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S. Alfonso Maria de Liguori
Traduzione de' Salmi e de' Cantici

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FERIA IV. - A MATTUTINO

Salmo 1. (52. del salterio.)

In questo salmo deplora il salmista la corruzione degli uomini e prega Dio a liberare il suo popolo dalla persecuzione degli empj; parla ancora della bontà di Dio in aspettarli a penitenza, ed insieme sospira la venuta del Redentore che ci liberi dalla schiavitù del demonio figurata nella cattività di Babilonia.

Dixit insipiens in corde suo: non est Deus. Disse l'empio, renduto stolto dalla sua empietà: non vi è Dio. Dice stolto, perché non altri che un uomo privo di senno può pensare che non vi è Dio.

Corrupti sunt et abominabiles facti sunt in iniquitatibus; non est qui faciat bonum. Miseri! vivendo corrotti ne' costumi, si son fatti abbominevoli per le loro iniquità a Dio ed agli uomini; non vi è fra essi chi faccia qualche opera buona.

Deus de coelo prospexit super filios hominum; ut videat, si est intelligens aut requirens Deum. Iddio


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guarda dal cielo i figliuoli degli uomini, per vedere se vi è alcuno tra loro che intenda il suo dovere e cerchi di piacere al suo Dio.

Omnes declinaverunt, simul inutiles facti sunt; non est qui faciat bonum, non est usque ad unum. Ma no, tutti mancano al lor dovere, e così si rendono inutili a Dio ed agli uomini; non essendovi neppur un tra loro che operi bene.

Nonne scient omnes qui operantur iniquitatem; qui devorant plebem meam ut cibum panis? Sicché tutti questi infelici non conosceranno mai la loro perversità; e seguiranno ad opprimere il popolo mio con quella facilità con cui si mangia il pane?

Deum non invocaverunt; illic trepidaverunt timore, ubi non erat timor. Tutta la loro mala vita nasce dal non voler invocare il Signore ne' pericoli di offenderlo; temono dove non vi è timore, cioè di perdere qualche bene terreno, e non temono poi di perdere la divina grazia.

Quoniam Deus dissipavit ossa eorum, qui hominibus placent; confusi sunt, quoniam Deus sprevit eos. Ma Iddio dissiperà le loro ossa, cioè distruggerà in tutto coloro che, per piacere agli uomini, dispiacciono a Dio; miseri! resteranno confusi, poiché siccome essi disprezzano Dio, così saranno da Dio disprezzati.

Quis dabit ex Sion salutare Israel? cum converterit Deus captivitatem plebis suae, exultabit Iacob et laetabitur Israel. Diranno gli sciocchi: chi verrà da Sionne a salvare Israello? Ma quando Iddio convertirà la schiavitù del suo popolo in una gloriosa libertà, allora Giacobbe ed Israello si rallegreranno ed esulteranno di gioia.

Salmo 2. (54. del salterio.)

Davide qui letteralmente implora l'aiuto divino contra la persecuzione di Assalonne suo figliuolo. Ma s. Ilario e s. Girolamo spiegano questo salmo di Gesù Cristo tradito da Giuda e perseguitato da' giudei. E generalmente parlando può applicarsi a tutti i giusti perseguitati in questa vita dagli uomini o da' demonj.

Exaudi, Deus, orationem meam et ne despexeris deprecationem meam; intende mihi et exaudi me. Mio Dio, esaudite la mia orazione e non disprezzate le mie replicate preghiere; considerate la mia tribolazione ed esauditemi.

Contristatus sum in exercitatione mea; et conturbatus sum a voce inimici et a tribulatione peccatoris. Mi sono afflitto nell'esercitarmi in considerare i miei patimenti; e mi sono disturbato in sentire la persecuzione che mi trama il mio perverso nemico.

Quoniam declinaverunt in me iniquitates; et in ira molesti erant mihi. Poiché i miei avversarj mi hanno incolpato di delitti da me non commessi; e mossi dall'ira cercano tutte le vie di molestarmi.

Cor meum conturbatum est in me; et formido mortis cecidit super me. Il mio cuore non trova pace; e mi è venuto un gran timore della morte.

Timor et tremor venerunt super me; et contexerunt me tenebrae. Onde tutto pavento e tremo; e mi ritrovo circondato da tenebre che non mi lascian vedere lo scampo dai pericoli che mi sovrastano.

Et dixi; quis dabit mihi pennas sicut columbae, et volabo et requiescam? Ho detto in tale stato; chi mi darà le penne, affinché io, qual timida colomba, come ora mi vedo, possa volare e riposarmi in qualche luogo sicuro?

Ecce elongavi fugiens; et mansi in solitudine. Mi valgo qui della spiegazione


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del Rotigni e del Lallemand: Io mi allontanerei, fuggendo, se potessi; e mi contenterei di rimanermi in un deserto ignoto.

Expectabam eum qui salvum me fecit; a pusillanimitate spiritus et tempestate. Ivi aspetterei chi tante volte mi ha sollevato dal mio gran timore di animo e dalla tempesta che mi sovrastava.

Praecipita, Domine, divide linguas eorum; quoniam vidi iniquitatem et contradictionem in civitate. Precipitate, Signore, coloro che cercano di opprimermi; confondete le loro lingue, cioè metteteli in discordia fra di loro, acciocché restino vani i loro disegni; mentre vedo la loro iniquità e la città posta tutta in contraddizione, cioè in discordia e confusione.

Die ac nocte circumdabit eam super muros eius iniquitas; et labor in medio eius et iniustitia. Vedo che l'iniquità la circonderà e ne occuperà anche le mura; onde si troverà da per tutto infestata dalle afflizioni ed ingiustizie.

Et non defecit de plateis eius usura et dolus. E per maggior rovina non vi mancheranno nelle sue piazze le usure e gl'inganni.

Quoniam si inimicus meus maledixisset mihi, sustinuissem utique. Se un mio nemico mi avesse infamato colle sue calunnie, io più facilmente l'avrei sofferto.

Et si is qui oderat me super me magna locutus fuisset, abscondissem me forsitan ab eo. E se mi avesse dette grandi ingiurie e vituperj uno che mi odiava, avrei trovato forse il modo di nascondermi da lui.

Tu vero, homo unanimis, dux meus et notus meus. Ma quegli che mi perseguita chi è? sei tu, mia guida e mio amico, che io credeva che avessi un sol cuore con me.

Qui simul mecum dulces capiebas cibos; in domo Dei ambulavimus cum consensu. Tu che meco ti cibavi dolcemente nella mia mensa e meco ti accompagnavi nell'andare alla casa di Dio.

Veniat mors super illos; et descendant in infernum viventes. Venga la morte sopra di tali iniqui, e si trovino sepolti vivi in una sotterranea fossa.

Quoniam nequitiae in habitaculis eorum, in medio eorum. Poiché delle loro iniquità ne son piene così le lor case, come i loro cuori.

Ego autem ad Deum clamavi; et Dominus salvabit me. Ma io ho gridato e son ricorso al mio Dio; ed egli mi salverà.

Vespere et mane et meridie narrabo et annuntiabo; et exaudiet vocem meam. Io nella mattina, nel mezzo giorno e nella sera (cioè sempre) narrerò e pubblicherò le misericordie del mio Signore io soccorrermi; e spero ch'egli sempre esaudirà le mie preghiere.

Redimet in pace animam meam ab his qui appropinquant mihi; quoniam inter multos erant mecum. Egli mi restituirà nell'antica pace e libererà la mia vita da costoro che mi si avvicinano per opprimermi; poiché tra molti eran meco, cioè erano molti contro di me per abbattermi, come spiega s. Girolamo: Multi enim fuerunt adversum me.

Exaudiet Deus et humiliabit illos, qui est ante saecula. Ben mi esaudirà il mio Dio, ch'è eterno, ed umilierà i miei persecutori.

Non enim est illis commutatio, et non timuerunt Deum; extendit manum


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suam in retribuendo. Imperciocché vede il Signore che per essi non vi è mutazione, cioè che sono ostinati e non han timore di Dio; e però già ha stesa la mano per castigarli secondo la loro malizia.

Contaminaverunt testamentum eius, divisi sunt ab ira vultus eius, et appropinquavit cor illius. Hanno essi violato il patto (così volta s. Girolamo, contaminavit pactum suum, viene a dire, han rotta la data fede), ma ben si son dissipati alla vista dell'ira della divina faccia, cioè dell'ira che dimostrava il Signore contra di loro. Appropinquavit cor illius, il cuore di Dio si è avvicinato, cioè si è applicato a prenderne la giusta vendetta. Altri cor illius non lo spiegano di Dio, ma del ribelle, dicendo che questo ribelle altro ha sulle sue labbra ed altro nel cuore; ma il Bellarmino, spiegando il testo ebreo, dice che quello propriamente dinota il cuore di Dio sdegnato.

Molliti sunt sermones eius super oleum, et ipsi sunt iacula. I suoi discorsi sono molli e dolci più che l'olio; ma in verità sono essi saette che vengon lanciate all'improvviso.

Iacta super Dominum curam tuam, et ipse te enutriet; non dabit in aeternum fluctuationem iusto. Ma il Signore mi anima ad abbandonare la cura della mia salute sovra la sua bontà, e così egli avrà pensiero di conservarmi in vita. Non dabit in aeternum fluctuationem iusto. Egli non farà che il giusto sia sempre agitato dalle onde del timore.

Tu vero, Deus, deduces eos in puteum interitus. All'incontro voi, Signore, precipiterete i nemici nel pozzo della morte, cioè nell'inferno, dove chi cade patirà una continua morte. Chiamasi pozzo l'inferno perché ha la bocca per ricevere i condannati, ma non ha la porta per cui possano uscire.

Viri sanguinum et dolosi non dimidiabunt dies suos; ego autem sperabo in te, Domine. Gli uomini sanguinarj ed ingannatori non giungeranno alla metà de' loro giorni; io all'incontro, mio Signore, non lascerò mai di sperare in voi.

Salmo 3. (55. del salterio.)

Davide, fuggendo da Saulle che cercava di farlo morire, si ritira tra i filistei; ma riconosciuto da essi qual egli era, si vede in gran pericolo; e posto in tal pericolo esso fa questa preghiera che può servire ad ogni fedele che si vede in pericolo di cadere in peccato e restar fatto preda de' demonj.

Miserere mei, Deus, quoniam conculcavit me homo; tota die impugnans tribulavit me. Mio Dio, abbi di me pietà, poiché l'uomo mio nemico ha cercato di conculcarmi; e perciò tutto giorno perseguitandomi ha procurato di affliggermi.

Conculcaverunt me inimici mei tota die; quoniam multi bellantes adversum me. Si sono poi con esso uniti tutti i miei nemici per tramare continuamente la mia ruina; giacché son molti quei che mi fanno guerra.

Ab altitudine diei timebo; ego vero in te sperabo. Ab altitudine diei, altri (come Menochio) spiegano: Dagli altri pericoli che mi sovrastano. Ma più mi piace la spiegazione di Calmet e di Tirino, la quale più si accosta alla lettera; questi spiegano così: In tutto il giorno, cioè da che nasce il sole sino che si alza, io sto in continuo timore; ma spero da voi, mio Signore, il mio soccorso.

In Deo laudabo sermones meos, in Deo speravi; non timebo quid faciat mihi caro. Nel mio Dio loderò le mie parole, cioè le promesse a me fatte


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(secondo legge l'ebreo: In Deo laudabo verbum eius); poiché in Dio ho riposte le mie speranze; e perciò non temerò il danno che può farmi la carne, cioè l'uomo carnale, che a rispetto di Dio non è che debolezza.

Tota die verba mea execrabantur; adversum me omnes cogitationes eorum in malum. Tutto giorno calunniano le mie parole; e tutti i loro pensieri sono contro di me rivolti per consumarmi.

Inhabitabunt et abscondent; ipsi calcaneum meum observabunt. Eglino si uniscono e si nascondono per opprimermi; e perciò stanno ad osservare il mio calcagno, cioè i miei passi.

Sicut substinuerunt animam meam; pro nihilo salvos facies illos; in ira populos confringes. Siccome hanno essi aspettato l'occasione per togliermi la vita; così voi, mio Dio, in niun conto li salverete; come spiega s. Girolamo, contro s. Agostino, il quale spiega le parole pro nihilo salvos facies illos, per pura grazia e senza loro merito li salverete; ma la spiegazione di s. Girolamo più connette colle parole del verso che seguita: in ira populos confringes, voi secondo il vostro giusto sdegno manderete in pezzi questa turba de' miei nemici.

Deus, vitam meam annuntiavi tibi, posuisti lacrymas meas in conspectu tuo. Mio Dio, io vi rappresento tutte le afflizioni della mia vita; spero che avrete sempre davanti gli occhi le mie lagrime.

Sicut et in promissione tua, tunc convertentur inimici mei retrorsum. Siccome voi avete promesso, spero che i miei nemici confusi se ne torneranno indietro, vedendo svaniti i lor disegni.

In quacumque die invocavero te, ecce cognovi quoniam Deus meus es. Io non lascerò d'invocarvi ogni giorno; poiché ho ben conosciuto che voi siete il mio Dio, giacché ogni volta ch'io vi ho invocato mi avete soccorso.

In Deo laudabo verbum, in Domino laudabo sermonem; in Deo speravi, non timebo quid faciat mihi homo. Io loderò sempre nel mio Dio e Signore la fedeltà delle sue promesse; e perciò, confidando in Dio, non temerò che l'uomo mi faccia alcun danno.

In me sunt, Deus, vota tua, quae reddam, laudationes tibi. Mio Dio, in me (cioè nella mia memoria) vi sono sempre le mie promesse, vota tua, cioè le promesse fatte a voi da me, come spiega Bellarmino con s. Girolamo; onde non mai lascerò di rendervi le lodi e i ringraziamenti che si contengono in dette mie promesse.

Quoniam eripuisti animam meam de morte et pedes meos de lapso; ut placeam coram Deo in lumine viventium. Poiché voi avete liberata l'anima mia dalla morte ed i miei piedi dal precipizio; acciocché io vi compiaccia mediante il lume della grazia, per cui vivono a voi fedeli i vostri servi.

Salmo 4. (56. del salterio.)

In questo salmo espone il salmista la sua confidenza nella protezione di Dio, di cui celebra le lodi.

Miserere mei, Deus, miserere mei; quoniam in te confidit anima mea. Abbiate pietà di me, mio Dio, abbiate pietà di me; mentre l'anima mia solo in voi confida.

Et in umbra alarum tuarum sperabo, donec transeat iniquitas. Posto sotto l'ombra delle vostre ali, non lascerò


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mai di sperare finché non vedrò cessata l'iniqua persecuzione che patisco.
Clamabo ad Deum altissimum; Deum qui benefecit mihi. Né cesserò di gridare all'Altissimo, a quel Dio che sempre mi ha fatto bene.

Misit de coelo et liberavit me; dedit in opprobrium conculcantes me. Egli dal cielo mi ha mandato il soccorso, ed ha posti in obbrobrio coloro che han cercato di opprimermi.

Misit Deus misericordiam suam et veritatem suam, et eripuit animam meam de medio catulorum leonum; dormivi conturbatus. Iddio ha mandato dal cielo la sua misericordia, a me già promessa, e mi ha salvata la vita da mezzo a' miei nemici, che quai leoncini cercavano uccidermi; tuttavia io non posso ancora dormire in pace senza esser turbato da' timori.

Filii hominum, dentes eorum arma et sagittae; et lingua eorum gladius acutus. Temo sempre di questa iniqua gente, che ha i denti a guisa di armi e di saette per lacerarmi colle detrazioni e calunnie; secondo dinota la frase ebrea presso del Bellarmino.

Exaltare super coelos, Deus, et in omnem terram gloria tua. Esaltate, mio Dio, la vostra potenza sopra de' cieli e la vostra gloria in tutta la terra, con liberarmi da' miei nemici.

Laqueum paraverunt pedibus meis; et incurvaverunt animam meam. Essi han preparati i lacci a' miei piedi; e mi fanno incurvare sotto il peso de' mali con cui mi opprimono.

Foderunt ante faciem meam foveam, et inciderunt in eam. Hanno scavata una fossa davanti gli occhi miei per farmi ivi cadere; ma gl'infelici sono essi in quella caduti.

Paratum cor meum, Deus, paratum cor meum; cantabo et psalmum dicam. Mio Dio, il mio cuore è apparecchiato, sta pronto a soffrire quanto voi di me disponete; onde in tutto quel che mi avverrà io sempre loderò e canterò le vostre glorie.

Exurge, gloria mea, exurge, psalterium et cithara; exurgam diluculo. Sorgi, anima mia, e gloriati nel Signore; e tu, arpa mia e mia cetera, sorgi a lodare il Signore, ch'io sempre loderò sin dal principio del giorno.

Confitebor tibi in populis, Domine; et psalmum dicam tibi in gentibus. Vi loderò sempre, mio Signore, tra' popoli; e canterò fra tutte le genti le vostre lodi.

Quoniam magnificata est usque ad coelos misericordia tua; et usque ad nubes veritas tua. Dirò che tutto dalla terra sino a' cieli è pieno della vostra misericordia e della vostra fedeltà.

Exaltare super coelos, Deus; et super omnem terram gloria tua. Siate dunque, mio Dio, sublimato sopra i cieli; e la vostra gloria sia esaltata sopra tutta la terra.

Salmo 5. (57. del salterio.)

Il profeta descrive in questo salmo i perversi costumi degli empj e 'l castigo con cui suole Iddio punirli.

Si vero utique iustitiam loquimini, recta iudicate, filii hominum. O uomini, se voi parlate in lode della giustizia, procurate secondo quella di giudicare.

Etenim in corde iniquitates operamini; in terra iniustitias manus vestrae concinnant. Ma voi determinate nel vostro cuore opere inique, che poi le vostre mani ingiustamente si accingono ad eseguire in terra.


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Alienati sunt peccatores a vulva, erraverunt ab utero; locuti sunt falsa. Eglino fin dal seno materno si sono alienati dalla giustizia e si sono impiegati a dir cose false e ad ingannare il prossimo.

Furor illis secundum similitudinem serpentis; sicut aspidis surdae et obturantis aures suas.

Quae non exaudiet vocem incantantium; et venefici incantantis sapienter. Il lor furore contro i giusti è simile a quello del serpente e dell'aspide sordo, che si ottura le orecchie per non sentire la voce degl'incantatori che saggiamente cercano d'incantarlo per suo bene.

Deus conteret dentes eorum in ore ipsorum; molas leonum confringet Dominus. Ma Dio ridurrà in polvere i loro denti nella loro bocca prima di mordere gli altri, e frangerà le mole di questi feroci leoni.

Ad nihilum devenient, tamquam aqua decurrens; intendit arcum suum donec infirmentur. Diventeranno come un torrente che passa e subito si secca: viene a dire che presto svaniranno i loro disegni; poiché il Signore tenderà il suo arco e non cesserà di saettarli finché non restino abbattuti.

Sicut cera quae fluit, auferentur; supercecidit ignis, et non viderunt solem. Saran distrutti essi, come si strugge la cera al fuoco; cadrà il fuoco della divina vendetta sovra di loro, e non vedranno più il sole, cioè il giorno.

Priusquam intelligerent spinae vestrae rhamnum; sicut viventes, sic in ira absorbet eos. Volta s. Girolamo: antequam spinae vestrae crescant in rhamnum; onde si spiega: prima che le vostre spine diventino pungenti come quelle del rovo, cioè prima che giungiate ad eseguire il danno che meditate fare; sicut viventes etc., l'ira divina vi assorbirà quasi vivi in castigo.

Laetabitur iustus cum viderit vindictam; manus suas lavabit in sanguine peccatoris. Si rallegrerà il giusto nel vedere la giustizia della divina vendetta e si laverà le mani nel sangue del peccatore; cioè (come spiega s. Agostino) vedendo il sangue o sia la morte del peccatore, si conserverà puro ed innocente.

Et dicet homo: Si utique est fructus iusto; utique est Deus iudicans eos in terra. Ed allora ogni uomo, in vedere il frutto, cioè in vedere il profitto che caverà il giusto dal castigo del peccatore, conoscerà che nel mondo vi è Dio, che sa giudicare sovra la terra e punire gli empj come meritano.

Salmo 6. (58. del salterio.)

Davide, vedendosi assediato da' soldati di Saulle, implora l'aiuto divino e predice la distruzione de' nemici. Questo salmo ben si applica a Gesù Cristo perseguitato da' giudei.

Eripe me de inimicis meis, Deus meus; et ab insurgentibus in me libera me. Mio Dio, salvatemi da' miei nemici e liberatemi da coloro che si affrettano per assalirmi.

Eripe me de operantibus iniquitatem; et de viris sanguinum salva me. Salvatemi dalle mani di questi iniqui e crudeli che han sete del mio sangue.

Quia ecce coeperunt animam meam; irruerunt in me fortes. Ecco che la mia vita sta nelle lor mani, poiché essi son più forti di me; e già si sono contra di me avventati.

Neque iniquitas mea neque peccatum meum, Domine; sine iniquitate cucurri et direxi. Signore, voi già sapete


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che in me non v'è iniquitàcolpa che possano rimproverarmi; mentre io ho camminato sempre e diretti i miei passi liberi da ogni peccato.

Exurge in occursum meum et vide; et tu, Domine, Deus virtutum, Deus Israel. Signore, voi già vedete il pericolo in cui mi trovo; sorgete in mio soccorso, o Dio potente, o Dio d'Israello.

Intende ad visitandas omnes gentes; non miserearis omnibus qui operantur iniquitatem. Applicatevi ad esaminare tutte le genti e non usate pietà a tutti coloro che non voglion cessare di essere iniqui.

Convertentur ad vesperam et famem patientur ut canes; et circuibunt civitatem. Altri spiegano così: Essi giungeranno tardi nella sera, ma, come cani, patiranno gran fame, cioè desiderio di essere giusti per trovar pace; circonderanno la città di Dio, ma non troveranno misericordia. Ma altri spiegano meglio: Andranno e torneranno indietro dalla mattina alla sera; circonderanno anche la città, cercando come cani di contentar la loro fame e di opprimere i giusti: ma resteranno delusi.

Ecce loquentur in ore suo et gladius in labiis eorum; quoniam quis audit? Ecco che di altro non parleranno le loro bocche che di insidiare ed uccidere, dicendo: E chi ci sente?

Et tu, Domine, deridebis eos; ad nihilum deduces omnes gentes. Ma voi, Signore, li farete restar burlati e distruggerete tutte queste genti inique.

Fortitudinem meam ad te custodiam, quia Deus susceptor meus es; Deus meus, misericordia eius praeveniet me. Io per mezzo del vostro aiuto custodirò la mia fortezza; poiché voi siete il mio protettore, mio Dio; e spero che la vostra misericordia sempre mi preverrà.

Deus ostendet mihi super inimicos meos; ne occidas eos, ne quando obliviscantur populi mei. Egli mi farà conoscere la vendetta che prenderà de' miei nemici: io vi prego, mio Dio, puniteli, ma non li distruggete; acciocché i miei sudditi, avendo davanti gli occhi il loro castigo, non si dimentichino della vostra giustizia.

Disperge illos in virtute tua; et depone eos, protector meus, Domine. Dissipateli colla vostra potenza; et depone eos, e giacché siete il mio protettore, deponeteli, cioè metteteli in tale stato che non possano alzare la testa a danneggiarmi.

Delictum oris eorum, sermonem labiorum ipsorum; et comprehendantur in superbia sua. Questo sia il castigo delle loro bocche malediche e de' loro maligni discorsi; restino presi e confusi nella stessa loro superbia.

Et de execratione et mendacio annuntiabuntur in consummatione; in ira consummationis et non erunt. Miseri! nel giorno dell'ira divina compariranno consumati dalle loro bestemmie ed inganni, per cui resteranno perduti.

Et scient quia Deus dominabitur Iacob et finium terrae. Allora sapranno che vi è un Dio, quando egli eserciterà l'imperio che ha sovra il popolo di Giacobbe e sovra tutti i confini della terra.

Convertentur ad vesperam et famem patientur, ut canes; et circuibunt civitatem. Intanto eglino seguitano dalla mattina alla sera ad insidiare i giusti per divorarli con fame di cani e circondano la città affinché non fuggano dalle loro mani.

Ipsi dispergentur ad manducandum;


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si vero non fuerint saturati, et murmurabunt. Essi, per divorarli, si disperdono in più parti, e se non giungono a saziarsi del loro sangue, non cessano almeno di toglier loro la fama.

Ego autem cantabo fortitudinem tuam; et exaltabo mane misericordiam tuam. Io all'incontro, Signore, loderò sempre la vostra potenza; e dal mattino alla sera esalterò la vostra misericordia.

Quia factus es susceptor meus; et refugium meum in die tribulationis meae. Giacché voi vi siete fatto il mio protettore e il mio rifugio in tempo di tribolazioni.

Adiutor meus, tibi psallam, quia Deus susceptor meus es; Deus meus misericordia mea. Voi, mio Dio, siete il mio sovvenitore e difensore in tutti i miei bisogni; onde sempre canterò le vostre lodi, chiamandovi mio Dio e mia misericordia.

Salmo 7. (59. del salterio.)

Davide dopo molte sue vittorie implora l'aiuto divino contra gl'idumei. Ben conviene questo salmo alla chiesa perseguitata e vittoriosa de' suoi nemici.

Deus, repulisti nos et destruxisti nos; iratus es et misertus es nobis. O grande Iddio, par che voi ci abbiate privati della vostra protezione, mentre avete permesso di vederci distrutti; ma, benché prima vi siate dimostrato contra di noi adirato, finalmente avete avuto di noi compassione.

Commovisti terram et conturbasti eam; sana contritiones eius, quia commota est. Avete scossa la terra e postala sossopra; ora tocca alla vostra misericordia di sanar le ruine fatte nel suo scuotimento.

Ostendisti populo tuo dura; potasti nos vino compunctionis. Avete dimostrato di castigarci duramente; ci avete fatto provare il vino amaro della compunzione, cioè del timore, come legge l'ebreo, tremoris; e tutto a fine di vederci santamente compunti.

Dedisti metuentibus te significationem, ut fugiant a facie arcus. Deste voi il segno a coloro che vi temono; acciocché si guardassero dalle saette dell'ira vostra a vista dell'arco già teso.

Ut liberentur dilecti tui; salvum fac dextera tua et exaudi me. L'avete fatto affin di salvare coloro che amate; esauditemi dunque, e la vostra mano mi salvi.

Deus locutus est in sancto suo; laetabor et partibor Sichimam, et convallem tabernaculorum metibor. Iddio ha dichiarato dal suo santuario che un giorno io sarò lieto in dividere a mio piacere Sichem (cioè la Samaria) ed in misurare i campi della convalle de' tabernacoli di del Giordano, per distribuirli a mio arbitrio.

Meus est Galaad et meus est Manasses; et Ephraim fortitudo capitis mei. Ecco già vedo mio (cioè sotto la mia potestà) Galaad, Manasse ed Efraim, che sono la fortezza del mio capo. Sotto questi nomi s'intendono le province delle tribù d'Israele, le quali dicea Davide esser la fortezza del suo capo, cioè della sua corona.

Iuda rex meus; Moab olla spei meae. Nella tribù di Giuda è stabilito il mio regno; poiché Dio ha destinato che da questa tribù fossero eletti i re. Moab è la pignatta della speranza mia: si spiega così: La provincia di Moab, ch'è abbondante a guisa di una pignatta piena di carni, è la mia speranza; cioè io spero colle spoglie de' Moabiti di saziare il popolo mio.

In Idumaeam extendam calceamentum meum; mihi alienigenae subditi


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sunt. Stenderò il piede nell'Idumea; e vedrò fatti miei sudditi i popoli stranieri di quella.

Quis deducet me in civitatem munitam? quis deducet me usque in Idumaeam? Chi mi condurrà e mi farà padrone dell'Idumea? la cui città, ch'è il centro di quel regno, è molto forte.

Nonne tu, Deus, qui repulisti nos? et non egredieris, Deus, in virtutibus nostris? Non sarete voi, mio Dio, che prima dimostrate di abbandonarci? e non uscirete voi stesso alla testa delle nostre truppe per renderci vittoriosi?

Da nobis auxilium de tribulatione; quia vana salus hominis. Signore, dateci il vostro aiuto per liberarci dalla tribolazione; poiché invano possiamo sperar la salute ne' soccorsi umani, se voi non ci soccorrerete.

In Deo faciemus virtutem; et ipse ad nihilum deducet tribulantes nos. Colla speranza in Dio otterremo la vittoria; mentr'egli distruggerà i nemici che ci tribolano.

Salmo 8. (60. del salterio.)

Il salmo è una preghiera di soccorso unita alla confidenza del divino aiuto. S. Girolamo e s. Ilario dicono essere un'orazione per tutti i tribolati in tempo della loro afflizione.

Exaudi, Deus, deprecationem meam; intende orationi meae. Esaudite, o mio Dio, la mia supplica; e porgete benigno orecchio alla mia domanda.

A finibus terrae ad te clamavi; dum anxiaretur cor meum, in petra exaltasti me. Dal più basso della terra, Signore, ho gridato a voi; e quando il mio cuore stava angustiato da' timori, mi alzaste sovra una pietra, cioè mi sollevaste come su di una rupe, in cui mi vidi sicuro da' miei nemici.

Deduxisti me, quia factus spes mea; turris fortitudinis a facie inimici. Voi mi avete condotto per via sicura, mentre vi siete fatto la mia speranza; e mi siete divenuto come una torre forte a vista de' miei nemici.

Inhabitabo in tabernaculo tuo in saecula, protegar in velamento alarum tuarum. In questo luogo, da voi a me dato, io sempre dimorerò sicuro; mentre ivi sarò protetto dall'ombra delle vostre ali.

Quoniam tu, Deus meus, exaudisti orationem meam; dedisti haereditatem timentibus nomen tuum. Poiché voi, mio Dio, avete esaudita la mia preghiera; né mai avete negata l'eredità a coloro che temono il vostro nome.

Dies super dies regis adiicies; annos eius usque in diem generationis et generationis. Voi aggiungerete al re giorni sovra giorni, anzi farete che il suo regno si stenda da generazione in generazione.

Permanet in aeternum in conspectu Dei; misericordiam et veritatem eius quis requiret? Egli non lascerà mai di tenersi alla presenza del suo Dio; e chi mai potrà veder mancare la di lui bontà e fedeltà?

Sic psalmum dicam nomini tuo in saeculum saeculi; ut reddam vota mea de die in diem. E con ciò io loderò sempre il vostro nome, affinché vi renda le grazie in tutti i giorni di mia vita.

Salmo 9. (61. del salterio.)

Davide esorta se stesso e i suoi seguaci a confidar nel Signore contra i persecutori, ed alla pazienza nelle cose avverse.

Nonne Deo subiecta erit anima mea? ab ipso enim salutare meum. E perché non sarà sempre l'anima mia soggetta a Dio, poiché da lui solo dipende la mia salute?


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Nam et ipse Deus meus et salutaris meus; susceptor meus, non movebor amplius. Egli è il mio Dio e il mio salvatore: egli il mio protettore; chi potrà smuovermi ed abbattermi?

Quousque irruitis in hominem? interficitis universi vos, tamquam parieti inclinato et maceriae depulsae. E sino a quando vi slancerete contra l'uomo? (intende se stesso): voi tutti mi uccidete, almen coll'animo di volermi uccidere, mi stimate come un muro pendente o una maceria facile a cadere.

Verumtamen pretium meum cogitaverunt repellere; cucurri in siti; ore suo benedicebant et corde suo maledicebant. Essi han macchinato di togliermi l'onore, ch'è a me così prezioso (così spiegano s. Ambrogio, san Basilio e s. Agostino pretium meum); cucurri in siti, per lo quale onore io ho faticato e sudato. Ma monsig. Bossuet spiega: Son fuggito come cervo sitibondo inseguito da' cacciatori; essi mi lodavano colla bocca e mi maledicevano col cuore.

Verumtamen Deo subiecta est anima mea; quoniam ab ipso patientia mea. Ma tu, anima mia, sottomettiti a Dio, perché da lui riceverai la pazienza per soffrir tutto.

Quia ipse Deus meus et salvator meus, adiutor meus, non emigrabo. Poiché egli è il mio Dio e il mio salvatore; epperciò io non partirò dal mio regno. Legge s. Girolamo non movebor, non sarò discacciato, o sia non cadrò dal mio stato.

In Deo salutare meum et gloria mea Deus auxilii mei; et spes mea in Deo est. Io nel mio Dio ripongo la mia salute e la gloria mia; Iddio è il mio aiuto, ed in Dio sta la mia speranza.

Sperate in eo omnis congregatio populi; effundite coram illo corda vestra; Deus adiutor noster in aeternum. O voi tutti che vi siete congregati a seguirmi, confidate in esso, in esso slargate i vostri cuori; poiché Dio è quegli che sempre ci soccorrerà.

Verumtamen vani filii hominum, mendaces filii hominum in stateris; ut decipiant ipsi de vanitate in idipsum. Gli uomini in verità son pieni di vanità e bugiardi nel pesare le cose; essi ingannansi scambievolmente: ciò significa la parola in idipsum, cioè simul homines, come volta s. Girolamo.

Nolite sperare in iniquitate et rapinas nolite concupiscere; divitiae si affluant, nolite cor apponere. Non vogliate metter confidenza nell'iniquitàdesiderate di arricchirvi colle rapine; e quando vi abbondassero giustamente le ricchezze, non vogliate attaccarvi il cuore.

Semel locutus est Deus, duo haec audivi; quia potestas Dei est, et tibi, Domine, misericordia; quia tu reddes unicuique iuxta opera sua. Ci ha fatto sapere già Dio, come ho inteso, due cose: ch'egli ha potenza per castigare gli empj ed ha misericordia per consolare i buoni; così voi, Signore, rendete a ciascuno quel che si merita secondo le sue opere.

Salmo 10. (65. del salterio.)

Davide cerca soccorso a Dio contra le calunnie de' persecutori e spera che i loro disegni tornino in lor ruina ed in bene de' giusti. Nel senso mistico il salmo s'intende della passione di Gesù Cristo.

Exaudi, Deus, orationem meam cum deprecor; a timore inimici eripe animam meam. Mio Dio, esaudite la mia dimanda quando vi prego; liberatemi dal timore che mi recano i miei nemici.

Protexisti me a conventu malignantium;


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a multitudine operantium iniquitatem. Voi mi avete protetto dalla congiura de' maligni e dalla turba degl'iniqui.

Quia exacuerunt ut gladium linguas suas; intenderunt arcum rem amaram, ut sagittent in occultis immaculatum. Essi hanno aguzzate le loro lingue come tante spade; hanno teso l'arco, rem amaram, cioè amare insidie, per saettare di nascosto l'innocente.

Subito sagittabunt eum et non timebunt; firmaverunt sibi sermonem nequam. All'improvviso essi lo saetteranno senza timore; giacché si son fissati nel disegno di perderlo.

Narraverunt, ut absconderem laqueos; dixerunt: Quis videbit eos? Han concertato fra di loro di nascondere i lacci, cioè le loro insidie; dicendo: Chi le potrà conoscere?

Scrutati sunt iniquitates; defecerunt scrutantes scrutinio. Sono andati studiando il tempo di nuocere (iniquitates, spiega Bousset dies nocendi); ma in tale studio son venuti meno ne' mezzi ritrovati nel loro scrutinio. Ciò si spiega de' testimonj addotti contra Gesù Cristo.

Accedet homo ad cor altum: et exaltabitur Deus. Monsig. Bossuet saggiamente spiega così: quando il maligno non può riprendere il giusto circa le azioni, si studia d'interpretar sinistramente i suoi pensieri occulti del cuore (ciò s'intende dell'alto del cuore); ma Dio che difende gl'innocenti, resterà esaltato nel punire gli empj.

Sagittae parvulorum factae sunt plagae eorum; et infirmatae sunt contra eos linguae eorum. Siccome le saette scoccate da' fanciulli danno leggiere piaghe, così deboli verranno le loro trame e calunnie; e perciò le saette vibrate dalle loro lingue si son fatte inferme e deboli a rispetto de' calunniati e son ricadute contra di essi; volta s. Girolamo: Et corruent in semetipsos linguis suis.

Conturbati sunt omnes qui videbant eos; et timuit omnis homo. Coloro che han veduto il lor castigo son rimasti sorpresi; e quindi ognuno temerà di seguirli.

Et annuntiaverunt opera Dei; et facta eius intellexerunt. In ciò tutti han riconosciuta la mano di Dio e l'han pubblicata.

Laetabitur iustus in Domino et sperabit in eo, et laudabuntur omnes recti corde. Il giusto si rallegrerà nel Signore ed in lui porrà la sua confidenza, e così tutti i retti di cuore saran lodati e benedetti.

Salmo 11. (65. del salterio.)

Questo salmo è un ringraziamento del popolo a Dio per la sua liberazione da' nemici. Si applica ai gentili liberati dalla potestà de' demonj.

Iubilate Deo omnis terra, psalmum dicite nomini eius; date gloriam laudi eius. Genti tutte della terra, giubilate in Dio, lodate il suo nome coi cantici, dategli la gloria che si merita.

Dicite Deo: Quam terribilia sunt opera tua, Domine! in multitudine virtutis tuae mentientur tibi inimici tui. Dite a Dio: Signore, quanto sono terribili le vostre opere! Al vedere la grandezza della vostra potenza verranno anche i nemici a sottoporsi alla vostra ubbidienza, ma fintamente; ciò dinota la parola mentientur.

Omnis terra adoret te et psallat tibi; psalmum dicat nomini tuo. Tutta la terra vi adori e canti in lode del vostro nome.

Venite et videte opera Dei, terribilis in consiliis super filios hominum.


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Venite dunque, o popoli, e vedete le opere di Dio; egli è terribile ne' giudizj sovra i figliuoli degli uomini.

Qui convertit mare in aridam; in flumine pertransibunt pede; ibi laetabimur in ipso. Egli muta le onde del mare in piana terra, sì che fa passare i fiumi a piede asciutto, come fece nel Giordano nell'uscita dall'Egitto; nel che sempre ci rallegreremo in esso.

Qui dominatur in virtute sua in aeternum, oculi eius super gentes respiciunt; qui exasperant non exaltentur in semetipsis. Egli domina sempre sull'universo colla sua potenza; i suoi occhi ben guardano tutte le nazioni, acciocché gli empj che l'offendono non s'insuperbiscano in se stessi.

Benedicite gentes Deum nostrum; et auditam facite vocem laudis eius. Benedite, o genti, il nostro Dio, e fate udire le voci delle lodi che gli date.

Qui posuit animam meam ad vitam; et non dedit in commotionem pedes meos. Egli ha posta l'anima mia ad vitam, cioè ad vivendum: viene a dire: egli mi ha conservata la vita e non ha permesso che i miei piedi inciampassero e che io cadessi in qualche precipizio.

Quoniam probasti nos Deus; igne nos examinasti, sicut examinatur argentum. Poiché voi ci avete provato colle tribolazioni, come si prova l'argento col fuoco.

Induxisti nos in laqueum; posuisti tribulationes in dorso nostro; imposuisti homines super capita nostra. Voi avete permesso che restassimo presi ne' lacci de' nemici; ci avete caricate le spalle di afflizioni e ci avete sottoposti ad uomini crudeli.

Transivimus per ignem et aquam; et eduxisti nos in refrigerium. Siamo passati per fuoco e per acqua; ma poi ci avete condotti in luogo di refrigerio.

Introibo in domum tuam in holocaustis; reddam tibi vota mea, quae distinxerunt labia mea. Io entrerò nel vostro tempio coi sacrificj; ed ivi, rendendovi le dovute grazie, adempirò i miei voti, proferiti da me colle mie labbra.

Et locutum est os meum in tribulatione mea.

Holocausta medullata offeram tibi cum incenso arietum; offeram tibi boves cum hircis. Io ho detto nella mia tribolazione: Signore, io vi offerirò vittime pingui e medullate, cioè non solo di opere esterne, ma di affetti intimi del cuore: cum incenso arietum, cioè cogli arieti odorosi d'incenso vi offerirò anche buoi ed irci.

Venite, audite, et narrabo, omnes qui timetis Deum, quanta fecit animae meae. Venite, voi tutti che temete Iddio, venite ed ascoltate le tante grazie ch'egli ha fatte all'anima mia.

Ad ipsum ore meo clamavi; et exaltavi sub lingua mea. Io ho gridato a lui colla mia voce; e l'ho lodato colla mia lingua.

Iniquitatem si aspexi in corde meo, non exaudiet Dominus. Se io avessi guardata con affetto qualche iniquità nel mio cuore, il Signore non mi avrebbe esaudito.

Propterea exaudivit Deus, et attendit voci deprecationis meae. Ma perché da ciò fui lontano, perciò Iddio mi ha esaudito ed ha benignamente ascoltata la mia preghiera.

Benedictus Deus qui non amovit orationem meam et misericordiam suam a me. Sia sempre Iddio benedetto,


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che non ha permesso ch'io trascurassi di pregarlo; mentre col pregarlo egli non ha rimossa da me la sua misericordia. Quindi scrisse s. Agostino quella sua aurea sentenza: Cum videris a te non amotam deprecationem tuam, securus esto quod non est a te amota misericordia eius.

Salmo 12. (67. del salterio.)

In questo salmo si rappresenta in figura Gesù Cristo, che avendo superata la morte ascese con gloria al cielo. Si adombra anche la santità della chiesa e l'assistenza promessale da Dio che la stabilì con fermezza e la fe' gloriosa di tante vittorie. Il profeta intanto narra varj prodigj del vecchio testamento i quali furono figura di quelli che avvennero poi nel nuovo. Il salmo è molto oscuro.

Exurgat Deus, et dissipentur inimici eius; et fugiant qui oderunt eum a facie eius. Sorga Iddio e sieno dissipati i suoi nemici; fuggano dalla sua presenza quelli che l'odiano.

Sicut deficit fumus, deficiant; sicut fluit cera a facie ignis, sic pereant peccatores a facie Dei. Siccome il fumo si disperde nell'aria, così restino essi dispersi; e siccome la cera si scioglie vicina al fuoco, così periscano gli empj alla divina presenza.

Et iusti epulentur et exultent in conspectu Dei; et delectentur in laetitia. Ma all'incontro si ricreino i giusti ed esultino a vista di Dio; e si compiacciano con allegrezza della loro vittoria.

Cantate Deo, psalmum dicite nomini eius; iter facite ei qui ascendit super occasum, Dominus nomen illi. Cantate, o fedeli, in onore di Dio e lodate il suo nome con inni e cantici: iter facite ei, fate la via a colui che ascende sopra l'occaso, cioè sopra le tenebre nel sepolcro; poiché il suo nome è di Signore; onde il tutto è sotto il suo dominio.

Exultate in conspectu eius; turbabuntur a facie eius, patris orphanorum et iudicis viduarum. Esultate di allegrezza alla sua presenza: quando egli giudicherà il mondo, i peccatori tremeranno per lo spavento; ma voi starete allegramente, mentr'egli è il padre degli orfani e il giudice che difende le vedove: viene a dire che egli nel giudizio consolerà tutti coloro che sono stati tribolati in questa terra.

Deus in loco sancto suo; Deus qui inhabitare facit unius moris in domo. Iddio siete nel suo santuario del cielo; ed in quella sua casa fa abitare i suoi servi, unius moris, di uno costume, cioè in unità di virtù e di sentimenti.

Qui educit vinctos in fortitudine; similiter eos qui exasperant, qui habitant in sepulcris. Quegli che colla sua potenza libera gl'incatenati dalle lor passioni; e similmente coloro che l'hanno amareggiato colle colpe ed hanno abitato nel sepolcro della morte, cioè nello stato della divina disgrazia.

Deus, cum egredereris in conspectu populi tui, cum pertransires in deserto. O gran Dio, siccome voi usciste a vista del vostro popolo liberato dall'Egitto e gli andaste innanzi nel deserto colla nuvola di luce.

Terra mota est, etenim coeli distillaverunt a facie Dei Sinai; a facie Dei Israel. Allora tutta la terra si commosse, poiché i cieli distillaron la manna alla presenza del Dio del Sinai e d'Israello.

Pluviam voluntariam segregabis, Deus, haereditati tuae, et infirmata est; tu vero perfecisti eam. Così parimente di buona voglia apparecchiate una pioggia di grazia alla vostra eredità (cioè alla vostra nuova chiesa); ché, per quanto ella sia inferma, voi ben sapete guarirla e renderla perfetta.


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Animalia tua habitabunt in ea; parasti in dulcedine tua pauperi, Deus. In essa abiterà il vostro gregge, al quale, essendo egli per sé tutto povero, voi, o sommo Dio, avete per vostra benignità preparati abbondanti pascoli.

Dominus dabit verbum evangelizantibus virtute multa. Il Signore somministrerà le parole a coloro che annunzieranno la nuova legge, con dar loro un gran vigore per convertire le nazioni intiere.

Rex virtutum dilecti dilecti; et speciei domus dividere spolia. Rex virtutum dilecti dilecti, legge il testo ebreo: Reges exercituum confoederabuntur. I più potenti re della terra diverranno sudditi del dilettissimo (ciò dinota la frase ebrea dilecti dilecti), cioè del Redentore, che sarà da essi molto amato: et speciei domus dividere spolia, egli per render bella la sua casa, ch'è la chiesa, le darà la potestà di dividere le spoglie di questi re convertiti per mezzo degli evangelisti, cioè degli apostoli, che si divisero i regni di tutta la terra per indurli ad abbracciar la fede.

Si dormiatis inter medios cleros, pennae columbae deargentatae; et posteriora dorsi eius in pallore auri. Questo verso è oscurissimo, come scrive il Bellarmino; onde bisogna spiegarlo a parte a parte: Si dormiatis, se voi che pubblicate la divina parola dormite, cioè riposate, inter medios cleros (clerus in greco significa sorte o sia eredità, s'intende in mezzo della chiesa); ma s. Girolamo, s. Agostino, Teodoreto ecc., spiegano la parola cleros per le scritture del vecchio e nuovo Testamento; onde spiegano: Se voi riposate in mezzo ai due Testamenti, pennae columbae deargentatae, la chiesa, cioè l'unione de' fedeli, sarà come una colomba colle sue penne inargentate colla purità della sapienza, et posteriora dorsi eius in pallore auri, ed indorate nel dorso col fervore della carità, che la rende tutta bella.

Dum discernit coelestis reges super eam, nive dealbabuntur in Selmon; mons Dei, mons pinguis. Mentre il re celeste, cioè Cristo, discernit reges, cioè divide i suoi predicatori fatti re per la potestà spirituale data loro sulle anime, super eam, sovra la chiesa dispersa ne' regni della terra; nive dealbabuntur, allora i popoli, liberati dalla nerezza delle colpe, diverranno bianchi più che la neve, in Selmon, del monte di Selmon.

Mons coagulatus, mons pinguis; ut quid suspicamini montes coagulatos? Monte pingue, monte coagulatos, cioè pinguissimo, poiché in esso il latte della divina grazia non iscorre, ma vi sta coagulato e fermo; ut quid suspicamini etc., perché sospettate, uomini, che vi siano altri monti coagulati, cioè altra chiesa pingue come questa?

Mons in quo beneplacitum est Deo habitare in eo; etenim Dominus habitabit in finem. Questo monte è quello in cui si è compiaciuto Iddio di abitare e vi abiterà in eterno.

Currus Dei decem millibus multiplex, millia laetantium; Dominus in eis in Sina in sancto. Il cocchio di Dio è condotto da molte migliaia di angeli con gran loro giubilo; così avvenne quando il Signore fu portato su questi spiriti celesti, discendendo nel santo monte del Sinai.

Ascendisti in altum, coepisti captivitatem, accepisti dona in hominibus. Questo passo è portato da s.


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Paolo1, ove si dice: Ascendes in altum captivam duxit captivitatem, dedit dona hominibus: e poi soggiunge2: Quod autem ascendit quid est, nisi quia et descendit primum in inferiores partes terrae? Onde il testo si spiega: voi, Salvatore, uscendo dal sepolcro, saliste nell'alto de' cieli e prendeste con voi coloro ch'erano cattivi in questa terra. Seguita il testo: Accepisti dona in hominibus, nel cielo riceveste dal vostro Padre i doni per dispensarli agli uomini; e perciò san Paolo spiega: Dedit dona hominibus.

Etenim non credentes inhabitare Dominum Deum. Poiché voi avete dati i vostri doni a coloro i quali prima non credeano che il Signore abita nel monte santo, cioè nella chiesa.

Benedictus Dominus die quotidie; prosperum iter faciet nobis Deus salutarium nostrorum. Sia benedetto il Signore in ogni giorno, renderà prospero il nostro cammino egli ch'è il Dio della nostra salute.

Deus noster, Deus salvos faciendi; et Domini Domini exitus mortis. Egli è il nostro Dio, di cui è proprio il salvarci; e dono suo è il liberarci dalla morte: Exitus mortis, cioè ereptio mortis, come traduce Menochio; o pure evasio mortis, come il Bellarmino.

Verumtamen Deus confringet capita inimicorum suorum, verticem capilli perambulantium in delictis suis. Ma Iddio poi fiaccherà le teste de' suoi nemici; verticem capilli, la sommità del capello, cioè farà abbassare la sommità de' crini, o sia la cresta, a coloro che camminano superbi nei loro peccati e non camminano nella divina legge.

Dixit Dominus: ex Basan convertam; convertam in profundum maris. Disse il Signore: ex Basan convertam (traduce il Mattei dall'ebreo reducam), io vi libererò dai Basaniti, o sia dal popolo di Basan; e gitterò questo popolo nel fondo del mare, come feci con Faraone.

Ut intingatur pes tuus in sanguine; lingua canum tuorum ex inimicis ab ipso. In modo che il tuo piede, o popolo mio, sarà tinto nel loro sangue; e sarà bagnata la lingua de' tuoi cani del medesimo sangue che uscirà da' tuoi nemici.

Viderunt ingressus tuos, Deus; ingressus Dei mei, regis mei, qui est in sancto. Videro allora, o Dio, i gloriosi vostri ingressi; ed i trionfi di voi, mio Dio e mio re, che ora state nel luogo santo, cioè nel cielo o nella chiesa, come spiegano Menochio e Bellarmino.

Praevenerunt principes coniuncti psallentibus in medio iuvencularum tympanistriarum. Precederono allora i principi (cioè i principali del popolo) uniti a coloro che cantavano i salmi ed alle giovanette che suonavano i loro timpani.

In ecclesiis benedicite Deo Domino; de fontibus Israel. Date lode al Signore Iddio nelle vostre chiese: de fontibus Israel, il caldeo legge, de semine Israel, e così anche leggono s. Ilario, Teodoreto, Eutimio, Vatablo e Tirino; date lodi a questo Signore d'Israele, cioè a Cristo, ch'è della stirpe d'Israele; Christo Domino ortum habenti ex Israel.

Ibi Beniamin adolescentulus, in mentis excessu. Vedeasi ivi, cioè in quel trionfo, la tribù del giovanetto Beniamino, che stava in mentis excessu, in un trasporto di gioia, come estatica e fuori di sé.


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Principes Iuda, duces eorum, principes Zabulon, principes Nephtali. Vi erano i principi della tribù di Giuda, ch'erano i loro duci, e quei di Zabulon e di Neftali. S. Ilario, s. Girolamo, Teodoreto e Bellarmino con altri ciò spiegano degli apostoli, che quasi tutti furono di alcuna di queste quattro tribù: s. Paolo fu della tribù di Beniamino; s. Giacomo, s. Giovanni e gli altri parenti di Cristo furono della tribù di Giuda; e la Galilea comprendeva quasi tutte quelle di Zabulon e di Neftali.

Manda, Deus, virtuti tuae; confirma hoc Deus, quod operatus es in nobis. Ordinate, o gran Dio, alla vostra potenza e confermate quel che altre volte operaste a nostro beneficio.

A templo tuo Ierusalem; tibi offerent reges munera. A templo tuo, il Mattei traduce post templum tuum, Bossuet propter templum tuum. Sicché si spiega: dopo che il vostro tempo sarà fabbricato in Gerusalemme, oppure per causa del vostro tempio che si erigerà in Gerusalemme i re vi offeriranno i loro doni.

Increpa feras arundinis, congregatio taurorum in vaccis populorum; ut excludant eos qui probati sunt argento. Spaventate i nostri nemici, che come bestie selvagge (dice il Bellarmino che per feras arundinis s'intendono gli animali silvestri che si nascondono fra i canneti), congregatio taurorum in vaccis populorum, e come una radunanza o sia turma di tori feroci, in vaccis (legge l'ebreo in vitulis), cioè insieme coi vitelli de' popoli, che sono i giovani dissoluti: ut excludant eos qui probati sunt argento, cercheranno di escludere dal tempio coloro che son provati, come si prova l'argento: così spiegano Bossuet, Menochio e Tirino.

Dissipa gentes quae bella volunt; venient legati ex Aegypto; Aethiopia praeveniet manus eius Deo. Dissipate, Signore, le genti che voglion le guerre; verranno dall'Egitto gli ambasciatori a chieder la pace; e l'Etiopia praeveniet manus eius Deo, l'ebreo legge Aethiopia currere faciet manus suas ad Deum, onde volta s. Girolamo: Aethiopia festinet dare manus Deo: e il p. Mariana interpreta: Scilicet iunget manus pacem petens, l'Etiopia verrà correndo colle mani giunte a cercar la pace.

Regna terrae, cantate Deo, psallite Domino. Regni della terra, cantate ad onore di Dio; date gloria al Signore, lodandolo co' salmi.

Psallite Deo qui ascendit super coelum coeli; ad orientem. Lodate Dio che sale sopra il più alto cielo (super coelum coeli, è idiotismo ebreo, che significa l'altissimo cielo): ad orientem, cioè verso l'oriente, o sia verso il monte Oliveto, che sta all'oriente della città di Gerusalemme; così Menochio e Tirino, con s. Ilario e s. Girolamo. Il senso dunque è questo: Date lode a Dio che ascende sovra il più alto de' cieli dal monte Oliveto.

Ecce dabit voci suae vocem virtutis, date gloriam Deo super Israel; magnificentia eius et virtus eius in nubibus. Ed ecco che darà alla sua parola una voce di virtù, cioè di potenza e di efficacia; date gloria Deo super Israel, cioè al Dio d'Israele; la sua grandezza e potenza si faran conoscere nelle nuvole, o vero ne' cieli, come legge l'ebreo, in coelis. Può anche intendersi, secondo altri, del giorno del giudizio, quando Gesù verrà in nubibus coeli; ed allora parlerà con tanta efficacia (dabit voci suae vocem


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virtutis) che darà un grande spavento colla sentenza che proferirà contra i reprobi: così s. Agostino e Teodoreto.

Mirabilis Deus in sanctis suis; Deus Israel ipse dabit virtutem et fortitudinem plebi suae; benedictus Deus. Iddio è ammirabile ne' suoi santi; il Dio d'Israele darà virtù e fortezza al suo popolo, che lo renderà vittorioso de' suoi nemici; sia dunque sempre benedetto questo grande Iddio.




1 Eph. 4. 8.



2 Ibid. 9.






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