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S. Alfonso Maria de Liguori
Riflessioni Devote sopra diversi punti...

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§. 21. Chi ama Gesù Cristo deve odiare il mondo.

 

Chi ama Gesù Cristo con vero amore ben si rallegra quando si vede trattato dal mondo come fu trattato Gesù Cristo, che dal mondo fu odiato, vituperato e perseguitato, sino a farlo morir di dolore appeso ad un patibolo di obbrobrio.

 

Il mondo è tutto contrario a Gesù Cristo, e perciò odiando Gesù Cristo odia tutti i servi suoi. Quindi il Signore animava i suoi discepoli a soffrir con pace le persecuzioni del mondo, dicendo loro, che avendo essi lasciato il mondo non poteano non essere odiati dal mondo: De mundo non estis... propterea odit vos mundus2.

 

Or siccome gli amanti di Dio sono odiosi al mondo, così il mondo deve essere odioso a chi ama Dio. Diceva s. Paolo: Mihi absit gloriari nisi in cruce Domini nostri Iesu Christi, per quem mihi mundus crucifixus est, et ego mundo3. Al mondo dava orrore l'apostolo, come orrore un uomo condannato e morto in croce: così all'incontro a s. Paolo dava orrore il mondo, mihi mundus crucifixus est.

 

Gesù Cristo a questo fine ha voluto morir crocifisso per li nostri peccati, per liberarci dall'amore di questo mondo maligno: Dedit semetipsum pro peccatis nostris, ut eriperet nos de hoc seculo nequam4.

 

Il nostro Salvatore avendoci chiamati al suo amore vuole che ci rendiamo superiori alle promesse del mondo ed alle sue minacce. Vuole che non facciamo più conto né delle sue censure né delle sue approvazioni. Bisogna pregare Dio che ci faccia scordare affatto del mondo e ci faccia rallegrare quando vediamo che il mondo ci ributta.

 

Non basta poi per essere tutto di Dio abbandonare il mondo, ma bisogna desiderare che il mondo ci abbandoni e si scordi affatto di noi. Alcuni abbandonano il mondo, ma non lasciano poi di voler esser lodati dal mondo, almeno per averlo abbandonato; costoro nutrendo ancora il desiderio di essere stimati dal mondo,


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fanno che in essi viva ancor il mondo.

 

Siccome poi il mondo odia i servi di Dio, e perciò odia i loro buoni esempj e massime sante; così bisogna che noi odiamo tutte le massime del mondo. Prudentia carnis inimica est Deo, legi Dei non est subiecta, nec enim potest1. Dice l'apostolo nec potest, sì perché il mondo non ha altro fine che il proprio interesse e piacere; e così non può accordarsi con coloro che cercano di piacere solo a Dio.

 

Sì, Gesù mio crocifisso e morto per me, solo a voi io voglio piacere. Che mondo, che ricchezze, che dignità! voi mio Redentore voglio che siate tutto il mio tesoro; l'amare voi è la ricchezza mia. Se mi volete povero, voglio esser povero: se mi volete umiliato e disprezzato da tutti, tutto abbraccio e ricevo dalle vostre mani; la vostra volontà sarà sempre la mia consolatrice. Ma questa è la grazia che vi cerco, fate che in tutti gli eventi io non mi parta punto dai vostri s. voleri.

 




2 Io. 15. 19.



3 Gal. 6. 14.



4 Gal. 1. 4.



1 Rom. 8. 6. et 7.






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