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S. Alfonso Maria de Liguori
Selva di materie predicabili

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CAP. XI. Incumbenze del superiore della missione.

 

In primo luogo il superiore in giungere alla casa della missione farà l'orario, destinando le ore degli esercizj della missione e di tutte le altre cose, nel seguente modo: Levata nella mattina ad ore 13. Ritirata in casa ad ore 19. Istruzione e dottrina cristiana (perché questi esercizj cominceranno ambedue nello stesso tempo) ad ore 22. Predica ad ore 23. Meditazione nella mattina ad ore 12. e mezzo o a 13. Cena ad ore 3. e mezzo. Esame di coscienza ed andata a letto ad ore 4. e mezzo. Riposo ad ore 5.

 

Quest'orario corre ordinariamente ed in quanto al tempo d'inverno, che per altro è il tempo più proprio per le missioni. Dicesi ordinariamente; perché quando vi è concorso di confessioni, nella mattina si tirerà a confessare per lo spazio di sette ore, giacché nel giorno poi non si confessa da noi; e qui avvertano i soggetti a non partirsi dalla chiesa senza licenza espressa del superiore. Si è detto ancora in quanto al tempo d'inverno; perché in tempo di primavera il sonno non sarà di sette ore, ma di sei o al più di sei ore e mezzo, perché allora si darà il riposo nel


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giorno per un'ora o per un'ora e mezzo; ed in quel tempo sarà la levata ad otto ore in circa, e il riposo della notte ad un'ora e mezzo o pure a due ore; ed allora dopo la levata, passata mezz'ora, si anderà subito alla chiesa, mentre in quel tempo l'orazione si farà nel giorno dopo il riposo. Nell'inverno nonperò alla mattina dopo la levata e dopo mezz'ora, nella quale si osserverà da tutti silenzio, vi sarà mezz'ora d'orazione in comune (la quale non si lasci mai) e poi subito si va alla chiesa.

 

Mentre dura la mensa, in cui sederanno tutti per ordine, vi sarà sempre silenzio e si leggerà qualche vita di santo, un poco per ciascuno, cominciando a leggere il superiore e seguitando gli altri per ordine, come si ritrovano. Nella sera nonperò si leggerà solamente da un padre per poco tempo qualche libro che tratti della ss. Vergine. Circa la qualità de' cibi avvertasi che nelle missioni non vi è cosa che tanto edifichi i popoli quanto la mortificazione e frugalità de' cibi; ed all'incontro non v'è cosa che dia più scandalo che il veder i missionarj ben trattarsi nel mangiare. Quando si fa la missione le genti sopra tutto attendono ad informarsi che cosa mangiano i missionarj. Ed in alcuni paesi ne' quali da molti anni vi era stata la missione abbiam trovate persone che raccontavano con iscandalo che gli altri missionarj si eran ben trattati con cibarsi di polli, di frutti scelti, con vini forestieri e cose simili. In un certo altro luogo di questo regno fecesi la missione da alcuni padri con buoni predicatori e confessori, ma, per lo buon trattamento che si era saputo farsi dai missionari nel cibarsi, mi fu detto che la missione riuscì di poco frutto. Pertanto nelle nostre missioni sta stabilito che nella mattina ne' giorni di grasso non vi sia altro che la minestra col bollito di carne a ragione di sei persone a rotolo; e ne' giorni di magro una minestra ed un'altra pietanza frugale; nella sera poi un insalata con altra vivanda simile, con un poco di formaggio e di frutta: solamente nell'ultimo giorno della benedizione vi sarà un'altra vivanda di più, ma non mai di polli o d'uccelli, o di pesci regalati o di pasticci, o pizze dolci o d'altre cose dolci. A mensa servirà un soggetto a vicenda, secondo sarà chiamato dal padre economo.

 

Dopo il pranzo e dopo la cena vi sarà mezz'ora di ricreazione; ma dopo la detta ricreazione si esortino i soggetti a toglier le burle e i discorsi inutili e che ciascuno attenda allora all'impiego che gli sta commesso, e se non ha che fare, si occupi a confessare sino all'ora dell'istruzione o pure ad orare o studiare. Mentre poi si fa l'istruzione e la predica, quelli che han da fare qualche esercizio nel giorno seguente attenderanno a prepararvisi per quanto loro bisogna. Del resto tutti i padri (purché alcuno non abbia il permesso dal superiore di restarsi in casa), e specialmente i giovani, se non han altro che fare, debbono assistere all'istruzione o almeno alla predica grande. Finita la predica e la disciplina, si ritireranno tutti in casa e attenderanno ivi a confessare gli uomini sino all'ora di cena. Ed in tutte le mentovate osservanze avverta il superiore ad essere il primo a dare il buon esempio, specialmente in levarsi quando si il segno la mattina, in andare a letto la sera, nell'osservare il silenzio


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ed in ascoltar le confessioni; altrimenti, s'egli manca, vedrà facilmente anche gli altri mancare, e, quel ch'è peggio, mancando egli, non avrà animo di correggere gli altri che mancano.

 

In secondo luogo dee attendere il superiore a destinare i soggetti per tutti gli esercizj della missione, cioè un padre per la predica, un altro per l'istruzione, un altro per la meditazione della mattina, un altro per la dottrina cristiana, che ordinariamente si farà dal chierico; il quale avrà ancora il pensiero di avvisare a' padri l'ora di dir la messa, l'uno appresso l'altro, acciocché non si riducano a celebrar poi molti insieme nell'ultim'ora. Assegnerà il superiore un altro soggetto per gli esercizj ai preti ed un altro che dia gli esercizj a parte a' seminaristi, se vi è seminario in quel luogo, perché i seminaristi dal sentire gli esercizj dei preti poco profitto ricavano. Di più assegnerà un altro padre che dia gli esercizj a' gentiluomini a parte nella mattina in qualche congregazione o cappella. Questi esercizj riescono di sommo profitto per le persone colte del paese; poiché in certi luoghi i gentiluomini poco concorrono alle missioni, ma in questi esercizj che si fanno a posta per essi ordinariamente tutti sogliono concorrervi, e, parlandosi ivi familiarmente et ad cor, molti si danno a Dio, ed il loro buon esempio porterà poi seco la riforma di tutto il paese. Assegnerà anche il padre che dia gli esercizj alle monache, se v'è monastero di loro in quel paese e se elle li domandano; altrimenti non occorre offerirsi o fare alcun impegno per darli. Assegni ancora un padre che dia gli esercizj a' carcerati e li confessi. Gli altri esercizi poi piccoli, cioè de' sentimenti, del rosario, disciplina e simili, il superiore li assegnerà a vicenda a' soggetti. Assegni nonperò stabilmente uno o due padri che vadano a confessare gli infermi che li mandano a chiamare. Assegni di più uno o due padri, specialmente in principio della missione, che vadano in giro mentre comincia la predica, chiamando la gente alla chiesa. Assegni ancora in principio della missione altri che vadano a visitare le persone più riguardevoli che sono nel luogo, v. gr. il governatore, l'agente generale del padrone, il capo dell'università ed anche qualche persona di molto riguardo che ivi si ritrovasse. Al vescovo poi, al vicario ed al barone del luogo andrà in persona lo stesso superiore; e quando questi abitassero fuori del paese, ma in luogo vicino, almeno mandi due padri a visitarli, ed a chiedere la benedizione al vescovo e la protezione al barone, per quanto bisognasse per lo profitto della missione.

 

In terzo luogo dividerà gli officj, destinando l'economo, il quale avrà pensiero della casa, del vitto, de' letti, delle cavalcature e di tutte le spese che si fanno nella missione. Inoltre il superiore destinerà il prefetto della chiesa, che avrà pensiero di situar la cattedra, la statua di Maria accanto alla cattedra, di apparecchiare il crocifisso e le torce e di trovare i cherici che le han da portare; di più egli avrà la cura di preparare quanto bisogna per le comunioni generali e per la benedizione nell'ultimo giorno ed anche di far comporre le croci o sia calvario che dee piantarsi. Inoltre il superiore destinerà il prefetto delle


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paci, il quale avrà pensiero d'informarsi delle inimicizie che vi sono nel paese e di adoperarsi per le paci e per le remissioni.

 




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