sovra l’elezione dello stato e lodò in essa gli esercizi per 8 giorni fatti in privato, rilevando: "A questi esercizi in solitudine per altro io vivo troppo affezionato, mentre da essi riconosco la mia conversione e risoluzione di lasciare il mondo". Riguardo ai temi che inculca a meditare c’è allusione indiretta al suo libretto.

(7) Pare che l’ultima edizione sia stata curata a Torino nel 1905 dalla Tipografia Salesiana.

(8) Cfr. G. SCHERZ, Alfons von Liguori und Soren Kierkegaard, in Spic. hist. C. SS. R., 6 (Roma 1958), 408 ss.; KIERKEGAARD, DIARIO, I-II-III, Brescia 1948-1949-1950 (traduzione di C. Fabro).

(9) Nel 1819 a Napoli G. De Bonis riprodusse le Meditazioni per 8 giorni inserendo tra parentesi tonde tra il testo per i secolari quanto riguarda direttamente le religiose (Per le Monache si aggiunga, ecc.). Riteniamo che tali inserzioni furono fatte dall'editore per rendere la ristampa utile nello stesso tempo ai borghesi ed alle suore.

 

 




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