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S. Alfonso Maria de Liguori
Riflessioni Devote sopra diversi punti...

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§. 41. Del distacco dalle creature.

 

Per giungere ad amare Dio con tutto il cuore bisogna distaccarsi da ogni cosa che non è Dio o che non tende a Dio. Egli vuol esser solo a possedere i nostri cuori, non vi ammette compagni: ed ha ragione, mentr'egli è l'unico nostro Signore che ci ha dato tutto. Dio di più è l'unico nostro amatore che ci ama senza interesse, ma per sola sua bontà; e perché ci ama assai vuole che noi l'amiamo con tutto il nostro cuore: Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo.

 

L'amar Dio con tutto il cuore importa due cose: la prima è discacciare ogni affetto che non è per Dio o non è secondo Dio. Se io sapessi (dicea s. Francesco di Sales) di aver nel mio cuore una fibra che non fosse di Dio me la vorrei subito strappare. La seconda poi è l'orazione per cui s'introduce nel cuore il s. amore. Ma se il cuore non si vuota della terra l'amore non può entrarvi perché non trova luogo. All'incontro un cuor distaccato da tutte le creature subito si accende e cresce nell'amor divino ad ogni soffio della grazia.

 

Il puro amore, dicea lo stesso s. vescovo di Ginevra, consuma tutto ciò che non è Dio per convertire ogni cosa in sé; poiché tutto quello che si fa per Dio è amor di Dio. Oh come Dio è pieno di bontà e liberalità con quell'anima che non cerca altro che lui e la sua volontà! Bonus est Dominus animae quaerenti illum1. Felice chi vivendo ancora nel mondo può dire con verità come dicea s. Francesco: Deus meus et omnia; e così tenere in disprezzo tutte le vanità del mondo: Regnum mundi et omnem ornatum saeculi contempsi propter amorem Domini mei Iesu Christi.

 

Quando dunque le creature vogliono entrare nel nostro cuore a prendersi parte di quell'amore che dobbiamo tutto a Dio bisogna subito licenziarle chiudendo loro l'entrata e dicendo: andate via, andate a trovare chi vi cerca; il mio cuore l'ho dato tutto a Gesù Cristo, non vi è luogo per voi. E con questa risoluzione di non volere altro bisogna odiare quel che il mondo ama ed amare quel che il mondo odia.

 

Sovra tutto per giungere al perfetto amore bisogna negare noi stessi abbracciando ciò che dispiace all'amor proprio e rifiutando ciò che l'amor proprio dimanda. Piace guardare quell'oggetto: bisogna rifiutarlo appunto perché piace. Dispiace quella medicina perché è amara: bisogna prenderla appunto perché è amara: Dispiace beneficar quella persona che ci è stata ingrata: bisogna beneficarla appunto perché ci è stata ingrata.

 

Dice di più s. Francesco di Sales che anche le virtù bisogna amarle con distacco; per esempio, si deve amar l'orazione e 'l ritiramento; ma quando ci vengono impediti dall'ubbidienza o dalla carità bisogna lasciar l'una e l'altro senza inquietarci. E così è necessario abbracciare con pace ogni cosa che ci accade per volere di Dio. Beato chi vuole o non vuole ciò che gli avviene, perché lo vuole o non lo vuole Iddio, senza inclinare a niuna delle parti. E perciò bisogna spesso pregare il Signore che ci faccia trovar quiete


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in tutto quello che di noi dispone.

 

È certo che niuno vive più contento nel mondo di colui che disprezza le cose del mondo e vive sempre uniformato alla divina volontà. Pertanto giova rinnovare spesso nel giorno, almeno nella orazione e nella comunione, rinnovare (dico) a' piedi del crocifisso la totale rinunzia di noi e di tutte le cose nostre, dicendo: Gesù mio, io non voglio pensare più a me stesso, tutto a voi mi dono, fate di me quel che vi piace. Vedo che tutto quel che il mondo mi offerisce è vanità ed inganno. Io non voglio cercare da oggi avanti altro che voi e 'l vostro beneplacito. Aiutatemi voi ad esservi fedele. Vergine Maria, pregate Gesù per me.

 

Udiamo il cardinal Petrucci, come con pochi versi ben descrive la pazzia degli amanti del mondo e la felicità degli amanti di Dio:

Questo mondo volubile e cadente

È scena di rovine:

I suoi vezzi più cari, i suoi contenti

Han sembianza di gioie e son tormenti:

Ma se Gesù seguite, i suoi tormenti

Han sembianza di pene e son contenti.

 




1 Thren. 3. 25.






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