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S. Alfonso Maria de Liguori
Otto med. della Passione di Gesù Cristo...

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MEDITAZIONE VIII - Gesù morto sulla croce.

Cristiano, alza gli occhi e guarda Gesù morto su quel patibolo col corpo pieno di piaghe, che ancora mandano sangue. La fede t'insegna ch'egli è il tuo Creatore, il tuo Salvatore, la tua vita, il tuo liberatore; è quegli che ti ama più di ognuno altro, è quegli che solo può renderti felice.

Sì, Gesù mio, lo credo; voi siete quello che mi avete amato sin dall'eternità, senza alcuno mio merito; anzi prevedendo le mie ingratitudini, solo per vostra bontà mi avete dato l'essere. Voi siete il mio Salvatore, che colla vostra morte mi avete liberato dall'inferno tante volte da me meritato. Voi siete la mia vita, per la vostra grazia che mi avete donata, senza la quale io sarei rimasto morto in eterno. Voi siete il mio padre e padre amoroso, perdonandomi con tanta misericordia tante ingiurie che vi ho fatte. Voi siete il mio tesoro, arricchendomi di tanti lumi e favori in vece de' gastighi a me dovuti. Voi siete la mia speranza, giacché fuori di voi io non posso sperare alcun bene da altri. Voi siete poi il mio vero ed unico amatore; basta dire che siete giunto a morire per me. Voi in somma siete il mio Dio, il mio sommo bene, il mio tutto.

Uomini, uomini, amiamo Gesù Cristo, amiamo un Dio che si è sagrificato tutto per nostro amore. Egli ha sagrificati gli onori che gli spettavano su questa terra, ha sagrificate tutte le ricchezze e le delizie che potea godere, e si è contentato di fare una vita umile, povera e tribulata; finalmente per pagare colle sue pene i nostri peccati ha voluto sagrificare tutto


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il suo sangue e la vita, morendo in un mar di dolori e di disprezzi.

Figlio, dice il Redentore da quella croce a ciascuno di noi, figlio, che più doveva io fare per esser da te amato, che morire per te? Vedi se vi è nel mondo chi ti abbia amato più di me tuo Signore e Dio. Amami dunque, almeno per ricompensa dell'amore che ti ho portato.

Ah Gesù mio, come posso pensare che i miei peccati vi han ridotto a morire di dolore su d'un patibolo infame, e non piangere sempre per la pena di aver cosi disprezzato il vostro amore? E come posso vedervi pendente da questo legno per amor mio, e non amarvi con tutte le mie forze?

Ma come va, Signore, che voi siete morto per tutti noi, acciocché niuno di noi viva più a se stesso - Et pro omnibus mortuus est Christus, ut et qui vivunt iam non sibi vivant, sed ei qui pro ipsis mortuus est et resurrexit (II Cor. V, 15), - ed io poi, in vece di vivere solo per amarvi e darvi gloria, par che son vivuto solo per affliggervi e disonorarvi ? Deh mio Signor crocifisso, scordatevi delle amarezze che vi ho date, delle quali mi pento di vero cuore, e tiratemi colla vostra grazia tutto a voi. Io non voglio vivere più a me stesso, ma solo a voi, che tanto mi avete amato e meritate tutto il mio amore. Vi dono tutto me e tutte le cose mie senza riserba. Rinunzio a tutti gli onori e piaceri di questa terra, e mi offerisco a patire per amor vostro quanto vi piace. Voi che mi date questa buona volontà, voi datemi, vi prego, la forza di eseguirla.

O Agnello di Dio sagrificato sulla croce, o vittima d'amore, o Dio innamorato, potessi morire per voi, come voi siete morto per me!

O madre di Dio Maria, ottenetemi voi la grazia di sagrificar tutta la vita che mi resta all'amore del vostro amabilissimo Figlio.

 




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