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S. Alfonso Maria de Liguori
Iliceto, (Notizie della fondazione)

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Testo

 


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Viva Giesu, Maria, Gius.e, Ter.a

Nel Feudo d'Iliceto che sta nella Provincia di Capitanata, e nella Diocesi di Bovino, confinante colla Puglia, ed è posseduto oggidì dal S.r D. Mattia Miroballo Principe di Castellaneta; giace il Ritiro detto della Madonna della Consolazione, celebre per la prodigiosa Immagine di Maria SS. che sta ivi nella Chiesa, come appresso si dirà. Questo Ritiro sta poco più d'un miglio e mezzo distante dalla Terra d'Iliceto, luogo di tre mila Anime in circa53, dove vi è una Collegiata officiata da Canonici nella Chiesa Madre, ed un numeroso Monastero di PP. Riformati di S. Francesco. Il sud.to Ritiro poi è circondato da un grande e folto bosco di sei miglia di circuitoa detto il Bosco di Vall'invincola, volgarmente Vallinbrincola, eb sta collocato sopra d'un alta collina, in cui si gode una deliziosa veduta di più Luoghi, e specialmente della Campagna di Foggia che sta 18. miglia lontana. Poco ivi lungi vi èc dentro del bosco una deliziosa Fontana d'ottima acquad ch'esce dal monte pochi passi vicino. Da un lato alla Casa vi è una spaziosa vigna ch'è propria della Casa, e dall'altro vi è un orto, o sia giardino di più versure.

V'è poi una comoda Chiesa con tre Altari, e nell'Altare vi è l'Immagine accennata della SS. Vergine, circa la quale bisogna sapere che circa l'anno 1460. ||2|| il B. Felice da Cursiani, o sia Cursi della Provincia di Puglia, Religioso Agostiniano, e Baccelliere, come si ha per antica tradizione, e ricavasi dalle Croniche, o sieno Annali dell'Ordine nel Tom. 7. ann. 1487. pag. 361 e


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Tom. 8. ann. 1521. pag. 7454. Questo B. Felice, secondo si legge nelle sud.te Croniche, fu uomo assai erudito nelle Lettere umane, e dotto in Teologia, nominato da più Scrittori antichi col titolo di Santo55. Egli stava nel Convento degli Agostiniani nella Città d'Ascoli cinque miglia distante; e stando Egli col pensiero di fondare una Riforma, dove si vivesse con maggiore osservanza secondo il primo Istituto dell'Ordine, venne a vedere il nom.to Boscoe, in cui ritrovò una picciola Chiesa, o sia Cappella dedicata a S. Pietro in vincola, da cui fu poi chiamato il Bosco col nome di Vallinvincola, e la fontana di sopra mentovata fu anche nominata La Fontana di S. Pietro. Poco distante dalla detta Cappella il B. Felice fabricò il suo Convento, colla Chiesa che dedicò a S. Maria della Consolazione, collocandovi una bella Immagine di Maria SS. col Bambino Giesù in braccio, che sta dipinta su d'una tavola.

In tal luogo dunque si formò la Riforma, indi chiamata la Riforma Ilicetana, come si legge nelle Croniche56. Questa Riforma comprendeva già dodici Conventi, i quali tempo fa sino all'anno 1695. (come attesta il fu Canonico D. Giacomo Casati) si leggevano descritti ||3|| ne' Pilastri di d.ta Chiesa di S. Maria, tra' quali era il Convento d'Ascoli, di Troja, di Panni, etc. Ma il Capo n'era il Convento d'Iliceto, dove risiedeva per lo piùf il B. Felice, chiamatog dalle Croniche già il Fondatore della Riforma, della quale fu anche il P.F. Fulgenzio Arminio, che poi nel 1683, fu Vescovo di Nusco57.

Il B. Felice per attendere maggiormente alla vita contemplativa fecesi cavare una grotta con tre camerini separatih, sotto lo stesso monte del Convento, la quale oggidì chiamasi la Grotta


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del B. Felicei. Trovasi scritto dal sud.to Can.co Casatij che in quella si ritirava a vivere per mesi intieri il Beato, e che vi era un'antica e comune tradizione che per un buco della detta grotta, il quale oggidi ancora si vede, fosse venuto più voltek l'Angelo del Signore a visitare il Romito, ed anche un corvo che giornalmente gli avesse portato una pagnotta di pane. Ma che che sia di ciò, è certo che la detta Grotta sin'oggidì è tenuta in venerazione, ed è visitata da Divoti, allorché vengono le Genti in gran numero da' diversi Paesi a visitar la SS. Vergine spec.te nel giorno della sua Festa agli 8. di 7bre. Nelle Croniche non si fa menzione né della morte, né della sepultura del Beato; ma si suppone ch'egli stasse seppellito in detta Grotta, o pure in questo Convento58.

Questo Luogo fu abitato da' Religiosi Agostiniani sino all'anno 1680. in circa, donde poi partirono per cagione della suppressione de' Conventi piccioli fatta da Innocenzo X. con sua Bolla59. Ed è stato poi continuato a custodirsi da ||4|| semplici Romiti, che colla Questua han mantenuta venerata con Lampade la sud.a Immagine di Maria SS., ed hanno rifatte le fabriche. Ed il Popolo d'Iliceto han sempre continuato il concorso alla Chiesa, specialm.te come si è detto nel giorno della Natività della B. Vergine, e ne' giorni di S. Agostino, e di S. Monica, in cui vi andavano anche alcuni Canonici a cantar la Messa. E ne' Venerdì di Marzo il concorso era generale, in modo che ancora da' Maestri di Scuola si dava feria a' Scolari, acciocché tutti visitassero la sud.ta Chiesa, anche per guadagnare l'Indulgenze concedute da Pio II. che sino al 1692. si vedeano scolpite in una Lapide posta nel lato sinistro della porta, franta poi da mali accorti fabricatori a tempo del S.r. D. Michele Ramamondi, il quale aumentò le fabriche.

In quanto poi al Quadro della SS. Vergine è ben di sapere che circa l'anno 1680. mentre il sud.to Luogo era abitato da un Romito, chiamato Giambattista Pennetta della stessa Terra d'Iliceto,


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in una notte furtivamente fu presa la sudetta Immagine, e trasportata altrove. Per allora non poté sapersi da chi, e come; ma dopo pochi mesi fu ritrovata in Chiesa riportata l'Immagine, niente lesionata dalla parte d'avanti, ma sfigurata e tinta di calce dalla parte di dietro, dove stava il Volto Santo; e per via segreta allora s'ebbe notizia che la medesima era stata trasportata nel Monostaro [sic] de' PP. Verginiani in S. Guglielmo. Ma un Laico dello stesso Ordine per nome F. Francesco Galasso nell'anno 1703.l nel mese di Xbre ritrovandosi in punto di morte nella Grancia della SS. Annunziata ||5||, che tengono i mentovati Padri nella Terra d'Iliceto, narrò più distintamente il fatto al Canonico D. Giacomo Casati dal quale voll'essere assistito, e disse che mentr'egli stava nel Convento di S. Guglielmom, il P D Dionisio Colombino che risedea nella medesima Grancia d'Iliceton, per desiderio di veder tenuta con maggior venerazione q.lla bella e prodigiosa Immagine della SS. Vergine, la fece segretamente trasportare nella Chiesa di S. Guglielmo, eo la fece collocarep in alto nell'Altar Maggiore, ben fermando ivi con calce e pietre nel muro la tavola del Quadro. Allora appunto erasi con molta spesa e bellamente rinnovataq la sudetta Chiesa, onde dovea sollennizzarsene la prima apertura con gran pompa e concorso di Gente, ed anche con un triduo di Fiera: E di già s'erano celebrate le prime Vespere. Ma la mattina seguente il Sagrestano, portandosi in Chiesa alla prim'ora, osservò che il Quadro era caduto dalla muraglia, e stava sopra l'Altare in mezzo a molta calcina insieme caduta. Egli senz'aprire la Chiesa ne diede subito parte all'Abbate Superiore, il quale procurò coll'ajuto de' Religiosi presto di rimettere nel muro il Quadro nel miglior modo che si poté, acciocché non restasse impedita la Festa per quella mattina, e 'l giorno poi da' Muratori lo fece fermare con molte grappe di ferro per ogni lato, in modo che giudicarono essere impossibile, naturalmente parlando, che 'l Quadro potesse di più cadere. Ma pure nella mattina ||6|| seguente il Sagrestano vede di nuovo l'Altare imbrattato di calcina caduta, e 'l Quadro che stava, non già sopra


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l'Altare, ma sulla pradella [!] del medesimo. Intimorito ritornò ad avvisarne il Superiore ed i Religiosi, i quali ben d'allora compresero che ciò non avesse potuto naturalmente succedere, nulladimeno per meglio accertarsi delle cagioni di tal successo, riposero il Quadro nel miglior modo al suo Luogo, e nel giorno si posero due travetti lunghi dentro del muro sotto del Quadro, e d'intorno a' lati segli posero grappe più lunghe di ferro che penetrassero sino al fermo della muraglia. Ma la terza mattina si ritrovòr il muro rotto e conquassato; l'Altare tutto sossopra, imbrattato di fabrica caduta, coi Fiori e candelieri franti in più pezzi in terra; e 'l Quadro su del pavimento in mezzo alla Chiesa. A tal veduta restarono tutti quasi morti di timores, il Sagrestano, l'Abbate, ed i Religiosi, e da tali segni evidenti stimando già tutti comunemente esser Volontà del Signore che quell'Immagine si restituisse alla sua primiera Chiesa d'Iliceto, segretamente anche di notte coll'assistenza d'un Laico dello stesso Convento fu di nuovo riportato ivi il Quadro, che all'impensata si ritrovò nella Chiesa ritornato senza sapersi p. allora il come; e fu rimesso nel muro dove prima stava; ma poi dal Sacerdote D. Michele Ramamondi, che per molto tempo abitò nel mentovato Ritiro, come appresso si ||7|| dirà, fu nell'anno 1693. collocata l'Immagine in una nicchia di legno intagliata ed indorata in bella maniera, come al presente sta. Questo fattoprodigioso si è ritrovato disteso tutto di propria mano dal sud.to nostro Fondatore D. Giacomo Casati in un foglio che da noi si conserva60. Pochi anni sono, a tempo che i nostri PP. cominciarono ad abitare nel sud.to Ritiro, fu poi donato dal Sig.r D.... un bel cristallo, fatto venire apposta da Venezia, che si è posto avanti alla sudetta Immagine61.

Il nominato Ritiro verso l'anno 1690. fu abitato, come già si è accennato dal divoto Sacerdote D. Michele Ramamondi Nobile della Città di Lucera, il quale ivi stiede ritirato sino all'anno... con cinque altri buoni Sacerdoti Missionarj e Lettori, e cont molti Studenti sino al numero di 40., che 'l d.to Ramamondi teneva


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ivi ritirati ad ammaestrarsi nelle scienze di Filosofia, Teologia, e Legge, con molto profitto della Gioventù di quei Contorni. E 'l medesimo D. Michele aggiunse la fabbrica del Corridore dalla parte dell'Orto.

Ma essendosi partito il Ramamondi dal sud.to Luogo nell'anno...venne ad abitarlo con molti suoi Alunni il Sacerdote D. ...Appiani, il quale pensò d'ivi fondare la sua Congregazione del terzo Ordine del Carmine, per cuiu ne aveva ottenuto un Breve d'Approvazione da Papa ... Egli vi aggiunse un altro Corridore con più stanze dalla parte del Portone;v e vi permané sino all'anno ... in cui con dispiacere del zelantissimo, e divotissimo ||8|| Monsig.r Lucci odierno Vescovo di Bovino abbandonò con tutti i suoi il sud.to Luogo, ed andò co' suoi Congregati ad abitare in Foggia. Sicché ilw Ritiro restò anche in mano di due Romiti che vi abitavano.

Nell'anno ... dovendo io Alfonsox andare a Medugno per fare ivi la Missione, ed insieme ivi prendere una Fondazione, che volea farvi il Sacerdote D. Domenico Flora (la quale Fondazione poi non seguì, per ragione che già si ottenne licenza dal Re da' RR.PP. della Congr.ne della Missioney di far la Fondazione in Bari prima di noi concertata già dal d.to Flora), nel passaggio per la Puglia si fece da noi la Missione in Iliceto. E nella stessa Missione si prese già la Fondazione nel sud.to Ritiro di S. Maria della Consolazione con somma consolazione così del Vescovo, come del Capitolo, che cederono a' nostri PP. il Luogo colla Chiesa, e 'l nom.to Can.co Casati donò a' PP. per loro mantenimentoz molte pezze di territorj ed una Casa in Iliceto, che unitamente poi cogli altri stabili lasciati dal med.mo alla Congreg.ne nel suo testamento ascendono alla somma di 300 D.ti annui in circa; col peso nullad.no di due Cappellanieaa. Oltre i mobili, ed oltre alcuni danari di contanti che lasciò a' PP. per Messe (a dieci carlini la Messa), come il d.to Testatore chiamandomi disse a me segretamente, ed ad una Monica Bizoca, chiamata S. r ...62 che si ritrovava a servirlo in


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sua ||9||bb Casa, ed io nello stesso punto pubblicai questa disposizione delle Messe in presenza della stessa Monica a' molti che stavano nella stessa stanza, e spec.te al S.r Can.co D. Antonio Maffei. E nello stesso tempo della disposizione delle Messe disse il Testatore che si dassero a' Poveri sino alla somma di 100. ducati, che in fatti appresso si dispensarono da me.

Dispiacque al P. Appiani che da noi si fosse presa la Casa senza suo consensocc (benché add noi fu detto da persona mandata a Lui apposta p. lo consenso ch'egli con tutto il gusto vi acconsentiva); Onde fece istanza che voleaee restituiti tutti i mobili in quella Casa da lui lasciati, ed insieme tutte le spese che vi avea fatte di fabriche &. Si rappresentò ciò al Vescovo e Capitolo, da' quali si rispose che egli non avea che pretendere, avendo volont.te lasciato il Luogo; e che le spese fatte si erano ricavate dalle molte oblazioni e limosine fatte da' Divoti alla Madonna;ff le quali certam.te erano state abbondanti. Inoltre che se mai egli avea speso del suo, chi dice che non l'avesse speso a mantenere tanti soggetti? Inoltre,gg ancorché egli vi avesse impiegato qualche cosa del suo sul Luogo, s'intendeva acquistato al Luogo ||10|| dove esso l'aveva impiegato volontar.te, e poi volontar.te l'avea lasciato. Onde diceva il Vescovo, e 'l Cap.lo ch'essi non erano obbligati a rifargli alcuna cosa. I PP. all'incontro risposero ch'essi neppure erano obbligati a niente, poich'erano stati chiamati dal Vescovo e dal Cap.lo ad abitare nel d.to Ritiro; e da essi erano state consegnate con scrittura tutti i mobili, parati ed altro. Onde n'erano obbligati agli stessi darne conto. Oltrecché io p. quietarlo, dopo la morte di Casati gli [diedi] molte robicelle, ed anche qualche somma di danaro.

Ne' primi anni in questa Casa si stiede con molta povertà, poiché il Fondatore in sua vita secondo la Convenzione fatta non corrispondeva più a' PP. che la somma di duc. 50. Onde allora si pativa molto in tutto, spec.te nel vitto. Il pane era negro, di saravolla63, e di mala qualità pieno di bufoni64; carne poco se


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ne vedea; per frutti si davano fave abbrostolite, e le med.me per minestra.

In questa Casa poi da noi si [è] accresciuto un'altro Corridore dalla parte di Foggia con ... stanze; ed altre stanze altrove. Si è anche accresciuta la vigna. S'è fatto il Coro alla Chiesa, allargandola.

Ivi ora da più anni si danno diverse mute d'Eserc[iz]j ogni anno ad Ordinandi, a' Sacerdoti, e Secolari, che sono arrivati sino al num.o di 40, in circa.

||11|| Di poi sono uscite sinora innumerabili Missioni, così per le Pagliaja di Foggia, d'Ascoli, di Melfi; come p. li Paesi, spec.te verso i principij si fe la Missione nella Diocesi di Troja, ed in Foggia si stiede 36. giorni con 13. o 14. Soggetti, facendosi ivi la Missione p. li primi 8. giorni a 4. Chiese solo p. gli Uomini. Indi cominciò la Miss.e gen.le alla Catredale [sic] che durò sino alla fine, ma verso li ultimi 12. giorni in circa si fece la Miss.e nello stesso tempo a 4. altre Chiese. Oltre gli Eserc[iz]j a' Preti, tre Monasterj di Monache, e le Pentite. Si è fatta anche la Missione a Melfi alla Città e Diocesi, ed alla Città si stiede da 20. giorni in c.a. Lacedonia, Rocchetta, Monteverde, Carbonara, Trivico, Castello, Cirignola, Canosa, ed altre molte.

 




53 Discrepantia numeri habitantium (c. 3000) cum indicatione apud Alfano, qui plusquam 40 annos postea scripsit (936, vide supra n. 1) ex eo provenire videtur, quod hic Deliceto non ut «comune», sed ut «circondario» sumitur. (Cfr Dizionario statistico de' Paesi del Regno delle Due Sicilie al di quà del Faro 60).

a Dopo circuito sono cancellate le parole e sta.



b Le parole è circondato... e sono aggiunte in margine.



c Dopo è è cancellata la parola nel.



d Dopo acqua sono cancellate le parole fresca e leggiera.



54 Sententia non absoluta.



55 P. Felix a Cursiano a S.o Alfonso et P.e Tannoia Beatus dicitur. Indagatione in tabulario et bibliotheca S. Rituum Congregationis peracta, exploratum est, eius nomen nec in Martyrologio proprio Ordinis, nec in eius Calendario proprio inscriptum esse; in libris quoque quibus Sanctorum et Beatorum nomina et vitae collectae inveniuntur, idem nomen omnino deest. Ex quo concludendum est, Felicem non esse Beatum veri nominis, canonice «beatificatum», vel cuius cultus rite approbatus sit; titulus ergo «beatus» in casu tantummodo venerationem indicat, forse etiam popularibus quibusdam precibus et externa quadam civili solemnitate manifestatam. - DHGE 5 (1931) 509: « Le P. Félix de Corsano surnommé le Saint ».



e Dopo Bosco sono cancellate le parole di Vallinbrincola.



56 Vide supra n. 39.



f Le parole per lo più sono aggiunte in margine.



g Chiamato: il testo primitivo, poi cancellato, fu chiamatone il Fondatore.



57 Fulgentius Arminius Monforte OESA, praeconizatus Episcopus de Nusco I IV 1669, cessavit ante 7 X 1680. Cfr Hierarchia Catholica medii et recentioris aevi V, Padua 1952, 294.

h Le parole con... separati sono aggiunte in margine.



i Dopo Felice sono cancellate le parole e si tiene in venerazione, poicché.



j Dopo Casati sono cancellate le parole che in quella essersi ritirato a vivere il Beato, ed ivi per un buco (che ancora, vi sta) essere antica e comune tradizione che fosse venuto.



k Le parole che in quella si ritirava… più volte sono aggiunte in margine.



58 P. Paulus Cafaro speciali modo in deliciis habuit hanc speloncam, ut orationi vacaret. Cfr S. ALFONSUS, Vita del RP. D. Cafaro = Opree ascetiche, dogmatiche e morali, IV, Torino 1887, 660 – An. 1775 instigante P.e Tannoia spelonca refecta est. Cfr KUNZT, Commentaria IX 87-88.



59 Agitur de Constitutione Instaurandae, diei 15 X 1652. Bullarium Romanum PP. ANGELUS A LANTUSCA et IOANNES PAULUS A ROMA OFM collegerunt V, Roma 1672, 524-526. - Cfr L. SIMEONE OFMConv., De condicione iuridica parvarum domorum religiosarum, Padua 1952, 135-137 (243-246 pars ispius Constitutionis).

l Dopo 1703. sono cancellate le parole stando in, e sostituite con le soprascritte nel mese di Xbre.



m Dopo Guglielmo sono cancellate le parole fu [?] ivi portato il Quadro per opera del; e l'ultima parola (d)el fu cambiata in il.



n Le parole che risedea... d'Iliceto sono aggiunte in margine.



o E: il testo primitivo poi cancellato, fu: ed ivi.



p Dopo collocare sono cancellate le parole nell'Altare Maggiore.



q Parola primitiva (rin)nata, cancellata e sostituita con la soprascritta (rin)novata.

r Dopo ritrovò sono cancellate le parole il Quadro sul pavimento in mezzo alla Chiesa.



s Le parole di timore sono aggiunte in margine.



60 Hoc documentum in Archivo generali non invenimus.



61 «Mercoledì 15 giugno 1746 venne da Foggia il cristallo per la Madonna della Consolazione fatto venire dal sig. Rosati, che costava lire 250, cioè docati 25, quali si donarono al P. Rettore Maggiore per divozione della Madonna. Si pose il giovedì ed il P. Rettore Maggiore ritoccò il quadro, accomodò le fettuccie e polizzò le corone del Bambino e di Maria Santissima ».‑ ex notitiis P.is de Robertis, AG XXXIX; 143.



t Dopo con è cancellata la parola quaranta, e sostituita con la soprascritta molti.



u Dopo cui è cancellata la parola avea.



v Le parole Egli... Portone sono aggiunte in margine.



w Dopo il è cancellata la parola medesimo.



x A questo punto si trova un doppio pentimento; il Santo scrisse primo in 3a persona: dovendo il P. D. Alfonso della Congre; cangiò le due ultime parole in: de Liguoro; finalmente ancora, formò il testo definitivo, in prima persona.



y Dopo Missione è cancellata la parola che.



z Dopo mantenimento sono cancellate le parole la somma d'annui ducati.



aa Le parole col peso... Cappellanie sono aggiunte in margine.



62 Lucia Ferrucci, sicut desumitur ex testamento Canonici Casati, AG XVIII C 9.

bb A questo capo pagina il Santo, per sbaglio, riprese le parole del capopagina antecedente 7: dirà ... si conserva, che poi cancellò (in tutto 11 righe).



cc Le parole senza suo consenzo sono aggiunte in margine.



dd Dopo benché è cancellata la parola da, e sostituita con la soprascritta a.



ee Dopo volea è cancellata la parola che.



ff Dopo Madonna sono cancellate le parole e che.



gg Le parole le quali... Inoltre sono aggiunte in margine.



63 specie di grano, grano gentile rosso.‑ ANDREOLI, Vocabolario 585.



64 baco della farina.




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