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S. Alfonso Maria de Liguori
Traduzione de' Salmi e de' Cantici

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FERIA V. - ALLE LAUDI

Salmo Miserere mei, Deus, pag. 699.

Salmo 2. (89. del salterio.)

S. Girolamo applica questo salmo a Mosè che rappresenta a Dio la brevità e le miserie della vita umana e lo prega ad aver pietà del suo popolo. Altri non però l'applicano a' giudei cattivi in Babilonia che implorano il divino soccorso.

Domine, refugium factus es nobis; a generatione in generationem. Signore, voi siete stato in ogni tempo il nostro rifugio e tale sempre sarete.

Priusquam montes fierent aut formaretur terra et orbis; a saeculo et usque in saeculum tu es Deus. Prima che fossero fatti i monti e prima che la terra e il mondo fossero stati creati, voi sempre siete stato e sempre sarete quel Dio che siete.

Ne avertas hominem in humilitatem, et dixisti: Convertimini filii hominum. Altri spiegano così: Non permettete che gli uomini vi voltino le spalle per abbracciarsi colla viltà delle creature; giacché voi avete detto agli uomini: O mortali, convertitevi a me, ed io vi farò provare gli effetti della mia misericordia. Ma altri poi, seguendo il testo ebreo che dice: Convertis hominem in pulverem, et dices: Convertimini filii Adam, come sono il Bossuet, il Mattei, il Maldonato ed altri con s. Girolamo che volta Convertens hominem usque ad contritionem, et dicens: Revertimini filii Adam, spiegano così: Voi Signore, siete eterno, ma avete ordinato che gli uomini sieno ridotti un giorno tutti in polvere; della quale sono stati formati. Questa spiegazione è secondo il testo ebreo; ma la prima secondo la volgata pare più facile e piana.

Quoniam mille anni ante oculos tuos tamquam dies hesterna quae praeteriit. Poiché, quando anche noi


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vivessimo mille anni, che sono questi davanti agli occhi vostri, cioè a confronto della vostra eternità, se non come il giorno di jeri, ch'è già passato? Così spiegano comunemente gli eruditi, omnes fere, come attesta il Malvenda.

Et custodia in nocte, quae pro nihilo habentur, eorum anni erunt. Tutti essi mille anni sono così brevi, come una delle quattro vigilie che dividon la notte, le quali si reputano per un nulla; e così si stimano tutti gli anni loro a fronte dell'eternità.

Mane sicut herba transeat, mane floreat et transeat; vespere decidat, induret et arescat. L'ebreo e s. Girolamo: Mane floruit et abiit; ad vesperum conteretur atque siccabitur. La vita dell'uomo è come un germe di fieno che presto passa; nella mattina fiorisce e nella sera cade, s'inaridisce e secca.

Quia defecimus in ira tua; et in furore tuo turbati sumus. Così noi, avendo coi peccati provocato l'ira vostra, siam rimasti perduti ed afflitti per lo spavento del vostro sdegno: così il Bellarmino e più altri.

Posuisti iniquitates nostras in conspectu tuo; saeculum nostrum illuminatione vultus tui. Voi avete poste innanzi a' vostri occhi le nostre iniquità (ben riflette il Bellarmino, che quando Dio vuol castigare il peccatore, tiene gli occhi fissi alle di lui colpe; quando poi vuole usargli pietà avertit faciem, volta gli occhi per non mirarle; che perciò pregavalo Davide: Averte faciem tuam a peccatis meis1: così il Bellarmino con altri): saeculum nostrum in illuminatione vultus tui, siegue il primo senso; avete posti innanzi a' vostri occhi le nostre iniquità e tutto il corso della nostra vita nel lume del vostro volto, cioè nel chiaro conoscimento delle nostre colpe più occulte; il Lallemand, il Bellarmino ed altri.

Quoniam omnes dies nostri defecerunt; et in ira tua defecimus. Poiché i nostri giorni son venuti meno, cioè si sono abbreviati; e noi stessi manchiamo a causa dell'ira vostra per li peccati, co' quali vi abbiamo irritato; così Menochio e Bellarmino.

Anni nostri sicut aranea meditabuntur; dies annorum nostrorum in ipsis septuaginta anni. La vita nostra è come la tela del ragno che si sviscera per comporla, e quella ad ogni tocco resta distrutta. Ma avvertono il Bellarmino, il Mattei e Bossuet che nell'ebreo non vi sono le parole sicut aranea meditabuntur, ma sta, siccome volta s. Girolamo, quasi sermonem loquens; il che per altro significa lo stesso, dicendo che la nostra vita passa come passa una parola al punto che si proferisce. Annorum nostrorum in ipsis septuaginta anni; il numero de' nostri anni ordinariamente non sorpassa gli anni settanta.

Si autem in potentatibus, octoginta anni; et amplius eorum, labor et dolor. Che se in alcuni più robusti giunge l'età agli anni ottanta, dopo questo tempo la vita non è che infermità e dolore.

Quoniam supervenit mansuetudo et corripiemur. Poiché quando giungeremo a quell'età, vedendoci vicini alla morte, ci emenderemo delle superbie avute in vita; e questa spiegazione si accorda col testo ebreo, che dice: Quoniam tontio et evolabimus; e con s. Girolamo: Quoniam transibimus cito et avolabimus.

Quis novit potestatem irae tuae?


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et prae timore tuo iram tuam dinumerare? Chi mai ha compreso quanto sia grande, o Signore, la potenza dell'ira vostra? e chi può misurare la grandezza del vostro sdegno, ch'è maggiore di ciò che possiamo figurarci e che volgarmente si crede dagli altri?

Dexteram tuam sic notam fac; et eruditos corde in sapientia. Fateci conoscere la forza del vostro braccio e rendeteci istruiti appieno della vostra giustizia vendicatrice; e così noi fatti savj verremo a voi; come si legge nell'ebreo e in s. Girolamo: Sic ostende, et veniemus ad te corde sapienti.

Convertere, Domine; usquequo? et deprecabilis esto super servos tuos. Volgetevi verso di noi con volto benigno; sino a quando vi dimostrerete sdegnato? Lasciatevi raddolcire dalle preghiere de' vostri servi.

Repleti sumus mane misericordia tua; et exultavimus et delectati sumus omnibus diebus nostris. E così presto ci vedremo ripieni della vostra misericordia; esulteremo di gaudio e giubileremo in tutti i nostri giorni.

Laetati sumus pro diebus quibus nos humiliasti; annis quibus vidimus mala. Ci siamo rallegrati per i giorni lieti che ci avete concessi in compenso de' passati in cui ci avete umiliati e degli anni che abbiamo sofferti nella tribolazione.

Respice in servos tuos et in opera tua; et dirige filios eorum. Voltate gli occhi a' vostri servi, che son opera delle vostre mani; così Menochio e Tirino: e così anche guardate benignamente i loro figliuoli e dirigeteli per la via della salute.

Et sit splendor Domini Dei nostri super nos, et opera manuum nostrarum dirige super nos; et opus manuum nostrarum dirige. E risplenda sovra di noi la grazia del nostro Signore e Dio; sì, nostro Dio, dirigete in noi le nostre azioni e tutto ciò che facciamo.

Seguitano i salmi Deus, Deus meus etc. e Deus misereatur etc. Vedi pag. 651. e 652.

Cantico di Mosè (Exod. 15.).

Questo cantico fu fatto da Mosè affinché il popolo d'Israele lo cantasse in rendimento di grazie del miracoloso passaggio del mar rosso. Mosè in esso predice ancora l'acquisto della terra promessa colla vittoria de' nemici.

Cantemus Domino, gloriose enim magnificatus est; equum et ascensorem deiecit in mare. Cantiamo inni al Signore, mentre gloriosamente ci ha dimostrata la sua magnificenza col sommergere nel mare i cavalli ed i cavalieri de' nemici.

Fortitudo mea et laus mea Dominus; et factus est mihi in salutem. Il Signore è la nostra fortezza e l'oggetto delle nostre lodi; egli si è renduto il nostro Salvatore.

Iste Deus meus, et glorificabo eum; Deus patris mei et exaltabo eum. Questi è il mio Dio che sempre glorificherò; egli è il Dio del nostro padre Abramo, ed io pubblicherò sempre le sue glorie.

Dominus quasi vir pugnator, omnipotens nomen eius; currus Pharaonis et exercitum eius proiecit in mare. Il Signore è uscito a nostra difesa come un guerriero; il suo nome è l'Onnipotente: egli ha gittati nel mare i carri e l'esercito di Faraone.

Electi principes eius submersi sunt in mari rubro; abyssi operuerunt eos, descenderunt in profundum quasi lapis. I primi principi o sieno personaggi del regno sono stati sommersi


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nel mar rosso; gli abissi delle onde li hanno inghiottiti e sono piombati nel fondo come sassi.

Dextera tua, Domine, magnificata est in fortitudine; dextera tua, Domine, percussit inimicum; et in multitudine gloriae tuae deposuisti adversarios tuos. La vostra destra, Signore, ha dimostrata la sua fortezza; ella ha abbattuto il nemico, e con gran vostra gloria avete oppressi i vostri avversarj.

Misisti iram tuam, quae devoravit eos sicut stipulam; et in spiritu furoris tui congregatae sunt aquae. Avete mandato il fuoco dell'ira vostra, che li ha distrutti come paglia; al soffio del vostro sdegno si sono le acque congregate, cioè alzate, per dare il passaggio a' vostri servi.

Stetit unda fluens; congregatae sunt abyssi in medio mari. Si sono le acque congregate, cioè sospese in aria, nel mentre che scorreano, in mezzo al mare.

Dixit inimicus: Persequar et comprehendam; dividam spolia, implebitur anima mea. Avea detto il nemico: Io li inseguirò, li prenderò e dividerò le spoglie, e resteremo appieno soddisfatti.

Evaginabo gladium meum; interficiet eos manus mea. Caverò fuori la mia spada; e la stessa mia mano li truciderà.

Flavit spiritus tuus et operuit eos mare; submersi sunt quasi plumbum in aquis vehementibus. Ma soffiò il vento mandato da voi, o Signore; e il mare, riunendosi, li coprì; e restaron sommersi come tanti pezzi di piombo in quelle onde divoratrici.

Quis similis tui in fortibus, Domine? quis similis tui, magnificus in sanctitate, terribilis atque laudabilis, faciens mirabilia? E chi può trovarsi mai tra' potenti simile a voi, o Signore? chi sarà simile a voi che siete sì grande nella santità, terribile nella potenza e degno di tutte le lodi per la vostra bontà? e chi può operare gli ammirabili prodigj che voi fate?

Extendisti manum tuam, et devoravit eos terra; dux fuisti in misericordia tua populo quem redemisti. Avete stesa la vostra mano, ed i nemici sono spariti dalla faccia della terra; così Lallemand. Ma sembra meglio, come spiega il Rotigni: la terra li ingoiò, poiché, rigettati dal mare sul lido, furono divorati dalla sabbia che li coprì. Dux fuisti etc. Voi siete stato per la vostra misericordia il condottiere del vostro popolo, che avete liberato dalle mani de' nemici.

Et portasti eum in fortitudine tua; ad habitaculum sanctum tuum. E voi stesso l'avete condotto colla vostra potenza al santo vostro abitacolo. Qui Mosè parla dell'entrata alla terra promessa.

Ascenderunt populi et irati sunt; dolores obtinuerunt habitatores Philisthiim. I popoli di quella terra si sollevarono adirati contra il vostro popolo; i filistei han sofferto il dolore di vedersi scacciati dal paese ove abitavano.

Tunc conturbati sunt principes Edom; robustos Moab obtinuit tremor; obriguerunt omnes habitatores Chanaan. Allora i principi dell'Idumea si costernarono, i capi de moabiti furon presi dal timore, e tutti i cananei restarono intirizziti per lo spavento.

Irruat super eos formido et pavor; in magnitudine brachii tui. Li sorprenda da per tutto lo spavento


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e il terrore della potenza del vostro braccio.

Fiant immobiles quasi lapis, donec pertranseat populus tuus, Domine; donec pertranseat populus tuus iste, quem possedisti. Divengano immobili come pietre, finché passi il mare il vostro popolo, che voi avete conquistato e posseduto come vostro. Così spiega Lallemand, applicando questo verso al passaggio del popolo nel mar rosso: nondimeno il Rotigni l'applica all'entrata che fece il popolo nella terra promessa, poiché di questa terra parla già il verso seguente; ma ciò non ostante la prima spiegazione parmi più propria.

Introduces eos et plantabis in monte haereditatis tuae, firmissimo habitaculo tuo, quod operatus es, Domine. Voi introdurrete poi questo popolo vostro e lo stabilirete nel monte Sion, che vi avete eletto per vostra eredità e stabile abitazione, preparandolo per fissarvi il vostro tempio.

Sanctuarium tuum, Domine, quod firmaverunt manus tuae; Dominus regnabit in aeternum et ultra. Questo santuario, che voi, Signore, avete stabilito per farvi la vostra perpetua dimora, vi servirà per regnarvi in tutti i secoli ed oltre. Qui finisce il cantico; quel che seguita spetta al filo dell'istoria del passaggio pel mar rosso, che si riassume secondo sta nell'Esodo.

Ingressus est enim eques Pharao cum curribus et equitibus eius in mare; et reduxit super eos Dominus aquas maris. Entrò nel mare Faraone a cavallo co' suoi carri e cavalieri; e il Signore rivolse le acque sovra di essi.

Filii autem Israel ambulaverunt per siccam in medio eius. All'incontro gl'israeliti passarono felicemente per mezzo del mare, come avessero camminato per terra asciutta.

Seguita il salmo 5. Laudate Dominum de coelis, coi salmi 6. e 7. e col cantico Benedictus. V. pag. 653. e 654.




1 Ps. 50. 11.






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