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S. Alfonso Maria de Liguori
Predica della chiamata

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Testo


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Viva Giesù e Maria

 

Che direste, se un avesse condannato un suo vassallo giustamente alla morte per qualche gran delitto; e poi vedeste, che 'l mosso a compassione di quel povero condannato, gli mandasse a dire per un suo Ministro, ch'esso vuole perdonarlo, se esso vuol pentirsi del delitto fatto?

 

Dilettissimi miei, questo caso non è socceduto mai tra qualche di terra, e un suo vassallo; ma oggi appunto soccede tra il del cielo, e voi. Ecco che voi peccatori miei già state condannati alla morte eterna dell'inferno per i vostri peccati, e Dio,


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benché tanto offeso da voi, in vece di eseguire la giustizia vi à mandato me, che sono suo Ministro, benché indegno, ambasciatore di pace, secondo il parlare di S. Paolo: Pro Christo legatione fungimur1. E vi manda a dire, che vuole perdonarvi, se voi vi pentite d'averlo offeso, e gli promettete di mutar vita veramente in questa santa Missione.

 

Che dite dunque? Che rispondete Fratelli miei? Orsù pensate alla risposta, e mentre vi pensate, lasciate, ch'io vi facci intendere questa mattina, che:

 

I. O bisogna obbedire subito alla chiamata di Dio.

 

II. O bisogna temere qualche gran castigo da Dio.

 

E questi saranno i due punti della Predica.

 




1 II Cor., V, 20: Pro Christo ergo legatione fungimur, tamquam Deo exhortante per nos. Obsecramus pro Christo, reconciliamini Deo.






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