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S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio alla Morte

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PUNTO III

In oltre, bisogna procurare di ritrovarci in ogni ora quali desideriamo di ritrovarci in morte. «Beati mortui, qui in Domino moriuntur» (Apoc. 14).1 Dice S. Ambrogio2 che quelli muoiono bene, che al tempo della morte si trovano già morti al mondo, cioè distaccati da quei beni, da cui la morte allora a forza avrà da separarci. Sicché bisogna che da ora accettiamo lo spoglio delle robe, la separazione da' parenti e da tutte le cose di questa terra. Se ciò non lo facciamo volontariamente in vita, l'avremo a fare necessariamente in morte, ma allora con estremo dolore e con pericolo della salute eterna. E con ciò avverte S. Agostino3 che giova molto per morir quieto l'aggiustare in vita gl'interessi temporali, facendo da ora la disposizione de' beni che si han da lasciare, acciocché in morte la persona s'occupi solo a stringersi con Dio. Allora è bene discorrere solamente di Dio e del paradiso. Son troppo preziosi quegli ultimi momenti, per non dissiparli in pensieri di terra. In morte si compisce la corona degli eletti, poiché allora si fa forse la migliore raccolta di meriti in abbracciare quei dolori e quella morte con rassegnazione ed amore.

Ma non potrà avere questi buoni sentimenti in morte, chi non gli ha esercitati in vita. A tal fine alcuni divoti con molto loro profitto


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praticano di rinnovare in ogni mese la Protesta della morte cogli atti cristiani, dopo essersi confessati e comunicati figurandosi di trovarsi già moribondi vicini ad uscire di vita. («Nel nostro libretto della Visita al SS. Sagramento, vi è questa Protesta4 cogli atti, che può leggersi in poco tempo, perché è breve»). Ciò che non si fa in vita, è molto difficile farlo in morte. La gran serva di Dio suor Catarina di S. Alberto Teresiana5 morendo sospirava e dicea: Sorelle, io non sospiro per timor della morte, perché da 25 anni la sto aspettando, sospiro in vedere tanti ingannati, che menano la vita in peccato e si riducono a far pace con Dio in morte, quand'io appena posso pronunziare Gesù.

Esaminate dunque, fratello mio, se ora tenete attaccato il cuore a qualche cosa di terra, a quella persona, a quell'onore, a quella casa, a quei danari, a quella conversazione, a quegli spassi; pensate che non siete eterno. L'avete da lasciare un giorno, e forse presto; e perché volete starvi attaccato,6 con porvi a rischio di fare una morte inquieta? Offerite da ora tutto a Dio, pronto a privarvene, quando a Lui piace. Se volete morir rassegnato, bisogna che da ora vi rassegniate in tutti gli accidenti contrari, che vi possono accadere, e vi spogliate degli affetti alle cose della terra. Mettetevi innanzi il punto della morte e disprezzerete tutto. «Facile contemnit omnia (dice S. Geronimo)7 qui semper se cogitat moriturum».8

Se non avete eletto ancora lo stato di vostra vita, eleggetevi quello stato che vorreste aver eletto, quando sarete in morte, e che vi farà fare una morte più contenta. Se poi già l'avete eletto, fate quel che vorreste aver fatto allora nel vostro stato. Fate come ogni giorno fosse l'ultimo di vostra vita, ed ogni azione l'ultima che fate, l'ultima orazione, l'ultima confessione, l'ultima comunione. Immaginatevi come in ogni ora vi trovaste moribondo, steso in un letto, e vi sentiste intimare quel «Proficiscere de hoc mundo». Questo pensiero oh quanto vi gioverà per ben camminare e distaccarvi dal mondo: «Beatus ille


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servus, quem, cum venerit Dominus eius, inveniet sic facientem» (Matth. 24. 46). Chi aspetta la morte ad ogni ora, ancorché morisse all'improvviso, non lascerà9 di morir bene.

Affetti e preghiere

Ogni cristiano dee star preparato a dire in quel punto, in cui gli sarà data la nuova della morte, così: Dunque mio Dio, poche ore mi restano? voglio in queste amarvi quanto posso nella presente vita, per più amarvi nell'altra. Poco mi resta da offerirvi, vi offerisco questi dolori e 'l sagrificio della mia vita, in unione del sagrificio che vi fece per me Gesu-Cristo sulla croce. Signore, le pene che patisco son poche e leggiere, a fronte di quelle ch'io ho meritate: quali sono io le abbraccio in segno dell'amor che vi porto. Mi rassegno a tutti i castighi, che volete darmi in questa e nell'altra vita, purché io10 v'abbia11 ad amare in eterno. Punitemi quanto vi piace, ma non mi private del vostro amore. Conosco che non meriterei più d'amarvi, per avere io tante volte disprezzato il vostro amore; ma Voi non sapete discacciare un'anima pentita. Mi pento, o sommo bene, d'avervi offeso. V'amo con tutto il cuore, e tutto in voi confido. La vostra morte, o mio Redentore, è la speranza mia. Nelle vostre mani impiagate raccomando l'anima mia. «In manus tuas commendo spiritum meum; redemisti me, Domine Deus veritatis».12 O Gesù mio, voi avete dato il sangue per salvarmi, non permettete ch'io m'abbia a separare da Voi. V'amo, o Dio eterno, e spero amarvi in eterno.

Maria Madre mia, aiutatemi in quel gran punto. Ora a voi consegno il mio spirito; dite al vostro Figlio che abbia pietà di me. A voi mi raccomando, liberatemi dell'inferno.




1 [7.] Apoc., 14, 13.



2 [7.] S. AMBR., De bono mortis, c. III, nn. 8-9; PL 14, 543: «Quid igitur in hac vita iusti agunt, nisi ut exuant se huius corporis contagionibus, quae velut vincula nos ligant; et se ab his molestiis separare contendunt, renuntient voluptatibus suis atque luxuriae, fugiant flammas libidinum? Nonne igitur unusquisque in hac vita positus speciem mortis imitatur, qui potest ita se agere, ut ei moriantur omnes corporis delectationes, ut cupiditatibus omnibus mundique illecebris etiam ipse moriatur, sicut mortuus erat Paulus dicens: Mihi mundus crucifixus est, et ego mundo?» Cfr. CSEL 32 (I), 709-710.



3 [14.] PS. AUGUST., Ad fratres in eremo, sermo 48; PL 40, 1351: «Obsecro igitur te, ut antequam infirmitate graveris, agas poenitentiam, disponas domum tuam. Fac quod fiendum est, fac testamentum, dum sanus es, dum sapiens es, dum tuus es» (cfr. Glorieux, 31; Clavis, 377).



4 [4.] S. Alfonso inserì la Protesta della morte nella Visita al SS. Sacramento, Napoli 1749 (Alessio Pellecchia), pp. 166-168. L'abbiamo collocata in fondo a questo volume.



5 [6.] FRANCESCO DELLA CROCE, op. cit., I, Napoli 1687, 388. Suor Caterina di S. Alberto, cara a s. Teresa e a s. Giovanni della Croce, morì il 24 agosto del 1599.



6 [16.] starvi accanto) tenervi attacco ND1 VR BR1 BR2; tenervi attaccato ND3.



7 [21.] Geronimo) Girolamo BR1 BR2.



8 [21.] HIER., Epist. 53 ad Paulinum, n. 11; PL 22, 549. Cfr. CSEL 54 (I), 465.



9 [3.] lascerà) lascierà VR BR1 BR2.



10 [13.] purché io) purch'io VR BR1 BR2.



11 [13.] v'abbia) v'abbi BR1 BR2.



12 [20.] Ps., 30, 6.






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