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S. Alfonso Maria de Liguori
Regole…Monastero Regina Coeli

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Cap. V. Qui finalmente si notano alcuni ordini antichi della s.c. de' regolari per il buon regolamento delle monache.

 

1. Ne' confessionali vi siano inchiodate le piastre di ferro coi buchi piccoli, da cui le monache non possano vedere alcuno, né da alcuno esser vedute.

 

2. Avanti la porta del monastero l'entrata sia ben fortificata e custodita da due porte: ed ivi le monache non possano mai entrare, mentre le porte di fuori stanno aperte, o stanno per aprirsi in breve, acciocché da quel luogo non possano vedere, né esser vedute.

 

3. Che non si scrivano lettere senza licenza della badessa, né si mandino né si ricevano quelle che sono mandate, se prima dalle prefette non saranno tutte lette.

 

4. Che dalla badessa si stabilisca una


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giusta provisione al confessore, la quale si paghi del denaro comune del monastero; ma che sia affatto proibito il regalarsi tra il confessore e le monache, anche di minima cosa, sotto pena al confessore di perpetua sospensione ipso facto dalla confessione, non solo di quelle monache, ma di ogni altra persona.

 

5. Non si permetta alle monache il canto figurato, ma solo il canto fermo; e perciò tutti gl'istrumenti musicali si tolgano via da' monasterj, eccettuati gli organi che si permettano nella chiesa di fuori.

 

6. Nella recitazione dell'officio divino non s'intromettano persone secolari, ma solamente i sacerdoti e chierici deputati dagli ordinarj per celebrar le messe nella solennità del monastero, o per far le benedizioni e simili altre cose che non si possono fare dalle monache.

 

7. Niuna monaca o conversa o altri fuor del monastero, ardisca di far celebrare altre messe nella chiesa del monastero, eccettuate quelle che debbano celebrarsi da' cappellani provvisionati a spese comuni del monastero. Nondimeno al presente si costuma che le monache si facciano dire alcune messe per loro divozione anche da altri sacerdoti che non sono cappellani.

 

8. E perché in certi monasterj debbono celebrarsi molte messe lasciate da' testatori, e non si celebrano per mancanza di cappellani o per la povertà del monastero o per altra causa; si comanda a' superiori che a ciò si provveda secondo il concilio di Trento o in altro miglior modo, e se ne faccia relazione a questa santa Sede.

 

9. In ogni modo giusta il concilio di Trento si dia il confessore straordinario, al quale ciascuna monaca sia tenuta di andarvi, benché non voglia a lui confessarsi.

 

10. Affatto non si permettano serve particolari, ma solamente vi siano quelle che servono alla comunità.

 

11. Non si possano ricevere converse più della terza parte delle monache, o al più se non due a ragione di cinque monache.

 

12. I visitatori determineranno il numero delle monache e delle converse secondo le rendite del monastero e le limosine che si ricevono; assegnando ne' monasterj di Napoli annui ducati 50. per monaca e 40. per conversa.

 

13. In que' monasterj in cui non è posta ogni cosa in comune si licenza di prender qualche soccorso per mano della badessa, per le necessità che occorrono. Ma quel che soverchia si impieghi in uso comune del monastero. Ed i superiori ne dimandino conto dalla badessa o depositaria; e se quelle in ciò mancano severamente le puniscano.

 

14. Non si riceva mai alcuna per monaca, se prima non le sarà assegnato il denaro in contanti per la dote, col quale si compi in nome della fanciulla un'annua rendita col consenso del monastero, ad utile del quale dee andare tal rendita per causa degli alimenti sino al giorno della professione, dopo la quale tutto acquisterà il monastero per ragione di successione.




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