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Sant'Alfonso Maria de Liguori
Storia delle Eresie

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ART. II. DEGLI ERRORI DI MICHELE BAIO

154. Michele Baio sparge la sua mala dottrina, ed è contraddetto. 155. S. Pio V. condanna le 79. proposizioni di Baio, e Baio le abiura. 156. Ritrattazione scritta da Baio e confermata poi da Urbano VIII.

 

154. Michele Baio nacque in Malines di Fiandra nell'anno 1513.; fu laureato dottore nell'università di Lovanio all'anno 1550., e di poi fu decano della medesima. Egli fu dotto ed esemplare, ma passò per amante di opinioni nuove, che sostenne già ne' suoi libri, dati alla luce verso l'anno 1560.4, e così sparse i primi semi di quella discordia che turbò poi la chiesa nel secolo seguente. Alcuni frati minori, mal soddisfatti delle sue novità, le mandarono scritte in Francia alla facoltà della Sorbona in 18. capi, e la facoltà tutte le giudicò degne di censura. Ciò accese più fuoco; onde dal partito di Baio uscì un'apologia contra le censure fatte in Parigi. Il cardinal Commendone, che trovavasi in quelle parti mandato dal


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papa per atri affari, affin di sedar la dissensione, come legato pontificio impose silenzio ad ambe le parti; ma invano, poiché un certo superior francescano pose in penitenza alcuni suoi frati, perché voleano difender le dottrine di Baio, e con ciò crebbero i rumori: onde bisognò che nell'anno 1561. il governator delle Fiandre vi mettesse mano, acciocché più non si avanzasse la contesa1.

155. Dopo questo tempo Michele Baio da Filippo II. fu mandato per suo teologo nel concilio di Trento insieme con Giovanni Hesselio, e Cornelio Giansenio, vescovo Gandavense (diverso da Cornelio Giansenio vescovo d'Ipri), ch'erano tutti dottori di Lovanio. Nel concilio non si esaminarono le opinioni di Baio, come che prima di partire per andare al concilio avesse fatto imprimere i suoi opuscoli del libero arbitrio, della giustificazione, e del sacrifizio. Ma al ritorno dal concilio avendo fatto imprimere i trattati del merito dell'opere, della prima giustizia dell'uomo, delle virtù degli empj, de' sagramenti in generale, e della forma del battesimo, quindi si sparsero vieppiù i suoi sentimenti e perciò crebbero i contrasti; onde bisognò che la s. sede vi rimediasse: come in fatti allora il papa s. Pio V. con suo particolar diploma che comincia, Ex omnibus affectionibus, dopo un esatto esame condannò 79. proposizioni di Baio, condannandole in globo come eretiche, erronee, sospette, temerarie, scandalose, ed offendenti le orecchie pie, bensì senza specificarle, e con questa clausola però, che alcune possano essere sostenute in rigore, e nel proprio senso che hanno avuto gli autori, o come altri traducono, che quantunque ve ne siano alcune che possono essere in qualche maniera sostenute, il papa le condanna nel senso rigoroso e proprio che hanno avuto gli autori. Ecco le parole della bolla: Quas quidem sententias stricto coram nobis examine ponderatas, quamquam nonnullae aliquo pacto sustineri possent, in rigore, et proprio verborum sensu ab assertoribus intento, haereticas, erroneas, suspectas, temerarias, scandalosas, et in pias aures offensionem immittentes, damnamus. Bensì il nome di Baio non fu espresso nella bolla, la quale fu fatta nell'anno 1567.2, ma s. Pio non volle che si affiggesse ne' luoghi pubblici secondo il solito, e per usar dolcezza la consegnò al cardinale Granvellano, arcivescovo di Malines, che allora trovavasi in Roma, acciocché la facesse notificare così a Baio, come all'università di Lovanio, colla facoltà di punire colle censure ed altre pene i refrattarj. Il cardinale adempì la sua incumbenza per mezzo del suo vicario Massimiliano Mabillonio. Fu già notificata la bolla, e l'università l'accettò, promettendo di più non difendere gli articoli condannati, e la stessa promessa fece Baio; solamente si lamentò egli d'essere state dannate le opinioni come sue, non essendo sue: né subito si acquietò; anzi nell'anno 1569. scrisse al papa in sua difesa. Ma il papa con un breve gli rispose che la sua causa erasi abbastanza esaminata, e perciò l'esortava a sottomettersi al suo giudizio fatto. Questo breve dallo stesso Mabillonio fu presentato a Baio riprendendolo di avere ardito scrivere al papa in sua difesa dopo la condanna; pertanto gl'intimò ch'egli avea già incorsa l'irregolarità: Michele Baio allora si umiliò, ed inginocchiato gli dimandò la dispensa di quella. Il Mabillonio rispose che non potea darla, se prima egli non abbiurasse gli errori: Baio cercò di veder la bolla per osservare gli errori che dovea abbiurare. Il Mabillonio disse che non l'avea presso di sé, ed ottenne già da Baio che in mano sua allora abbiurasse gli errori, e fu assoluto dalle censure, senza darne documento scritto, restando il fatto segreto fra di loro3.

156. Dopo tutto ciò non mancarono altri, che seguirono a difendere le sue opinioni; onde essendo morto s. Pio,


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il suo successore Gregorio XIII., nella sua bolla, Provisionis nostrae, dell'anno 1579., confermò quella di s. Pio, e facendola prima promulgare in Roma, indi la presentare alla facoltà di Lovanio, ed al medesimo Baio per mezzo del p. Francesco Toledo (fatto poi cardinale da Clemente VIII.) il quale ottenne che Baio affatto si quietasse, col farne anche una privata ritrattazione scritta, che dal Toledo fu poi trasmessa al papa. Riferisco qui la ritrattazione epilogata: Ego Michael de Baio agnosco et profiteor me ex variis colloquiis cum rev. p. Francisco Toledo ita motum et eo perductum esse, ut plane mihi habeam persuasum, earum sententiarum damnationem iure factam esse. Fateor insuper ex iisdem sententiis in nonnullis libellis a me in lucem editis contineri in eo sensu, in quo reprobantur. Denique declaro ab illis omnibus me recedere, neque post hac illas defendere velle. Lovanii 24. mart. 1580. Indi la facoltà di Lovanio legge di non ascrivere nell'università alcuno che prima non promettesse l'osservanza delle suddette bolle. Dipoi nell'anno 1641. Urbano VIII. con un'altra bolla che comincia, In eminenti, confermò la condanna di Baio in conformità delle due bolle antecedenti, e questa bolla di Urbano fu ricevuta dalla Sorbona1. Morì Baio circa l'anno 1590., onde essendo egli nato nel 1513., si fa il conto, che morisse in età di 77. anni. Chi vuol sapere quale sia stato il sistema di Baio, e quali i suoi errori, legga la confutazione duodecima.

 




4 Possevin. t. 2. in Michael. Baium.

1 Gotti ver. rel. to. 2. c. 116. §. 1. Bernin. sec. 17. c. 9.



2 Gotti loc. cit. §. 2. n. 4.



3 Gotti loc. cit. §. 3. n. 1. et 2.

1 Gotti l. cit. §. 3. n. 5. e Bern. nel luogo cit.






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