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S. Alfonso Maria de Liguori
Riflessioni Devote sopra diversi punti...

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§. 40. Della vita ritirata.

 

Le anime che amano Dio trovano il loro paradiso nella vita ritirata in cui stan lontane dal trattare cogli uomini. No, che il conversare con Dio separandosi dalle creature non apporta amarezzatedio: Non enim habet


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amaritudinem conversatio illius, nec taedium convictus illius, sed laetitiam et gaudium1.

 

Han ragione i mondani di fuggir la solitudine, perché nella solitudine non essendo occupati nei divertimenti o negli affari terreni, ne' loro cuori maggiormente si fan sentire i rimorsi di coscienza: quindi essi cercano di sollevarsi o almeno distrarsi conversando cogli uomini; ma quanto più si studiano di sollevarsi tra gli uomini e tra gli affari del mondo, più trovano spine ed amarezze.

 

Non così avviene agli amanti di Dio, perché nella ritiratezza trovano un dolce compagno che li consola e rallegra più che la compagnia di tutti gli amici o parenti, e anche de' primi personaggi della terra. Dicea s. Bernardo: Nunquam minus solus, quam cum solus. Io non mai mi trovo meno solo, che quando son solo e lontano dagli uomini; perché allora trovo Dio che mi parla; ed allora io mi trovo all'incontro più attento a udirlo e più atto a stringermi seco. Il nostro Salvatore volea che i suoi discepoli, quantunque gli avesse destinati a propagar la fede girando per tutto il mondo, di quando in quando lasciassero di faticare e si ritirassero in solitudine a trattare solo con Dio. Inoltre sappiamo che Gesù Cristo fin dal tempo in cui vivea su questa terra solea mandarli in diversi luoghi della Giudea, affine di convertire i peccatori; ma dopo le fatiche non lasciava d'invitarli a ritirarsi in qualche luogo solitario, dicendo loro: Venite seorsum in desertum locum et requiescite pusillum. Erant enim qui veniebant et redibant multi, et nec spatium manducandi habebant2.

 

Se ciò impose il Signore anche agli apostoli, dicendo requiescite pusillum, è necessario dunque a tutti i sagri operai il ritirarsi di quando in quando in solitudine per conservare il raccoglimento con Dio e prender forza a faticare di poi con maggior vigore nell'acquisto delle anime.

 

Chi fatica pel prossimo, ma con poco zelo e poco amore verso Dio, avendo qualche fine di amor proprio di acquistare onori e danari, poco guadagno fa coll'anime; perciò il Signore dice a' suoi operai requiescite pusillum; non intendea certamente Gesù Cristo dicendo così, che gli apostoli si mettessero a dormire, ma che si riposassero col trattare con Dio, col dimandargli le grazie necessarie a viver bene, e così pigliassero forza a trattar poi la salute delle anime; altrimenti senza questo riposo con Dio nell'orazione manca il vigore per ben attendere al profitto proprio ed a quello degli altri.

 

Avverte saggiamente s. Lorenzo Giustiniani parlando della ritiratezza, ch'ella semper amanda, non semper tenenda; e vuol dire che coloro che sono chiamati da Dio alla conversione de' peccatori non debbono sempre stare in solitudine chiusi in una cella, perché mancherebbero alla divina vocazione; per ubbidire alla quale, quando è Dio che chiama bisogna lasciare il ritiro; ma questi non debbono mai lasciar di amare e sospirar la solitudine, dove Iddio più facilmente si fa trovare.

 

Ah Gesù mio! io poco ho amato il ritiramento perché poco ho amato voi. Sono andato cercando piaceri e sollievi dalle creature che mi han fatto perdere voi, bene infinito. Povero me! che per tanti anni ho tenuto il cuore distratto, non pensando che a' beni della


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terra e scordato di voi! Deh! prendetevi voi questo mio cuore, giacché l'avete comprato col vostro sangue, infiammatelo del vostro amore e possedetelo tutto. O regina del cielo Maria, voi potete ottenermi questa grazia, da voi la spero.

 




1 Sap. 8. 16.



2 Marc. 6. 31.






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