Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
S. Alfonso Maria de Liguori
Ricordi alle Monache di Scala

IntraText CT - Lettura del testo
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Introduzione

Tra i manoscritti di s. Alfonso, conservati nell'archivio generale dei Redentoristi a Roma (1), si trova un breve testo che sul dorso porta la seguente iscrizione postavi da s. Alfonso di propria mano, " V[iva] Gesù Maria G[iuseppe] T[eresa]. Ricordi alle Mon[ach]e di Scala " (2).

Sono consigli e esortazioni spirituali, divisi in nove paragrafi, di cui soltanto l'ultimo è della mano di s. Alfonso (3). I primi otto invece sono scritti da mano chiaramente femminile. Si può supporre a buon diritto - data l'iscrizione del manoscritto - che sia di una delle monache di Scala. Non ci è stato possibile individuare la scrittrice.

Non abbiamo potuto trovare nessun elemento utile, né nel testo stesso, né altrove, che permetta di determinare, neanche con una certa approssimazione, il tempo della stesura di questi 'Ricordi'.

Il testo – qui pubblicato – era rimasto finora inedito in lingua originale italiana. Nel 1884 è stato tradotto in francese dal p. Francois Dumortier (4).

Esiste inoltre un altro testo di 'Ricordi' di s. Alfonso per le Redentoriste. Al contrario del precedente (vedi opera 111b), questo fu fatto stampare dal Santo con il titolo di "Ricordi diretti alle Religiose del SS. Redentore dimoranti ne' Monasterj di Sant'Agata e di Scala ".

Fortunatamente è anche databile e precisamente nei mesi di maggio-giugno 1778. Nella sua lettera del 12 maggio di quell'anno alle suore di Sant'Agata (5) s. Alfonso dice tra l'altro: "Ho pensato a mandarvi un mio foglietto stampato per vostra maggior comodità, nel quale rinnoverò a tutte la memoria delle osservanze che sinora avete praticate; e questa memoria servirà per mantenere lo spirito con cui è cominciato cotesto monastero (6). Subito che sarà stampato, ve lo manderò ". E nella lettera del 5 giugno alla nuova superiora (7) del monastero di Sant'Agata dice di aver ricevuto proprio quella mattina l'opuscolo dal tipografo e che gliene manda dieci copie (8).

Dalla lettera emerge chiaramente l'intenzione di s. Alfonso nella composizione di questo testo (9): "Questo libretto, io l’ho fatto per tutti i monasteri di monache dove si vive con osservanza; ma specialmente l'ho fatto per lo monastero vostro di Sant'Agata, dopo che morì Maria Raffaela "(10). I 'Ricordi' sono quindi specialmente intesi per le monache OSSR di Sant'Agata, ma non solo per esse, e neanche per le sole Redentoriste: sono consigli per tutte le monache osservanti (11).

Del libretto stampato nel 1778 non abbiamo potuto rintracciare nessuna copia. Riteniamo possibile che qualche esemplare si conservi in uno dei tanti monasteri del Napoletano, ma finora le nostre ripetute ricerche sono rimaste infruttuose. Nella bibliografia di s. Alfonso viene menzionato, ma dubitiamo seriamente che il compilatore abbia avuto una copia tra le mani (12). Il testo, però, è stato inserito nella deposizione fatta da suor Maria Celestina del Divino Amore (13), il 6 dicembre 1788, durante il processo per la beatificazione del Servo di Dio Alfonso de Liguori (14). Supponiamo a buon diritto che la versione dei 'Ricordi' del processo corrisponda a quella del libretto, stampato una decina di anni prima.

Benché questi 'Ricordi' siano più volte stampati in seguito, tanto nel testo originale italiano quanto in traduzioni in diverse lingue, ci sembra tuttavia che valga la pena riprodurre qui il testo inserito nel processo, perché è più vicino al testo originale del 1778. E questo anche per facilitare un confronto tra i due 'Ricordi '.

Diverse volte il testo è stato pubblicato - con alcuni lievi cambiamenti - in appendice a varie edizioni dell'opera alfonsiana La vera sposa di Gesù Cristo (15), a partire dal 1828 (16). L'ultima volta, per quanto sappiamo, nel 1887 (17). La prima traduzione è quella tedesca pubblicata dal p. Markus Andreas Hugues nel 1844 (18). E a distanza di una decina di anni seguì una traduzione olandese fatta dal p. Jan Looyaard (19). Come la tedesca anche l'olandese fu pubblicata in appendice alla traduzione della Vera Sposa.

Nel n. 15 dei 'Ricordi' s. Alfonso rimanda alla Vera Sposa, dove trovano sviluppi corrispondenti anche le esortazioni spirituali degli altri numeri.

Alcuni consigli non sono più attuali, come per esempio il n. 15 sul canto figurato che deve essere evitato, e il n. 16 sulla sconvenienza di recitare commedie. Ma nell'insieme il testo rimane ancor oggi un brevissimo compendio di santità, e non solo per le monache.

Sembra a proposito dare qui un brano di una lettera che scrisse il p. Nicolas Mauron (20) alla superiora delle Redentoriste di Bruges (21) nel Belgio, il 15 gennaio 1866 (22). Dopo aver accennato al buon corso che prendeva la causa di beatificazione del p. Clemente Hofbauer (23), prosegue: " Spero che possiamo incominciare qualche giorno anche la causa di una santa suora del SS. Redentore. Il miglior modo per arrivare a una cosa tanto auspicabile è certamente il conformare sempre più la vostra vita ai preziosi consigli che s. Alfonso vi ha lasciati come suo testamento. Questi quarantaquattro consigli contengono veramente tutta l'essenza della perfezione religiosa di una vera suora del SS. Redentore. Colei che li pratica fedelmente, merita certamente di essere posta un giorno sugli altari "

-----------------

(1) D'ora in poi citato: AGR.

(2) AGR, SAM (Sancti Alfonsi Manuscripta), vol. III, pp. 383-386.

(3) Questo capoverso non è scritto come un testo corrente. Si tratta piuttosto di appunti di temi che richiedono una ulteriore elaborazione in periodi.

(4) F. DUMORTIER, Les premières Rédemptoristines, avec une notice sur leur institut, Lille-Bruges [1884], 191-193: Appendice II. Neuf autres avis.

(5) ALPONSO M. DE LIGUORI, Lettere, vol. II, Roma [1888], 483-484. La lettera originale sembra sia andata perduta.

(6) Il monastero di Sant'Agata era stato fondato da s. Alfonso nel 1766. Vedi Spic. hist. 9 (1961) 412-413, 515-516, 536-540.

(7) Il 26 aprile 1778 era deceduta suor Maria Raffaela della Carità (al secolo Matilde de Vito), superiora dall'anno 1766. Per notizie biografiche cf. Spic. hist. 28 (1980) 145, nota 22. Le succedette suor Maria Angelica del SS. Sacramento, superiora negli anni 1778-1781. Su di lei però non abbiamo notizie biografiche.

(8) ALFONSO, Lettere II 487. Anche l'originale di questa lettera sembra sia andato perduto.

(9) Ibid.

(10) Fr. KUNTZ. Commentaria de vita D. Alphonsi et de rebus CSSR (ms. in AGR) IX 422 pensa che dopo la morte di suor Maria Raffaela s. Alfonso fosse preoccupato del mantenimento della originale osservanza. Sarebbe stato questo il motivo che lo avrebbe indotto a stendere i 'Ricordi'.

(11) Nella succitata lettera del 5 giugno 1778 s. Alfonso dice che delle dieci copie mandate a Sant'Agata la metà doveva essere inoltrata ad altri monasteri di Airola e di Arienzo. Lui stesso era in procinto di mandare copie a diversi monasteri di Napoli.

(12) M. DE MEULEMEESTER, Bibliograghie générale des écrivains rédemptoristes, vol. I, La Haye-Louvain 1933, 171, n. 111. Il numero delle pagine (14) ivi indicato viene probabilmente desunto dalla indicazione di s. Alfonso nella lettera del 5 giugno, secondo la quale il num. 41 dei ‘Ricordi’ si trova alla pag. 12 (Lettere II 488).

(13) Suor Maria Celestina del Divino Amore, al secolo Maria Maddalena Fedele Romano, figlia di Matteo e Margherita Baronia, era nata a Scala. Era stata educanda e poi suora professa nel monastero delle Redentoriste di quella città. Nel 1766 fu una delle fondatrici del monastero di Sant'Agata. All'inizio della sua deposizione al processo per la beatificazione del Servo di Dio Alfonso de Liguori, cioè nel 1788, dice tra l'altro: " Ora mi trovo in età di anni 56 incirca ". Era nata quindi nel 1731 o 1732.

Processo ordinario celebrato a Sant'Agata. Copia pubblica, vol. IV, f. 1834v-1835r.

(14) Copia pubblica (ut supra), vol. IV, f. 1844r-1853r.

(15) La prima edizione dell'opera uscì a Napoli negli anni 1760-1761. Nel 1934-1935 è stata pubblicata una edizione critica a Roma.

(16) Opere del beato Alfonso M. de Liguori. Classe prima: Opere ascetiche, vol. XXIII, La vera sposa di Gesù Cristo, vol. II, Torino 1828, con un appendice di Opuscoli relativi (con paginatura propria di 56 pagine), pp. 26-37. Il volume fa parte della prima edizione delle Opera omnia di s. Alfonso, stampata negli anni 1824-1829 da Giacinto Marietti con numerazione continua dei volumi (complessivamente 68 volumi: 27 nella Classe prima, Opere ascetiche, 29 nella Classe seconda, Opere morali; 12 nella Classe terza, Opere dogmatiche. Nel 1830 furono aggiunti tre volumi supplementari con opere circa la vita e la dottrina di Alfonso. Da rettificare le indicazioni date in DE MEULEMEESTER, op. cit. I 187.

(17) Opere ascetiche, dogmatiche e morali di S. Alfonso M. de Liguori vol. IV, Torino 1887, 384-389. E' l'ultima ristampa delle Opera omnia di s. Alfonso pubblicata da Giacinto Marietti.

(18) Sàmmtliche Werke des hl. Alphons M. von Liguori. Ascetische Werke, 2. Section, 7. Bd., Die wahre Braut Jesu Christi, 2. Bd., Regensburg 1844, 411-419: Einige Erinnerungen an die Klosterfrauen aus dem Orden des allerheil. Erlosers zu St. Agatha und Scala. Il numero dei 'Ricordi' è ridotto a 43, mentre nel testo originale italiano sono 44. Il n. 28 è stato omesso.

(19) Volledige ascetische en dogmatische werken van den H. Alphonsus M. de Liguori. Ascetische werken, vol. XVI, De ware bruid van Jezus Christus, Utrecht 1852, 412-424: Herinneringen aan de Redemptoristinnen der kloosters in de steden St. Agatha en Scala.

(20) Lo svizzero p. Nicolas Mauron (1818-1893) era stato eletto superiore generale dei Redentoristi il 2 maggio 1855.

(21) Suor Maria Filomena della Divina Provvidenza, al secolo Rosalie de Savoie (1811-1878), emise i voti il 23 marzo 1843. Notizie biografiche in F. DUMORTIER, Fleurs de l'institut des Rédemptoristines, Tournai [1910], 101-121.

(22) La minuta di questa lettera - scritta in francese - si conserva in AGR, fondo OSSR, VIII (Belgio) 1 (Brugge) a (1854-1881).

(23) Il processo ordinario si tenne a Vienna negli anni 1864-1865. La causa fu introdotta a Roma il 14 febbraio 1867.

(André Sampers in Spicilegium Historicum 29 (1981) pp. 244-247)

 

 

 




Precedente - Successivo

Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) © 1996-2006 Èulogos