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S. Alfonso Maria de Liguori
Settenario di meditazioni...S. Giuseppe

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TERZO GIORNO 1. Meditazione

DELLO SMARRIMENTO DI GESÙ NEL TEMPIO

«Remansit puer Iesus in Ierusalem, et non cognoverunt parentes eius» (Luc. 2. 43.)

 

Venuto il tempo del ritorno dall'Egitto 2, ecco di nuovo l'Angelo avvisò Giuseppe 3 che ritornasse col fanciullo e la madre nella Giudea. Considera San Bonaventura 4 che in questo ritorno la pena di Giuseppe e di Maria fu maggiore che nell'andare: poich'essendo allora Gesù in età di sette anni in circa, egli era già così grande che non potea portarsi in braccio, ed era all'incontro così piccolo 5 che non potea da sé far lungo viaggio; onde spesso quell'amabile fanciullo era costretto a fermarsi e buttarsi sulla terra per la stanchezza.

 

In oltre 6 consideriamo la pena che intesero Giuseppe e Maria, ritornati che furono, quando dispersero Gesù nella visita fatta al tempio. Era Giuseppe avvezzo a godere la dolce vista e compagnia del suo amato Salvatore; or quale fu poi il dolore, quando se ne vide privo per tre giorni, senza sapere se più l'avesse a ritrovare? e senza saperne la cagione, che fu la sua pena maggiore, poiché temeva il santo patriarca per la sua grande umiltà, che forse a cagion di qualche suo difetto Gesù avesse determinato di non vivere più in sua casa, stimandolo non più degno della sua compagnia e dell'onore di assistergli, con aver cura d'un tanto tesoro.


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Non v'è maggior pena ad un'anima, che ha posto in Dio tutto il suo amore che 'l dubitare d'averlo disgustato. Non vi fu sonno in tutti quelli tre giorni per Maria e Giuseppe, ma un continuo piangere, cercando il loro diletto, siccome la stessa Vergine gli disse poi, quando lo ritrovò nel tempio: «Fili, quid fecisti nobis sic? Ecce pater tuus et ego dolentes quaerebamus te» (Luc. 2. 48). Figlio, e qual pena amara ci avete fatta provare in questi giorni, in cui siamo andati piangendo sempre cercandovi, senza trovarvi e senza potere aver nuova di voi.

 

Consideriamo all'incontro l'allegrezza di Giuseppe in aver poi ritrovato Gesù; ed in sapere che la cagione di allontanarsi non era stata qualche sua mancanza, ma l'amore alla gloria dell'Eterno suo Padre.

 




1 [1.] Terzo giorno) per lo III mercoledì NP V NS B1.

 



2 [4.] dall'Egitto) da Egitto B2.

 



3 [5.] Matth., 2, 19-20: «Defuncto autem Herode, ecce angelus Domini apparuit in somnis Ioseph in Aegypto dicens: Surge et accipe puerum et matrem eius, et vade in terram Israel; defuncti sunt enim qui quaerebant animam pueri».

 



4 [6.] Ps. BONAVENTURA (forse Ioannes a Caulibus, Ord. Min.), Meditationes vitae Christi, c. 13; Opera S. Bonaventurae, IV, Lugduni 1668, 345, col. I: «Sed quo modo redibit puer Iesus, adhuc tener infantulus? Difficilior enim mihi videtur reditus quam accessus. Nam quado venit in Aegyptum ita parvulus erat, quod gestari poterat; nunc autem sic magnus est, quod portari non praevalet, et sic parvus quod per se ire non potest». Cfr. Opera S. Bonaventurae, VIII, ad Claras Aquas 1898, p. CXII.

 



5 [9.] piccolo) picciolo NS.

 



6 [12.] In oltre) inoltre NS B2.

 

 






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