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S. Alfonso Maria de Liguori
Serm. per la vestiz. di due nobili donzelle

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Testo

 


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Qualis est dilectus meus et dilecto, quia sic adiurasti nos. Cant: 5: 9.

 

È regola di esperimentata prudenza, fra coloro che trattano di contrattare sponsali e celebrar nozze, prima di tutto di esaminare, e procurar di sapere le condizioni scambievoli e dello Sposo, e della Sposa. La Sposa è di bene star informata delle qualità dello Sposo, e lo Sposo di quelle della Sposa. Il farsi in simili trattati guidar dalla passione, che inganna, e portarsi in tal risoluzione alla cieca, sempre fu causa di lagrimevoli effetti.

 

Già sono in risoluzione di sposarsi con Cristo due nobili Verginelle, e nel vestir l'abito di Novizie notrir volontà di voler celebrare, finito il loro Noviziato le nozze con questo Sposo. Il Noviziato, che altro non è, che aver un anno di tempo per meglio risolvere per stabilire a suo tempo le nozze, nelle quali si consumerà a suo tempo nella morte, e nell'entrare in Paradiso, dove nello Spirito si farà una cosa, e dello Sposo e della Sposa.

 

Dunque, che cosa più espediente, e più necessaria a sapersi di ciò, quanto sapere le condizioni, e le qualità di questo Sposo, col quale da voi si contraono gli sponsali, e da questo punto si stabiliscono i Capitoli? Con quanta ansia, e santa curiosità dovete chiedere per sempre qualis sit dilectus vester: se ha condizioni tali lo Sposo eletto per avere ben l'intento, per proseguire l'impresa.

 

Egli è stato il primo ad eleggervi: ipse elegit vos ante mundi constitutionem. Non mirò alle vostre miserabili qualità: ab aeterno vi mise l'occhi sopra, chiamando voi in particolare: vide te in die ortus tui e misertus tui disci, ecce nunc tempus tuum tempus amantium, Ezzech. 16.8; benché ti vedesse nuda nella ferita di Adamo, compassionando le tue miserie, ti volle sua, e del numero delle sue care Spose: quaesivi te in Sponsam mihi. Non si muove per la tua qualità, ma del puro suo amore.

Resta, che tu sappi le sue; fra le altre tre sono le qualità, che da ogniuno si ricercano in uno Sposo; che sia d'amabil bellezza; che ricco d'averi; che ne' costumi si dimostri, che sarà fedele alla sua sposa, ad informar ciascheduna di voi qualis sit iste dilectus indirizzo queste mie brevi parole: quanto bello, quanto ricco, quanto fedele.

 

Qualis dilectus meus. Da chi e con quali più significanti parole, che dalla sacra Sposa de' cantici tanto familiare, ed intrinseca di questo sposo possiamo intendere quanto siano amabili le sue condizioni, massime quelle di sua bellezza, e gentilissimo tratto? Ella con tanta ansia amorosa, cercando le notizie alle figliuole di Gerusalemme curiose di averne contezza: qualis est dilectus tuus, alle quali ella, per la sua veridica bocca, a voi dice: Il mio diletto è il bellissimo scelto fra mille e mille: dilectus meus electus ex millibus ha il suo capo biondo


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come l'oro; le guancie del suo volto come candido, e vermiglio giglio;... e proseguendo con titoli i più belli, e simboli più espressivi a narrarle il decoro, e beltà del suo corpo tutto, e di tutte le sue parti, che in esso si adunano, non sapendo che dir più, chiuse la sua descrizione con queste parole: dilectus meus totus desiderabilis: Il mio diletto non è come gli altri figliuoli degl'uomini: ma è speciosus forma prae eu! è perfetto in modo, che non vi è perfezione, che manchi al suo bello; in ogni parte è perfettamente bello; in ogni parte il più bello: Totus desiderabilis; se mira? dagli occhi suoi splendor divinitatis occultae quae micat in oculis ejus; innamora con una veduta. Se parla: mel, et lac sub lingua ejus, guttur ejus suavissimum. Una delle sue parole basta per imparadisar ogni core, un gesto nel suo conversare basta a tirarsi dietro popoli infiniti: un passo sveglia affetti ne' cuori di sasso, totus desiderabilis: in qualsivoglia stato dice S. Agostino, se lo rimiri, ed in quanto Verbo nel seno del Padre, ed in quanto uomo nelle braccia della Madre, ò nella sua vita nascosta, o conversando cogli uomini comparisce tutto amabile, tutto desiderabile.

 

Per tutti i generi delle cause bellissimo questo vostro sposo nell'assunta umanità apparisce. Bellissimo per ragione della causa efficiente, che fu lo Spirito Santo il quale lo formò nell'intero della sua Madre, ed essendo agente d'infinita virtù le di lui opere non possono non essere perfette quando escono immediatamente dalle sue mani: ed essendo stata tale la umanità, che si formò del Verbo, che doveva assumersi dal Verbo stesso di che perfezioni doveasi arricchire da tale Autore? Formò Iddio che ne fu l'autore il corpo di Adamo sopra tutti li altri bellissimo, perché doveva esser tempio di quell'anima ad imagine di Dio. Formavit illud corpus pulcherrimum utpote templum, quod divinam illam imaginem circumferre deberet. Quale la umanità dello Sposo divino, che dovea indissolubilmente essere, ed ipostaticamente unita colla Divinità del Verbo? Non dovea in esso riporre un compendio di tutte le perfezioni di tutte le Creature, e tutto il più bello, che in esse si vede in sommo grado

 

Per ragion della Causa materiale, che fu il sangue purissimo della Gran Vergine Madre, nel quale non poté ritrovarsi per questa bellissima formazione impedimento alcuno.

 

Per ragion della Causa formale, che era l'anima che dovea unirsi al Verbo, e vivificare quel Corpo bellissimo, dovendo da quest'anima siccome dalla divinità, conforme discorre S. Girolamo, risplendere negli occhi, e nel volto di Gesù lo splendore di tante virtù, e dell'occulta divinità: che decoro dunque, e che splendore doveva risplendere nel suo volto? Perciò la Sposa: Ecce Tu pulcher es dilecte mi, et decorus due volte bello lo chiama: Pulcher in forma hominis, pulcher in forma Dei; bello in quanto uomo, bello in quanto Dio.

 

Bello per la causa ideale, dovendo lo Spirito Santo in formarlo aver mira nello specchio d'ogni bellezza ch'è il Verbo istesso per copiare in lui una bellezza, che superasse tutte le bellezze da Dio create, e disperse nelle


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creature tutte nel sole, nelle stelle, ne' cieli, in tutti gli elementi, nell'Asia, negli ucelli, nella terra, ne' fiori del campo, per dare a noi qualche notizia delle bellezze invisibili di Dio per le creature visibili: ut invisibilia Dei per ea quae facta sunt intellecta conspiciuntur = dando a ciascheduna la partecipazione di qualche scintilla del bello che è in Dio, quali bellezze doveva diffondere, ed unire nella Umanità del Verbo Vostro bellissimo Sposo, dovea più di tutte dare a conoscere le bellezze del Creatore.

 

Bellissimo per ragione della Causa finale: Egli veniva per fine di tutte le creature, e per conseguenza per dar bellezza, ed aggiungerne a tutte colla sua venuta, dunque di che bellezza doveva essere adorno? Veniva nel mondo per tirare a se al suo amore i cuori delle sue creature, per oscurare tutto il bello, e tutto l'amabile, che tanto c'inganna; per essere la calamita de' nostri affetti, l'attrattiva de' nostri cuori, l'incentivo alle virtù, lo stimolo alla fatica, la mercede de' suoi seguaci; che bellezza!; che decoro! che Venustà! che amabilità! che dolcezza nelle parole sue! che soavissima affabilità nella sua conversazione! Che Paradiso spirava nel suo trattare

 

Così bello; sentite a chi lo considerò anche velato, da suoi nemici invidioso di sue bellezze; onde sfigurato nella sua passione, trasformato nella sua croce, quando di lui si disse, vidimus eum et non erat aspectus, allorché diè a vedere sotto di quelle lividure le bellezze, che vi colorì il nostro amore, la bellezza e l'amabilità, che vi comparire la sua bontà: etiam in ligno pulcher: così attesta fuor di se S. Agostino: etiam pulcher in sui depositione decoris.

 

Intendete, capite a che segno arrivi la bellezza dello Sposo, che si elige da voi! E se è così bello, così amabile, quanto voi dovete tenervi contente d'esser da lui state elette per Spose sue? E con quanta risoluzione dovete chiudere gli occhi a' tutto quello, che non è lui? Né per un punto divertire il cuore a qualsivoglia oggetto per amabile della terra. Dell'Apostolo S. Paolo, leggo che quando gli comparve Cristo, e chiamatolo, vista la sua bellezza, non ebbe né cuore per amare, né occhi per vedere creature. Tutte le loro bellezze, tutte le loro speciosità, che pria poteano appagarli l'occhio, e tirarsi l'affetto del cuore suo, tutte gli comparvero non solo indegno di esser mirate, ma degne di esser abborrite, come vilissimo sterco, omnia arbitratus sum ut stercus: Quella visione di Gesù, che a se lo tirò, l'inserì a tutte le creature un sommo abborrimento nel cuore. Omnia arbitratus est ut stercus, ut speciosum vidit illum praefulgem hominem. Ed il Santo Padre Francesco d'Assisi solea estatico esclamare quando ricordavasi della bellezza del volto del suo diletto: Per Cristo amare tutto mi è fetido le creature sono niente, la luce del sole mi sembra oscura vedendo la sua faccia risplendente.

 

Non vi è talento, non vi è speciosità nelle creature, che non mi abborrimento


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al confronto delle bellezze del mio Gesù: Né Cherubini, né Serafini, né l'Angeli mi sodisfano, non mi allettano il cuore; l'istessa luce del sole mi par tutta tenebre allo splendor del volto del mio amato. E se tanto egli è bello Gesù; che già avete eletto per Sposo, avrete forse animo di ammettere l'affetto delle creature nel cuore? Avrete occhi per farle degne di vostra vista?

 

La Vergine Madre S. Teresa da che vide dello Sposo, che Voi già avete eletto per vostro, una sola mano benché ligata alla colonna, e gonfia per le ligature, sentì rapirsi, ed uscir fuori di se per quella bellezza li parve impossibile di poter aver cuore per amare cosa terrena, e non dispreggiar tutto come niente. Ed ancora tutte le bellezze divise nelle creature si unissero insieme, anzi di più molte creabili se ne formasse un' solo bello neppure: tanto restò rapita di quella mano, che non si sarebbe indotta a rimirar tutto quel bello neppur di passaggio.

 

L'istessa risoluzione, o mie carissime, procurate di mantenere nel vostro cuore verso il bellissimo Figliuolo di Dio, di cui voi care spose vi dedicate, e perciò dovete non dico amare, ma neppure mirare bellezza inferiore a quella del vostro amato. Li discepoli di Pitagora, che mettevano la loro felicità nel godere da vicino la luce del sole per non profanare gli occhi con altra vista si cacciavano gli occhi dalla fronte. Tante e tali bellezze del vostro Sposo non saran bastanti, fare i vostri occhi ciechi in modo che non siano neppur di passaggio rimirate da voi le fragili e caduche bellezze delle creature?

 

Ma passiamo a vedere col decoro, e speciosità dello sposo in tal soggetto se vi si congiunga ancora l'esser ricco e anche per questa parte desiderabile. Egli siccome comparisce difformato nella sua Passione, comparendo nel mondo così povero, dell'istessa maniera non lascia d'esser ricco. Egli come parla l'Apostolo, è l'Erede legitimo dell'Eterno suo Padre. Haeres universorum. Erede di quanto sia l'eterno, e ricco suo padre, di tutto il suo avere, di tutte le sue ricchezze, di quanto può adunarsi, ed uscire dall'Erario, e dalla Miniera di tutta la divina Onnipotenza, e conoscenza di Dio.

 

In quo sunt omnes Thesauri Sapientiae et Scientiae Dei. In lui ha depositato nel suo valore e nelle sue disposizioni l'Eterno suo Padre tutti i suoi tesori, tutte le sue ricchezze senza riserbar cosa per lui solo, che non lo dia, e non lo tenghi alle disposizioni del Figliuolo: omnia dedit Pater in manus. Egli è non solo il solo ricco, il solo potente di tutto: ma egli è l'Erario, lo banco, la miniera, la scaturigine di tutti i tesori, che contiene l'immensa divinità: Omnia dedit Pater in manus di modo tale che non vi sono ricchezze


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senza di lui; tutto miserie quello, che non viene da lui; miserabile chi a lui non si accosta; così è ricco il soggetto, che elegeste per Sposo. Ma è ben sapere che queste ricchezze non si consumano per molto che dia; ché quegli suoi tesori non mancano come quei della terra; col difondersi, sempre sono nel colmo: non si tengono ristretti come i tesori dei mondani, quali sono servi non padroni delle ricchezze; perciò si chiamano viri divitiarium, uomini servi delle loro ricchezze: Ma è Padrone liberalissimo; non fa come quello Sposo del mondo, che tiene per se la chiave de' suoi tesori, ed alle volte non manca di cader in necessità, e la casa, e la sposa: e guai a questa sé o cerca per se, o ne prende di nascosto menomissima parte: gode di vederla di tutto padrona; e gioire di tener tutti i suoi scrigni sempre aperti: e quando questa più desidera più con prontezza maggiore li : e quanto più ne toglie, tanto più allarga la mano: quanto più si mostra ansiosa di ricevere, quanto più allarga il seno per arricchirsi, tanto più si diffonde, tanto più gode di aver occasione di soprabbondantemente concedere e dare. La Sposa de' Sacri cantici, pratica dell'essere di questo Sposo, udite come ce lo ad intendere nel descrivere le sue mani: Manus ejus tornatiles aureae, plenae hyacintis. Le mani dello Sposo mio sono rotonde, e fatte al torno, e son piene di pietre preziose, e ricolme di preziosi tesori. Tornatiles: sono mani fatte al torno. La perfezione della mano non deve essere rotonda, ma lunga; Sint longi digiti, sit quoque longa manus, come cantò il Poeta. La mano perfetta deve esser lunga. S'è dunque lo Sposo in tutte le sue parti perfetto? Come le sue mani sono rotonde, e non lunghe? E se sono sferiche, e rotonde, come esser piene di grazie? Come possono stringere i tesori, che in se contengono?

 

Anzi in questo consiste la sua figurata perfezione. Sono perfette, e sono rotonde; perfette perché niuna imperfezione nello Sposo tutto desiderabile, e sono rotonde, perché mai stanno ristrette, ma stanno sempre aperte: sono tutte rotonde, non possono non essere aperte in dispensare i suoi tesori.

 

Fra tutte le figure matematiche, la più facile al molto è la rotonda. Una figura sferica sopra d'un piano perfetto starebbe sempre in moto, così le mani dello Sposo sempre sferiche per aver a dare, sempre rotonde non potendo tenerle ristrette, senza darli a chi le vuole. Manus ejus tornatiles, idest agiles: faciles sunt enim ad omnem motum et omne beneficium.

 

Tal è la ricchezza dello Sposo che eliggete, tutte le sue ricchezze l'ha sempre preparate per voi: tutti i suoi tesori sono vostri; non sa negarveli; l'Apostolo S. Paolo omnia vestra sunt, vos autem Christi. Avete determinato esser di Cristo. Sposarvi con lui, tutto quanto ha questo Sposo tutte le sue ricchezze tutti i suoi tesori sono vostri.


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Ma se egli è così ricco come così povero comparisce nel mondo? Nudo nasce in una Stalla, nudo muore sopra un legno di croce nude vuole le sue spose. Nudus Sponsus nudas amat sponsas. Poverovero; ma per arricchire le Spose sue; nude e povere le sue spose: ma per farle capaci di tutte le sue ricchezze: Scimus gratiam Domini nostri Jesu Christi, qui cum esset dives in Majestate propter nos egenus factus est, ut ejus inopia divites essetis. Voi la dovete intendere questa verità; né farvi ingannare da ciecchi del mondo; dovete capire al quanto gode, e quanto è grande la grazia, che ora vi fa Christo. Egli essendo ricco, e tutto ricco nel seno del Padre si è così impoverito per far vostre le ricchezze sue; e tanto è voler come spose farvi simili a lui in questo stato, che eligete di povertà, quanto divenir ricche di tutti i tesori suoi, de quali egli si è spogliato per voi.

 

E per intenderlo; osservatelo da questo istesso, che lasciate al mondo per lui, e vi vestite di questo povero abito: come egli vi ha arricchite; quando voi comparir dovete agli occhi del Padre, e degli Angeli ricche? Voi avete rinunciato questa mattina le vesti preziose del mondo, e quanto si possedeva, e poteva possedersi, e lo sposo vi ha vestito le vesti sue coll'abito proprio della Religione non il corpo: ma l'anima? Ma l'anima? Vestivit vos discoloribus1 d'una veste intessuta dalle sue mani, dalla sua grazia. Voi cingete un panno di lino, e lo sposo cingit te bysso2 ti cinge il cingolo della purità, ch'è la cosa di cui più si pregiano gli Angeli. Voi poneste i sandali ai piedi, e lo sposo calceavit te:3 gioia più preziosa non ha il Cielo; si solleva sopra tutto il creato. Ti pone la Religione il soccanno: ma lo sposo: torquem in collo tuo  4 una collana bellissima tutta gemmata per la quale colla ubbidienza puoi anche t'arricchire di meriti.

 

Ti pose un povero velo, la Religione, sul Capo, Ma lo Sposo sul capo ti pose una corona come Sposa del Re della gloria di tante gemme, quanti sono i doni dello Spirito santo. Ti ricoprì con questa veste di lana la Religione; Ma lo Sposo expandit super vos amorem suum.5 Sopra di Voi l'istesso Amore, ch'è egli medesimo. Danno tanto li sposi della terra, diffondono tanto li sposi della terra per vestire, e per adornare le loro spose; e tale è lo Sposo così ricco, così facile, ed amoroso nel dare.

 

Ed avete bisogno di esortazioni, di consigli, di replicate spinte per eligerlo? E non vi tenete per ben contente di quello, che lasciate per lui, per avere per lui ricchezze delle ricchezze? E non benedirete sempre Dio, che vi fece eligere questo stato, nel quale rinunciando sotto poco quattro stracci, ancorché fossero imperj, vi fate degna di esser sposa d'un sposo così ricco, e così facile a dare?

 

Ma che contento sarebbe a me l'aver eletto un sposo così amabile, e così per le ricchezze desiderabile se non fosse per essermi fedele? Se fusse per lasciarmi? per voltarmi le spalle, per abbandonarmi come leggo, ed odo aver fatto, e fare alla giornata anche con sue carissime spose in dolorosissime amarezze di cuore?

 

Querele di sposa amante son quelle nella cantica al certo: Per vicos, et plateas quaesivi quem diligit anima mea, quaesivi illum et non inveni: Con tutto che cercassi l'amato per


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ogni parte, per ogni vicolo, ed angolo della città; benché cercato con tanta sollecitudine, ed anzia, ed affetto, languendo d'amore per poter ritrovarlo, niente compassionando alle sue angustie, e pene... E benché così si porta lo sposo vostro colle sue spose, allora però più che mai mostra loro la sua fedeltà: si nasconde, mostra fuggire per conoscere quale è la fedeltà dalle spose. Mostra sdegnato darle in potere dei nemici, che la travagliano: Ma allora più che mai l'ama, e a conoscere la sua fedeltà. Fidelis Deus qui non patitur vos tentari supra id quod potestis, sed facit etiam cum tentatione proventum: Quanto più mostra dar facoltà agl'inimici per esercizio della Sposa, tanto più si unisce con essa, la difende, per farla ricca di più meriti, e darle occasione d'accumulare più palme, e più vittorie.

 

E' promessa sua che non può mentire ex quo facta es mea ingressus sum pactum meum: da che ti elessi per mia, e tu condiscendesti d'esser mia sposa, ingressus sum pactum meum, stabilii questo mio patto di sposarti, e volerti esser fedele, te ne ho data la fede, sponsabo te, mihi in fide, così per Ezecchielo; e per Osea; Sponsavi te mihi in sempiternum; mi sono sposato con te, sposo ti sarò tempre, in sempiterno, e non mancherò mai; con te sarà la mia abitazione della mia pace.

 

Si darà questo caso, che sposa abbia lasciato lo sposo, ma che lo sposo anche quando fa mostra di abbracciare abbia egli prima lasciata la sposa, e mancato nella Fede? , ; non si è dato questo caso: Deus non deserit, nisi deseratur: Sponsabo te mihi in sempiternum hoc est pactum meum.

 

Sì che caso può darsi, e spesse fiate si che questo Sposo è così fedele, che tutto s'è lasciato, tradito, cambiato dalla sua sposa; egli stesso la vadi cercando, esortando, invitandola con nuove promesse, anzi pregandola al ritorno. Quello che non accade nel mondo, che uno sposo o marito terreno cambiato dalla sposa, e dalla moglie procuri riconciliarsi con questa, e non la ripudj per sempre, e non l'abomini, lo con tutto affetto d'amorose promesse questo vostro sposo: amanter adhaeret his qui deserunt, contendit, et rogat ut dignus habeatur amore ab his quos amore prosequitur: notate, che svisceratezza di carità; tutto amore cerca unirsi con quelle stesse, che l'han lasciato; fa tutto lo sforzo, chiede, esorta, invita, promette, prega, e supplica ch'essendo portato d'amante lo faccino degno almeno della corrispondenza del loro amore. In conferma di ciò è come si legge in Geremia il modo, con quale cercò di indurre la Sinagoga da sposa sua diletta divenuta adultera e meretrice, non solo per averlo cambiato con un solo adulterio, ma per essere divenuta publica meretrice con prostituirsi non già a un demonio solo; ma a tutti, a quali, lasciando il suo Dio, si era incurvata con adorarli: udite come, e con che parole egli stesso li dice: Ancorché enormissima sia stata la tua infedeltà con me, e mi abbi tradito, e lasciato non con uno, ma con tanti laidissimi amanti, cambiato con tanti abominevolissimi adulterii, quanti diavoli ai quali ti umiliasti: Licet fornicata sis cum amatoribus multis; ricordati in qual luogo non facesti copia di te stessa a tanti indegni amatori: vide ubi non sis prostituta, e sotto l'ombra di quale albero non ti contaminasti: In omni colle sublimi, et in omni ligno frondoso tu prosternebaris. Vulgo dicitur si vir dimiserit uxorem suam, et recedens ab eo duxerit virum alterum, numquid revertetur ad eam ultra?

 

Se uno o marito o sposo che sia egli lascia la sposa, e questa lasciata si sposa con altri non si diè caso mai, che a questa farà ritorno lo sposo traditore con tutto che sia stato il primo a lasciarla; nulla di manco dice Dio, ancorché io sia stato il lasciato, ed il tradito, così vilmente cambiato t'avviso, ti sentire ti esorto, io stesso ti prego a far ritorno da me desideroso di accoglierti, ed amorosamente riceverti: tamen revertere, et ego suscipiam te... E di che maniera mio Dio voi che siete così zelante del vostro onore. Deus zelotes.

 

Il Dio della gloria che dice Honorem meum nemini dabo. dell'onor vostro zelantissimo, come, ed in che maniera riceverete questa sposa fornicaria, che vi cambiò con tanti adulterii? La riceverò cara come prima, diletta come nel tempo passato, anzi voglio, che nel ritorno mi chiami Padre, e mi tratti come Sposo custode della sua verginità, come se lei mi fusse stata sempre fedele, né io avessi lasciato di esser mai a lei fedele: Amodo voca


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me Pater meus es tu, dux virginitatis meae tu es: Venghi senza timore la riceverò come innocente mia figlia e, come se mai avesse contaminata la sua verginità: Amodo voca me Pater meus es tu etc.

 

Così protestavi coll'infame, colla perfida, coll'adultera Sinagoga? Così lo sposo, che eligete con ogni alma, che potesse aver avuto ardire di lasciarlo che cortesia, che amorevolezza è questa anche con chi l'è infedele? Contendit et rogat ut dignus habeatur amore ab his, quos amore prosequitur: benché lasciato, tradito, voi appresso pregando di nuovo quelle spose, che così l'abbandonano. E pur è vero, che uno sposo di così amabilissimi condizioni si tradisce. Ve ne sono di queste spose da lui così amorosamente elette, e privilegiate trà tante alme che lo contracambiano per una misera creatura? Ve ne sono al mondo di tali spose, che ad altri oggetti tengono applicati i lor cuori quando che come sposate con Cristo, dovrebbero, come detto a S. Teresa allora che con lui si sposò, di dover portare il cuore trafitto da una penosissima gelosia di non vederlo amato da tutti, e vederlo così dispreggiato da tutti? Questi sono quelli, che non lo fan degni del suo amore.

 

Tale è la fedeltà dello Sposo; che si è eletto. E si troverà pur una di queste spose massime in questo Santuario, che possi mai amar di passaggio, od inclinar il cuore ad altr'oggetto; o divertir l'occhio od il pensiero ad altr'oggetto di cosa creata.

 

Un sposo infinitamente bello, specioso, ed amabile avrà neppure piccolo luogo nel vostro cuore, per altro amabile? Tutto quanto è nel mondo tutto è sotto di Dio potrà divenir presso di voi non di altro degno, che di esser dispreggiato come vilissimo sterco?

 

Egli è così ricco, ch'è l'istessa ricchezza perpetua, e per tale per Voi così si è impoverito ut vos divites esse possetis, Vi sarà sposa sua, che non può tenersi contenta d'aver tutto lasciato per lui potendo dire lo sposo mio è tutte le ricchezze, è tutto il mio tesoro?

 

Egli è così fedele. Mi liberi il Cielo, che ogni una di voi sposata con lui abbia a divertire né l'occhio, né la mente ad oggetto men degno di stima di lui.

 

Questo è lo Sposo, che avete eletto o carissima! Quest'anno del vostro Noviziato, nel quale dovete prepararvi per le nozze, vi esorto a non perder di vista le condizioni dello Sposo, che deliberaste di eligere. Il pensarci vi manterrà contenta nell'elezione risoluta di lasciar tutto come indegna della vostra stima per lui; ed applicata nell'acquisto di quelle virtù, di quelli arredi, che si ricercano per tali nozze, e sopra tutto di quell'amore fervoroso disinteressato e fedele verso di un sposo così bello, così ricco, così fedele. Ipsi soli servabo fidem. Ipsi me tota devotione, et amore committam.6

 




1 Ezech. 16. 10.



2 Ezech. 16. 10.



3 Ezech. 16. 10.



4 Ezech. 16. 11.



5 Ezech. 16. 8.

6 Officium S. Agnetis, 21 jan. Nocturn. 2. Ant. 3.




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