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S. Alfonso Maria de Liguori
Opera dogmatica...eretici pretesi riformati

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Cap. II. De' sette ordini.

11. Nel capo 2 si disse che, essendo il ministero del santo sacerdozio cosa divina, fu conveniente che nella chiesa vi fossero più ordini di ministri che servissero a' sacerdoti, tonsurati, ordinati negli ordini minori e ne' maggiori, come ne fan menzione le scritture. E si sa che sino dal principio della chiesa sono stati in uso i propri ministerj del suddiacono, acolito, esorcista, lettore ed ostiario, come spesso sacro concilio; benché non sono tutti eguali, poiché il suddiaconato si riferisce agli ordini maggiori da' padri e concilj, ne' quali si fa anche memoria spessissimo degli altri inferiori: Cum autem divina res sit tam sancti sacerdotii ministerium, consentaneum fuit, quo dignius et maiori cum veneratione exerceri posset, ut in ecclesiae ordinatissima dispositione plures et diversi essent ministrorum ordines qui sacerdotio ex officio deservirent; ita distributi ut qui iam clericali tonsura insigniti essent per minores ad maiores ascenderent: nam non solum de sacerdotibus, sed et de diaconis sacrae litterae apertam mentionem faciunt; et quae maxime in illorum ordinatione attendenda sunt, gravissimis verbis docent, et ab ipso ecclesiae initio sequentium ordinum nomina atque uniuscuiusque eorum propria ministeria, subdiaconi, scilicet, acolithi, exorcistae, lectoris et ostiarii, in usu fuisse cognoscuntur, quamvis non pari gradu; nam subdiaconatus ad maiores ordines


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a patribus et sacris conciliis refertur, in quibus et de aliis inferioribus frequentissime legimus.

12. A questo capo 2 corrisponde il can. 2, ove si dice: Si quis dixerit, praeter sacerdotium, non esse in ecclesia catholica alios ordines, et maiores et minores, per quos, velut per gradus quosdam, in sacerdotium tendatur, anathema sit.

13. Tutti gli ordini ecclesiastici maggiori e minori si riferiscono alla confezione, amministrazione e venerazione della ss. eucaristia; ed a questo fine tutti essi sono stati istituiti, come insegna s. Tomaso: e perciò l'ordine si definisce: Ordo est ritus sacer quo spiritualis potestas confertur ad ea quae ad eucharistiae confectionem et dispensationem pertinent.

Dice Pietro Soave essere stato a molti di ammirazione il definirsi dal concilio che gli ordini inferiori non sono se non gradi a' superiori, e che tutti son gradi al sacerdozio; poiché anticamente molti chierici restavano in tali ordini e non passavano al sacerdozio. Si risponde che il concilio non disse essere gli ordini inferiori meri gradi al sacerdozio; ma disse che nella chiesa vi erano gradi minori e maggiori, per li quali, come per certi gradi, si passava al sacerdozio. Dal che non ne siegue che molti non possan restare ne' gradi inferiori.




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