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S. Alfonso Maria de Liguori
Regole... Seminario di S. Agata

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Capitolo I - Degli Esercizj ordinarj de' Seminaristi per tutto l'anno

 

Al primo tocco della campana debbono tutti alzarsi la mattina da letto, ed alla voce del prefetto, che dirà Benedicamus Domino, risponderanno Deo gratias. E subito cominciaranno a vestirsi con modestia, nel modo come si dirà nel Cap. II, num. 1. E frattanto che si vestono, diranno a mezza voce gli atti della mattina, cioè di adorazione, ringraziamento, amore, offerta e preghiera, nel modo come sta scritto nella picciola tabella. Immediatamente dopo questi atti si leggerà forte da un figliolo il libro del P. Auriemma, Affetti scambievoli tra la Vergine SS. e suoi divoti, e si leggerà, or dall'uno or dall'altro, fino che suonerà il segno della meditazione. Ognuno poi, subito che sarà vestito, dica tre Ave Maria alla Divina Madre colla faccia a terra, o colle braccia ||2|| in croce, accioché l'assista in quel giorno e lo liberi da' peccati.

 

Dopo il segno dell'orazione anderanno tutti, a due a due, in cappella, dove detto il Veni Sancte Spiritus ecc. coll'orazione Deus qui corda fidelium ecc. faranno l'orazione mentale per mezz'ora, leggendosi in due volte qualche libro di meditazioni sovra le massime eterne, che sono le più utili a meditarsi da' giovani. Solo nel venerdì si farà la meditazione sulla passione di Giesù Cristo. Indi udiranno la Santa Messa e nello stesso tempo reciteranno il Mattutino colle Laudi della SS.ma Vergine, ed in fine diranno il De profundis coll'orazione Deus qui inter apostolicos sacerdotes famulum tuum Philippum ecc. per Monsignor Albini secondo l'obligo del legato di Messe fatto al seminario dal medesimo.

 

Ritirati che saranno dalla cappella in camerata, ognuno attenderà agli esercizj appartenenti alla sua scuola persino che si darà il segno della scuola o dello studio. La scuola di gramatica e d'umanità durerà per due ore e mezza; ma lo studio di filosofia e teologia durerà solo per un'ora e mezza.

 

Attenda sopratutto il vescovo a far istruire bene i giovani nella teologia morale, accioché tra essi poi possa scegliere i soggetti più idonei a coltivare la diocesi; altrimenti i medesimi, usciti che saranno


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dal seminario, poco la studieranno, e poi si piangerà per non esservi sacerdoti a chi dare le cure e la confessione.

 

||3|| Dopo la scuola vi sarà un quarto d'ora di sollievo, ma in questo tempo non parleranno tra di loro.

 

Dopo un tal quarto [d'ora] di sollievo si darà il segno e si porteranno tutti, a due a due, in cappella a far l'esame particolare. Donde poi anderanno a tavola, ove leggerassi in primo luogo un capitolo o parte del Testamento Nuovo, leggendosi nel resto della mensa qualche libro spirituale, come Vita di santo o la storia ecclesiastica, ad arbitrio del rettore. Ma nel sabbato matino si leggeranno queste regole per tutta la mensa.

 

Finita la mensa vi sarà un'ora di ricreazione, dopo la quale si darà un'ora di riposo in tempo di state e mezza ora in tempo d'inverno.

 

Dopo il riposo vi sarà un quarto d'ora di lezzione spirituale, dopo la quale anderanno i giovani a pigliare la lezzione del canto in cappella, attendendo poi ognuno agli esercizj attinenti alla sua scuola, sin a tanto che si darà il segno dell'anzidetta scuola, come han fatto nella mattina.

 

Dopo la scuola, in tempo d'inverno, vi sarà similmente un quarto d'ora indifferente, come la mattina, in cui potranno i giovani parlar tra di loro per sollevarsi un poco, seguendo allora molti esercizj, e specialmente lo studio camerale. Ma in tempo di state poi, che comincerà dal primo di Giugno sino alla metà di Settembre, usciranno ogni giorno a spasso in campagna dopo la scuola ad ore ventidue e si ritireranno ||4|| alle ventitre e mezza.

 

Vi sarà ogni sera la visita al SS.mo Sagramento ed il rosario a Maria SS.ma. Avvertendosi che in tempo d'inverno dopo il rosario vi sarà immediatamente lo studio camerale, che durerà per un'ora o più secondo i tempi. Ma nella state dopo il rosario si anderà subito a cena, dove anche si leggerà sempre qualche Vita di santo o la storia ecclesiastica. Ed appresso vi sarà l'ora di ricreazione, come la mattina. Ma si avverta che in questa ricreazione della sera tutti dovranno sedere in giro, stando alquanto discosto l'un dall'altro.

 

Dato il segno, si anderà subito senza dimora in cappella, dove si farà l'esame generale, e poi si faranno in comune gli atti cristiani di fede, speranza, amore e contrizione. Si reciteranno di più le litanie di Maria SS.ma e 'l De profundis per li morti, e si leggerà parte del punto della meditazione del giorno seguente.

 

Ritirati in camerata, osserveranno ivi silenzio rigoroso, e dopo un quarto d'ora ognuno procurerà di trovarsi già posto a letto. Nell'inverno si daranno nella notte otto ore di sonno, ma nella state


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solamente sette, poiché allora si darà nel giorno un'ora di riposo.

 

In ogni settimana vi sarà la comunione nella domenica, confessandosi i figlioli nella sera antecedente. Quelli però che sono già ordinati in sacris, sono obligati a comunicarsi più volte la settimana; quelli che già s'accostano al sacerdozio si comunicheranno ogni mattina. Gli altri poi sono obligati a comunicarsi ogni quindici giorni, ma si esorta loro a procurare ||5|| di comunicarsi [o]gni settimana, cosa che si prattica anche da' secolari, che vogliono conservarsi in grazia di Dio.

 

Di più [o]gni settimana vi sarà un giorno di vacanza che servirà a' figlioli di onesto sollievo. In tal giorno si uscirà in campagna, si faranno più [=poi] sermoncini da' giovani sopra l'Evangelio e potranno benanche cantarsi unitamente salmi e canzoncine spirituali. Ma non si potrà giocare a' dadi o alle carte, ed in niun gioco a danari, né prendere altro divertimento che sia causa di distrazioni e di sconcerti, come sarebbe il recitare in comedia e simile. Che perciò in ogni tempo, anche delle ferie, si proibisce ogni sorta di comedia o sia d'opera, benché spirituale. Poiché in tali divertimenti facilmente accadono molti disordini, averrà certamente che per una operetta di queste i seminaristi per più mesi staran distratti dal[lo] studio e dalla divozione.

 

In ogni mese poi, e propriamente nel primo venerdì del mese, vi sarà il giorno di ritiro. In questo giorno non vi sarà né scuola, né studio camerale (eccetto che nella sera in tempo d'inverno), ma s'impiegherà quella giornata tutta in far meditazioni, lezioni spirituali, udir il sermone, l'istruzione, e principalmente nel fare con maggior attenzione la confessione e la comunione. In tutto questo giorno si osserverà silenzio, fuorché nell'ora di ricreazione dopo pranzo e cena.

 

In ogni anno finalmente si darà un mese di ferie, ma dentro allo stesso seminario, con uscire i seminaristi separatamente colle loro camerate in ||6|| campagna a divertirsi onestamente. Questo mese però si dividerà: quindici giorni di ferie si daranno dentro Maggio, cominciando dal primo del mese, e quindici altri giorni si daranno dal primo di Settembre. Ed alli sedici poi si faranno gli esercizj spirituali nel seminario, con osservarsi silenzio rigoroso fuorché nell'ora di ricreazione della mattina e della sera, come si è detto nel giorno di ritiro.

 




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