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Sant'Alfonso Maria de Liguori
Storia delle Eresie

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CONFUT. V. ERESIA DI PELAGIO

 

1. Non intendo qui di confutare tutti gli errori di Pelagio circa il peccato originale e circa il libero arbitrio, ma solamente circa la grazia. Nella storia al capo V. art. II. num. 5. ho scritto che l'eresia principale di Pelagio fu nel negare la necessità della grazia per fuggire il male ed operare il bene; ed ivi ho notati i varj sutterfugj ch'egli trovò per evitar la nota di eretico, ora dicendo che la grazia è lo stesso libero arbitrio donatoci da Dio, ora ch'è la legge insegnanteci come abbiamo da vivere, ora il buon esempio di Gesù Cristo, ora il perdono de' peccati, ora l'interna illustrazione, ma solo per parte dell'intelletto, in conoscere il bene ed il male: benché Giuliano discepolo di Pelagio ammise anche la grazia della volontà. Ma non mai né Pelagio né i Pelagiani hanno ammessa la necessità della grazia: appena han detto che la grazia era necessaria a fare il bene con più facilità; ed han negato esser questa grazia gratuita, volendo ch'ella si desse secondo i nostri meriti naturali. Sicché due sono i punti da stabilirsi: l'uno circa la necessità, l'altro circa la gratuità della grazia.

 




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