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S. Alfonso Maria de Liguori
Traduzione de' Salmi e de' Cantici

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DOMENICA - ALLE LAUDI

Salmo 1. (92. del salterio.)

In questo salmo si esalta la potenza di Dio nel creare il cielo e la terra: e si rappresenta come il Signore nel primo momento della creazione, quasi uscito dal segreto del suo essere eterno, si manifestò colla produzione delle creature.

Dominus regnavit, decorem indutus est; indutus est Dominus fortitudinem et praecinxit se. Il Signore ha regnato in tutto l'universo; egli si è vestito di maestà, si è accinto a governarlo ed a riempirlo de' suoi beneficj.

Etenim firmavit orbem terrae, qui non commovebitur. Egli ha stabilita la terra e l'ha fermata in tal modo che non può essere smossa dal suo luogo.

Parata sedes tua ex tunc; a saeculo tu es. S. Girolamo legge così: Firmum solium tuum ex tunc, ab aeterno tu es. Signore, la vostra sede, cioè il soglio del vostro regno fino ab aeterno era stabilito, giacché voi avete l'essere fin dall'eternità, prima di tutte le creature.

Elevaverunt flumina, Domine; elevaverunt flumina vocem suam.

Elevaverunt flumina fluctus suos a vocibus aquarum multarum. I fiumi, Signore, i fiumi par che abbiano alzata la loro voce a lodarvi. Hanno


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sollevate le loro onde, e il fragore di molte acque ha servito loro di voce per darvi gloria.

Mirabiles elationes maris; mirabilis in altis Dominus. Son maravigliosi i sollevamenti delle onde del mare allorché è agitato dai venti; ma più ammirabile è il Signore, che dall'altezza de' cieli raffrena il furore delle onde e tutto governa.

Testimonia tua credibilia facta sunt nimis; domum tuam decet sanctitudo, Domine, in longitudinem dierum. Le testimonianze della vostra bontà e grandezza, che son predicate dalla vostra casa, cioè dalla chiesa, troppo son chiare e sensibili. Quindi deduce il profeta esser conveniente che dal Signore questa sua casa sempre si conservi santa e senza macchia.

Salmo 2. (99. del salterio.)

Questo salmo è un'esortazione a' fedeli di lodare e ringraziare Iddio per averci creati e fatti figli della chiesa, dov'egli ci pasce come sue pecorelle.

Iubilate Deo, omnis terra; servite Domino in laetitia.

Introite in conspectu eius in exultatione. Popoli tutti della terra, il vostro giubilo ed allegrezza non sia in altro che in lodare il vostro Dio e servirlo come si dee; entrate dunque allegramente a venerare la sua presenza.

Scitote quoniam Dominus ipse est Deus; ipse fecit nos, et non ipsi nos. Abbiate sempre davanti gli occhi della mente che il Signore è il vero Dio; noi non eravamo nel mondo né ci siamo fatti da noi stessi; Iddio è quegli che ci ha dato l'essere.

Populus eius et oves pascuae eius; introite portas eius in confessione, atria eius in hymnis; confitemini illi. Noi siamo il suo popolo e le pecorelle da lui pasciute; entrate dunque, miei fratelli, nelle porte del suo tabernacolo, confessandovi indegni di stare alla sua presenza; cantate ivi le sue lodi e confessate che, quanto avete, tutto da lui vi è stato dato.

Laudate nomen eius, quoniam suavis est Dominus, in aeternum misericordia eius; et usque in generationem et generationem veritas eius. Lodate le glorie del suo nome, mentr'egli è tutto dolcezza; la sua misericordia durerà in eterno; ed eterna sarà la verità de' suoi insegnamenti e delle sue promesse.

Salmo 3. (72. del salterio.)

Questo salmo è un'orazione di Davide mentre stava nel deserto perseguitato da' suoi nemici; in questa egli ringrazia Dio dell'accordatagli protezione e ripone la sua confidenza nella divina misericordia.

Deus, Deus meus, ad te de luce vigilo.

Sitivit in te anima mea; quam multipliciter tibi caro mea. Mio Dio, nel far del giorno io mi scuoto dal sonno e ne vengo a voi. L'anima mia di voi ha sete, e con tanta avidità che l'affetto anche nel mio corpo ridonda.

In terra deserta et invia et inaquosa, sic in sancto apparui tibi ut viderem virtutem tuam et gloriam tuam. In questa terra deserta, in cui non vi è né viaacqua, io mi presento a voi, come stessi nel vostro santo tempio per contemplare la vostra potenza e la vostra gloria.

Quoniam melior est misericordia tua super vitas; labia mea laudabunt te. Poiché la vostra misericordia mi è più cara di mille vite; mio Dio, le mie labbra saranno sempre impiegate in lodarvi.

Sic benedicam te in vita mea; et in nomine tuo levabo manus meas. Così in tutta la mia vita non farò che benedirvi ed alzerò sempre le mie mani per invocare il vostro nome.


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Sicut adipe et pinguedine repleatur anima mea; et labiis exultationis laudabit os meum. Sia ripiena l'anima mia della grassezza della vostra grazia e delle vostre consolazioni; e così la mia bocca con voci di allegrezza vi loderà.

Si memor fui tui super stratum meum, in matutinis meditabor in te; quia fuisti adiutor meus. Se nel tempo del mio riposo e stando nel mio letto mi son ricordato di voi, maggiormente nel farsi giorno mediterò la vostra bontà in avermi così protetto.

Et in velamento alarum tuarum exultabo; adhaesit anima mea post te; me suscepit dextera tua. Giubilerò in vedere che voi mi coprite colle vostre ali; l'anima mia si è attaccata a voi, e la vostra mano ha preso a proteggermi.

Ipsi vero in vanum quaesierunt animam meam; introibunt in inferiora terrae, tradentur in manus gladii, partes vulpium erunt. I miei nemici indarno mi han cercato per togliermi la vita; ma essi la perderanno e resteran seppelliti nel profondo dell'inferno; ivi saran dati in mano della spada vendicatrice di Dio, e saran le prede delle volpi, cioè de' demonj, che come volpi ingannano gli uomini colle loro astuzie.

Rex vero laetabitur in Deo, laudabuntur omnes qui iurant in eo; quia obstructum est os loquentium iniqua. Ma il re (parlava Davide di se stesso) si rallegrerà nel suo Dio, e saranno lodati tutti quelli che, a suo esempio, adorano esso Dio; ed all'incontro le bocche degl'iniqui resteranno otturate. Le parole qui iurant in eo altri vogliono che si riferiscano a Davide per lo giuramento di fedeltà che gli sarebbe dato, stabilito che fosse nel trono: ma il p. Rotigni e il p. Lallemand più probabilmente dicono riferirsi a Dio o più presto al Messia re del mondo e vero Dio; perché altro è giurar ad un re, altro giurare pel nome del re, come qui s'intende.

Salmo 4. (66. del salterio.)

In questo si contiene una preghiera del salmista a Dio piena di zelo, acciocché si faccia conoscere e adorare da tutte le genti colla venuta del Messia.

Deus misereatur nostri et benedicat nobis; illuminet vultum suum super nos et misereatur nostri. Abbia Dio pietà di noi e ci benedica; c'illumini cogli splendori della sua presenza e versi sopra di noi le sue misericordie.

Ut cognoscamus in terra viam tuam; in omnibus gentibus salutare tuum. Fateci, Signore, conoscere in questa terra la via di piacervi, e fate che in tutte le genti sia conosciuto il Salvatore vostro figlio.

Confiteantur tibi populi, Deus, confiteantur tibi populi omnes. E così tutt'i popoli illuminati confessino che voi siete il loro Dio, vi lodino e vi ringrazino.

Laetentur et exultent gentes; quoniam iudicas populos in aequitate, et gentes in terra dirigis. Si rallegrino ed esultino le genti nel conoscere che voi giudicate i popoli con equità e dirigete in questa terra per lo diritto sentiero.

Confiteantur tibi populi, Deus, confiteantur tibi populi omnes; terra dedit fructum suum. Vi lodino tutti i popoli, mio Dio, e vi ringrazino di tutti i vostri benefizj; e specialmente perché la terra, cioè il seno purissimo di una vergine (qual fu Maria), per opera dello Spirito santo ha prodotto il frutto tanto desiderato del Salvatore del mondo. Quindi Gesù fu chiamato dall'angelo il frutto benedetto di Maria.


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Benedicat nos Deus, Deus noster, benedicat nos Deus; et metuant eum omnes fines terrae. Ci benedica Iddio, il nostro Dio, ci benedica Iddio (in queste tre menzioni di Dio gli espositori riconoscono abbastanza indicata la Trinità delle persone divine); e tutti gli uomini della terra; sino agli ultimi confini, lo temano e adorino.

Cantico dei tre fanciulli.

Dopo il salmo 4. segue il cantico cantato dai tre giovanetti Anania, Misaele ed Azaria mentre stavano nella fornace ardente di Babilonia, ivi condannati a morire dal re Nabuccodonosor per non aver adorata la sua statua. Questo cantico si legge in Daniele (3. 57.) e contiene un invito a tutte le creature di benedire Iddio. Egli è facilissimo e s'intende da ognuno; e perciò si lascia di spiegarlo, mentre la spiegazione apporterebbe più presto noia ai leggitori che piacere ed istruzione.

Salmo 5. (148. del salterio.)

Questo salmo insieme coi due seguenti 149. e 150. contengono parimente un'esortazione a tute le creature di lodare il Signore e insieme di ringraziarlo per la vittoria riportata de' nemici; ed allegoricamente è un invito a' cristiani a benedire Iddio per averli fatti restar vincitori del demonio, del mondo e della carne; che perciò saranno essi onorati con esser fatti giudici nel giorno del giudizio.

Laudate Dominum de coelis; laudate eum in excelsis.

Laudate eum, omnes angeli eius; laudate eum omnes virtutes eius. Lodate il Signore del cielo, voi tutti spiriti celesti; lodatelo nel sublime soggiorno dove sta.

Laudate eum, sol et luna; laudate eum, omnes stellae et lumen.

Laudate eum, coeli coelorum; et aquae omnes quae super coelos sunt laudent nomen Domini. Lodatelo anche voi, sole e luna, e voi, stelle e luce. Lodatelo, o cieli; e tutte le acque che sono sovra de' cieli (cioè che stanno in alto sopra l'acre, ch'è più vicino alla terra1) lodino il nome del Signore.

Quia ipse dixit, et facta sunt; ipse mandavit, et creata sunt. Poiché, subito che egli lo disse, tutto fu fatto; egli ordinò, e tutto fu creato dal niente.

Statuit ea in aeternum et in saeculum saeculi; praeceptum posuit et non praeteribit. Egli ha fatti questi oggetti (cioè gli angeli ed i corpi celesti) stabilì in perpetuo; ed ha prescritte loro le leggi che sempre adempiranno.

Laudate Dominum de terra, dracones et omnes abyssi. Lodate il Signore voi ancora, creature della terra; lodatelo, bestie marine e tutti voi, abissi, cioè fossi profondi di acque.

Ignis, grando, nix, glacies, spiritus procellarum; quae faciunt verbum eius. Lodate Dio, voi fuoco, grandine, neve, ghiaccio e spiriti delle procelle (quali sono i venti), che tutti ubbidite alla sua voce.

Montes et omnes colles; ligna fructifera et omnes cedri. Lodatelo, monti e tutti voi, colline, alberi fruttiferi e cedri tutti.

Bestiae et universa pecora; serpentes et volucres pennatae. Lodatelo, bestie selvagge e domestiche; ed anche voi, serpenti che strisciate la terra, ed uccelli che volate per l'aria.

Reges terrae et omnes populi; principes et omnes iudices terrae. Lodatelo, monarchi, e voi, popoli tutti della terra, e voi tutti, principi; e


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voi che giudicate su questa terra.

Iuvenes et virgines, senes cum iunioribus laudent nomen Domini; quia exaltatum est nomen eius solius. I giovani e le vergini, i vecchi ed i fanciulli lodino il nome del Signore; poiché egli solo è il sublime, il grande che solo merita ogni gloria.

Confessio eius super coelum et terram; et exaltavit cornu populi sui. Risuonino dunque nel cielo e nella terra le lodi del Signore, che ha voluto esaltare colla sua potenza il suo popolo fedele con donargli Gesù Cristo, il quale ha renduti i suoi fedeli vincitori de' demonj.

Hymnus omnibus sanctis eius; filiis Israel, populo appropinquanti sibi. Sia data insieme lode a tutti i suoi santi ed a tutti i veri figli degl'Israeliti, che sono il popolo il quale per la sua fede e virtù si avvicina a Dio.

Salmo 6. (149. del salterio)

Cantate Domino canticum novum; laus eius in ecclesia sanctorum. Cantate al Signore il cantico nuovo per tutti i nuovi benefizj che ci ha fatti e specialmente per quello di averci dato Gesù per Redentore; è giusto che nella chiesa de' santi (cioè de' cristiani) risuoni sempre la lode del Signore.

Laetetur Israel in eo qui fecit eum; et filii Sion exultent in rege suo. Si rallegri Israele in quel Dio che l'ha creato: ed i figli della celeste Sionne (ch'è la chiesa) esultino nel loro Dio che in essi regna colla sua grazia.

Laudent nomen eius in choro; in tympano et in psalterio psallant ei. Lodino cantando in coro unitamente il suo nome col suono del timpano e del salterio.

Quia beneplacitum est Domino in populo suo; et exaltabit mansuetos in salutem. Perché il Signore ben si compiace del suo popolo, ed esalterà i mansueti con dar loro la salute eterna.

Exultabunt sancti in gloria; laetabuntur in cubilibus suis. I santi esulteranno di giubilo nella gloria celeste; e collocati nelle loro sedi godranno un'eterna allegrezza.

Exultationes Dei in gutture eorum; et gladii ancipites in manibus eorum. Le glorie di Dio saran sempre il canto nelle loro bocche e le spade a due tagli nelle loro mani.

Ad faciendam vindictam in nationibus, increpationes in populis. A far la giusta vendetta su quelle nazioni che li han perseguitati, rinfacciando loro le loro iniquità.

Ad alligandos reges eorum in compedibus et nobiles eorum in manicis ferreis. Essi legheranno con ceppi i re tiranni e colle manette di ferro i nobili di tali popoli che li han perseguitati.

Ut faciant in eis iudicium conscriptum; gloria haec est omnibus sanctis eius. E così eseguiranno contra questi persecutori il giudizio, scritto nelle divine scritture (Iudicabunt nationes et dominabuntur populis1): e questa è la gloria che Dio riserba a tutti i suoi santi.

Salmo 7. ed ultimo (150. del salterio.)

Laudate Dominum in sanctis eius; laudate eum in firmamento virtutis eius. Lodate il Signore che sta nel suo santuario, cioè nel cielo (poiché nel testo ebraico in sanctis si legge in sanctuario eius); lodatelo come assiso sul trono stabile della sua onnipotenza (s. Girolamo volta in fortitudine potentiae eius), che


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riluce specialmente nel firmamento, cioè nel cielo, secondo il senso che dee prendersi anche nel capo 1 della Genesi.

Laudate eum in virtutibus eius; laudate eum secundum multitudinem magnitudinis eius. Lodatelo nelle effetti della sua potenza, quali sono i prodigj che opera; e lodatelo secondo l'immensità della sua grandezza.

Laudate eum in sono tubae; laudate eum in psalterio et cithara. Lodatelo col suono delle trombe e cantate le sue lodi sul salterio e sulla cetera.

Laudate eum in tympano et choro: laudate eum in chordis et organo. Lodatelo ancora col timpano e col coro (altri spiegano questo coro per uno strumento musicale a noi ignoto, altri poi per lo concerto delle voci); lodatelo col suono delle corde e dell'organo. Non si sa a quali strumenti corrispondano questi nominati dal salmista; il Calmet ne fa una dissertazione a parte.

Laudate eum in cymbalis benesonantibus, laudate eum in cymbalis iubilationis; omnis spiritus laudet Dominum. Lodatelo ne' cembali bene accordati e che danno suono di giubilo, ed ogni spirito lodi il Signore.

Cantico di Zaccaria (Luc. 1. 68.).

In questo cantico il profeta Zaccaria loda e ringrazia il Messia che viene a salvare il genere umano. Indi dichiara l'officio del suo figlio s. Gio. Battista, qual fu d'esser precursore del comun Redentore.

Benedictus Dominus Deus Israel; quia visitavit et fecit redemptionem plebis suae. Sia benedetto il Signore Dio d'Israele che ha visitato il suo popolo ed ha cominciata l'opera della redenzione umana.

Et erexit cornu salutis nobis in dono David pueri sui. Ed ha sollevato nella stirpe di Davide suo servo colui che sarà per noi la fortezza di salute, cioè il Salvatore.

Sicut locutus est per os sanctorum qui a saeculo sunt prophetarum eius. Siccome ha predetto per bocca di tutti i santi profeti che vi sono stati dal principio de' secoli.

Salutem ex inimicis nostris; et de manu omnium qui oderunt nos. Essi han predetto già la nostra salute, cioè la liberazione dalle mani de' nostri nemici e di tutti coloro che ci odiavano.

Ad faciendam misericordiam cum patribus nostris; et memorari testamenti sui sancti. Questo nostro Salvatore è anche venuto per usar misericordia coi nostri padri; ricordandosi della sua santa promessa fatta ad Abramo.

Iusiurandum quod iuravit ad Abraham patrem nostrum; daturum se nobis. Poiché giurò ad esso Abramo nostro padre ch'egli avrebbe donato a noi stesso.

Ut sine timore de manu inimicorum nostrorum liberati serviamus illi.

In sanctitate et iustitia coram ipso omnibus diebus nostris. Acciocché, liberati dalle mani de' nostri nemici, lo serviamo in santità e giustizia davanti a' suoi occhi in tutti i nostri giorni: viene a dire non solo con culto esterno, ma ancora colla pietà e giustizia interna, che anche internamente ci rende giusti negli occhi di Dio.

Et tu, puer, propheta Altissimi vocaberis; praeibis enim ante faciem Domini parare vias eius. E tu, fanciullo, sarai il profeta dell'Altissimo; poiché andrai, prima che egli comparisca sulla terra, apparecchiando gli animi a seguire i suoi insegnamenti.


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Ad dandam scientiam salutis plebi eius; in remissionem peccatorum eorum. Tu darai al suo popolo la cognizione della salute e della remissione de' loro peccati.

Per viscera misericordiae Dei nostri; in quibus visitavit nos oriens ex alto. Per le viscere della misericordia (cioè per l'immensa ed intima pietà) del nostro Dio, nella quale l'oriente (cioè il Verbo Incarnato) ci ha visitato scendendo dall'alto de' cieli1.

Illuminare his qui in tenebris et in umbra mortis sedent; ad dirigendos pedes nostros in viam pacis. Illuminate, o divin Salvatore, coloro che giacciono sepolti nelle tenebre e nell'ombra della morte (cioè privi della divina grazia, la quale privazione è l'ombra della morte eterna); e dirigete i nostri passi per la via dell'eterna pace.




1 Sovra di ciò vi sono diverse opinioni. Altri vogliono che queste acque sieno il cielo cristallino, come dicono s. Bonaventura, Ambrogio, Caterino ecc. Altri vogliono che queste acque stiano sopra il firmamento, cioè sopra il cielo stellato; e questi sono più s. padri, s. Atanasio, s. Basilio, s. Ambrogio, s. Gio. Grisostomo, Beda ecc., e lo provano colla Genesi (1. 7.) ove si dice: Et fecit Deus firmamentum, divisitque aquas quae erant sub firmamento ab his quae erant super firmamentum. E s. Agostino ch'è della stessa sentenza scrive: Maior est sacrae scripturae auctoritas quam omnis humani ingenii capacitas; tal sentimento è seguito ancora da molti moderni presso il Tirino. Altri finalmente poi vogliono (e questa par che sia oggi l'opinione più comune tra i moderni) che queste acque sieno le nuvole che stanno sopra la terra; così dicono Ruperto, Lorino, Mariana, Valenza ecc.



1 Sap. 3. 8.



1 La voce oriens non è participio del verbo orior, ma è nome sostantivo secondo il testo ebraico e greco; onde, come spiegano s. Girolamo, s. Cirillo ed altri presso Tirino (in Zach. 3. 8.) per la voce oriens s'intende il Verbo generato da Dio; quindi la chiesa nelle antifone maggiori che si dicono ne' giorni precedenti alla nascita del Signore e proprio nell'antifona quinta lo saluta così: O oriens, splendor lucis aeternae et sol iustitiae, veni et illumina sedentes in tenebris et umbra mortis.






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