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S. Alfonso Maria de Liguori
Riflessioni utili a' Vescovi

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§. I Del seminario.

Non v'ha dubbio che i seminarj sono utilissimi per il bene delle diocesi: basta sapere quanto li commendi e gl'insinui a' vescovi il sacro concilio di Trento; mentre da' seminarj si forma il buon clero, e dal clero poi dipende il profitto comune del popolo. Ma devesi insieme ben avvertire che se il seminario sarà ben regolato, sarà la santificazione della diocesi: altrimenti ne sarà la rovina. Giacché ivi i giovani non vi portano lo spirito, ma ve l'hanno da acquistare; ed essi vengono dalle loro case o pieni di vizj, o facilissimi in quell'età a prendere tutti i vizj. Quanti ne' seminarj entrano angeli, e tra breve diventano demonj! Perlocché se per i seminarj non vi sono le rendite sufficienti, così per lo vitto de' giovani (perché altrimenti non si potranno tener ben regolati) come per mantenervi i buoni ministri e maestri, è meglio che i seminarj non vi sieno. E bisogna persuadersi che, ordinariamente parlando, ne' seminarj


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sono più mali e scandali di quello che ne sanno i vescovi, i quali forse per lo più ne sono i meno intesi.

Per I. È necessario un buon rettore, che abbia vero zelo di Dio ed esperienza, e sia sagace per potersi accorgere di tutte le malizie, dovendo egli sospettare di ognuno e di ogni azione; altrimenti se procederà colla semplicità, facilmente sarà ingannato. E è perciò difficilmente assai il trovare un rettore che sia veramente capace a governar seminarj.

 

2. Vi siano sufficienti prefetti, che sieno sacerdoti attempati, spirituali e forti nel correggere, e nel non permettere i difetti. Specialmente debbono invigilare che i figlioli non si tocchino neppure per burla gli uni cogli altri, e che non si usino confidenza, né stiano da solo a solo neppure a discorrere, e che non parlino colle altre camerate. Questi prefetti poi, dov'essi non possono rimediare da per loro, debbono almeno delle mancanze più notabili avvisarne il rettore, e quando bisogna anche il vescovo acciocché essi vi trovino riparo.

Oltre de' prefetti però è bene per ogni camerata (e questa è una cosa utilissima) tenere due o tre esploratori, cioè due figliuoli dell'istessa camerata, i più spirituali e fedeli, ma che i compagni non sappiano già quali sieno; e da questi il rettore o il vescovo andrà esigendo in ogni settimana, e semprecché bisogna, la notizia de' difetti degli altri.

 

3. È necessario poi che il vescovo almeno due o tre volte l'anno faccia lo scrutinio particolare per ciascuno de' seminaristi, cercando di scorgere la verità da quelli che si sarà informato essere più spirituali; e poi deve con fortezza discacciare gl'incorreggibili e gli scandalosi; altrimenti uno di questi guasterà tutti gli altri, e perciò è utilissimo che il vescovo si faccia vedere spesso in seminario ad infervorare i giovani così alle cose dello spirito, come dello studio, assistendo anche spesso alle loro conclusioni e accademie; il che giova mirabilmente per tenerli applicati e in emulazione.

Prima di tutto deve il vescovo invigilare nel seminario alle cose dello spirito; ordinare che vi sia mezz'ora di meditazione in comune la mattina, ed almeno un altro quarto la sera; e la meditazione per lo più si faccia sopra le massime eterne, che sono le più utili a considerarsi dai giovani per vivere lontani da' vizj. Di più lor faccia fare ogni anno gli esercizj spirituali per otto giorni in solitudine senza parlar fra di loro, e senz'alcun'applicazione di studio per quel tempo. Di più faccia fare loro un sermone famigliare ogni quindici giorni o almeno ogni mese da qualche sacerdote di spirito che non sta nel seminario, anche sopra le massime eterne, con toccare quasi sempre l'enormità de' sacrilegj, ai quali sono facilmente soggetti i figliuoli per cagione di rossore. Li faccia confessare ogni otto o pure ogni quindici giorni con assegnar loro i migliori confessori del luogo dove sta il seminario, e almeno due ogni volta, accioché abbiano più libertà in confessarsi; e quattro volte l'anno poi mandi loro altri confessori straordinarj, per ragione del gran pericolo che vi è a questi figliuoli di far sacrilegj confessandosi sempre ai confessori che li conoscono È bene proibire loro che si facciano la disciplina in comune all'oscuro, che può essere cagione facilmente di qualche scandalo. Proibisca affatto il tener libri profani, che ai giovani sogliono essere di gran rovina; ed imponga la lezione a mensa col silenzio sopra le vite de' santi, o sopra libri che trattano di esempi terribili; e che alla mensa assista sempre il rettore.

In quanto allo studio è poi bene prima di tutto fare stabilire i giovani nella lingua latina, così necessaria per tutte le altre scienze. Dopo bisogna far loro fare gli studj ordinati e compiti nella filosofia e teologia. Ed è ottimo di farli studiare in seminario anche la morale, acciocchè tutti riescano atti a confessare, e il vescovo poi se ne possa servire.

 




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