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S. Alfonso Maria de Liguori
Riflessioni Devote sopra diversi punti...

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§. 3. Iddio merita d'essere amato sopra ogni cosa.

 

Dice s. Teresa essere un gran favore che dio fa ad un'anima il chiamarla al suo amore. Amiamolo dunque noi che siamo chiamati a quest'amore, ed amiamolo com'egli vuol essere amato: Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo. Il ven. Luigi da Ponte si vergognava di dire a Dio: Signore, io vi amo sopra ogni cosa; v'amo più di tutte le creature, più di tutte le ricchezze, di tutti gli onori e di tutti i piaceri terreni; parendogli con tali parole di dire: mio Dio, v'amo più della paglia, più del fumo, più del fango.

 

Ma Dio si contenta che l'amiamo sopra tutte le cose. Sicché diciamogli almeno: Signore, sì io vi amo più di tutti gli onori del mondo, più di tutte le ricchezze, più di tutti i parenti ed amici; v'amo più della sanità, più della mia gloria, più delle scienze, e più delle mie consolazioni; v'amo in somma più di tutte le cose mie e più di me stesso.

 

Avanziamoci ancora a dirgli: Signore, io stimo le vostre grazie e i vostri doni; ma più di tutti i vostri doni amo voi che solo siete una bontà infinita ed un bene infinitamente amabile che supera ogni altro bene. E perciò, mio Dio, qualunque cosa mi doniate fuori di voi e che non è voi stesso non mi basta; e se mi donate voi, voi solo mi bastate. Vi cerchino altri quel che vogliono: io non voglio altro cercarvi che solo voi, mio amore, mio tutto. In voi solo ritrovo quanto posso trovare e desiderare.

 

Dicea la sacra sposa che fra tutte le cose aveva eletto di amar il suo diletto: Dilectus meus candidus et rubicundus, electus ex millibus3. E noi chi eleggeremo di amare? Fra tutti gli amici di questo mondo, dove potremo trovare un amico più amabile e più fedele di Dio e che ci abbia amati


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più di Dio? Preghiamolo dunque e preghiamolo sempre: Trahe me post te, Signore tiratemi a voi, perché se voi non mi tirate io non posso venire a voi.

 

Ah Gesù mio e mio Salvatore, quando sarà ch'io spogliato d'ogni altro affetto non bramicerchi altro che voi? Vorrei staccarmi da tutto, ma spesso entrano nel mio cuore certi affetti importuni che da voi mi distraggono. Distaccatemi voi colla vostra potente mano e fatevi l'unico oggetto di tutti gli amori miei e di tutti i miei pensieri.

 

Dice s. Agostino che chi ha Dio ha tutto; chi non ha Dio non ha niente. A che mai serve ad un ricco il possedere più tesori d'oro e di gemme, se sta senza Dio? Che serve ad un monarca avere più regni, se non ha la grazia di Dio? A che serve ad un letterato saper molte scienze e molte lingue, se non sa amare il suo Dio? Che serve ad un capitan generale il comandare a tutto l'esercito, s'egli vive schiavo del demonio e lontano da Dio? Davide mentre era re ma stava in peccato, andava a' suoi giardini, alle sue cacce, ed altre sue delizie; ma pareagli che quelle creature gli dicessero: Ubi est Deus tuus? Tu in noi vuoi trovare il tuo contento? va, trova Dio che hai lasciato, perché egli solo ti può contentare. E perciò confessava Davide che in mezzo a tutte le sue delizie non trovava pace e piangea notte e giorno pensando che stava senza Dio: Fuerunt mihi lacrymae meae panes die ac nocte, dum dicitur mihi quotidie: Ubi est Deus tuus1?

 

In mezzo alle miserie e travagli di questo mondo chi meglio di Gesù C. può consolarci? Perciò egli dice: Venite ad me omnes qui laboratis et onerati estis et ego reficiam vos2. O pazzia de' mondani! consola più una lagrima sparsa per dolore de' proprj peccati, vale più un Dio mio detto con amore da un'anima che sta in grazia, che mille festini, mille commedie, mille banchetti, a contentare un cuore amante del mondo. Replico, o pazzia! ma pazzia a cui non potrà più rimediarsi quando verrà la morte, nella quale si fa notte, come dice il Vangelo: Veniet nox quando nemo potest operari3. Quindi ci avverte il Signore a camminare mentre ci favorisce la luce; perché se ci arriverà la notte non potremo fare più nulla: Ambulate dum lucem habetis, ut non vos tenebrae comprehendant4.

 

Iddio solo sia dunque tutto il nostro tesoro, tutto il nostro amore; e tutto il nostro desiderio sia il gusto di Dio, il quale non si fa vincere d'amore; egli rimunera a cento doppi ogni cosa che si fa per dargli gusto.

Taci dunque, da me non cercare,

Mondo iniquo, più stima, né amore:

Altr'oggetto si prese il mio core

Più fedele e più amabil di te.

 

Ah mio Dio ed ogni mio bene, siate voi l'oggetto dominate dell'anima mia; e siccome io vi preferisco nell'amore a tutte le cose, così fate voi che in tutte le cose io preferisca il vostro gusto ad ogni mio piacere. Gesù mio, confido nel vostro sangue, nella vita che mi resta, di non amare altro che voi in questa terra, per venire un giorno a possedervi in eterno nel regno de' beati. Vergine s., soccorretemi voi colle vostre potenti preghiere e portatemi a baciarvi i piedi in paradiso.

 

 




3 Cant. 5. 10.



1 Ps. 41. 14.



2 Matth. 11. 28.



3 Io. 9. 4.



4 Io. 12. 35.






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