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S. Alfonso Maria de Liguori
Traduzione de' Salmi e de' Cantici

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SABBATO - ALLE LAUDI

Salmo 1. Miserere mei, Deus etc. V. pag. 699.

Salmo 2. (91. del salterio.)

Davide qui esorta il popolo a lodar Dio per la protezione che ha de' giusti e per li castighi con cui procura di correggere i peccatori.

Bonum est confiteri Domino et psallere nomini tuo, Altissime. È giusto, Signore, dar gloria a voi, Dio altissimo, e cantare le glorie del vostro nome.

Ad annuntiandum mane misericordiam tuam, et veritatem tuam per noctem. È bene celebrar la mattina la vostra misericordia, e la notte lodare la vostra fedeltà nelle promesse.

In decachordo psalterio, cum cantico in cithara. Lodatelo cantando il cantico col suono del salterio di dieci corde e della cetera: così il Bellarmino ed altri: ma Menochio, Mariana e Sa vogliono che debba dividersi il decacordo dal salterio, con s. Girolamo, che anche li divide, dicendo in decachordo et in psalterio; e ciò più si accosta al testo ebreo in decachordo et nablo: onde giusta questa seconda spiegazione si traduce: Lodatelo cantando i carmi al suon del decacordo, del salterio e della cetera.

Quia delectasti me, Domine, in factura tua; et in operibus manuum tuarum exultabo. Poiché, Signore, mi fate provare un gran diletto ed esultare in vedere le opere delle vostre mani. Ben dice il Mattei che in factura tua è un sinonimo di in operibus manuum tuarum.

Quam magnificata sunt opera tua, Domine! nimis profundae factae sunt cogitationes tuae. Il caldeo legge: Quam magnifica etc. Quanto sono grandi, o Signore, queste opere vostre! troppo sono profondi, cioè occulti, i vostri pensieri o siano consigli, come spiegano Sa e Mariana; o pure le vostre provvidenze, come Menochio.

Vir insipiens non cognoscet; et stultus non intelliget haec. Ma l'uomo ignorante e stolto non conosce e non intende queste cose.

Cum exorti fuerint peccatores


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sicut foenum; et apparuerint omnes qui operantur iniquitatem.

Ut intereant in saeculum saeculi; tu autem altissimus in aeternum, Domine. I peccatori e tutti quelli che vivono iniquamente, appena che saranno usciti qual fieno dalla terra e saranno comparsi in questo mondo, periranno per sempre; ma voi, Signore, sarete sempre quell'altissimo che siete.

Quoniam ecce inimici tui, Domine, quoniam ecce inimici tui peribunt; et dispergentur omnes qui operantur iniquitatem. Ecco finalmente i vostri nemici rimarranno distrutti; e quei che fanno opere inique tutti saranno esterminati.

Et exaltabitur sicut unicornis cornu meum; et senectus mea in misericordia uberi. E la mia potenza o sia gloria, per vostra grazia, crescerà in alto, come cresce nel liocorno il suo unico corno, ch'è la sua gloria e fortezza; e la mia vecchiaia passerà favorita dalla vostra misericordia, abbondante di doni e conforti.

Et despexit oculus meus inimicos meos; et in insurgentibus in me malignantibus audiet auris mea. Vedranno gli occhi miei abbattuti i miei nemici, e così, in vece di temerli, li disprezzerò; e le mie orecchie volentieri udiranno il castigo de' maligni che tramavano la mia ruina.

Iustus ut palma florebit; sicut cedrus Libani multiplicabitur. Il giusto sempre fiorirà, cioè sarà florido come la palma, che non perde mai il suo verde; e crescerà in altezza come cedro del Libano.

Plantati in domo Domini; in atriis domus Dei nostri florebunt. Tutti i giusti piantati nella casa del Signore ivi conserveranno sempre il lor vigore e bellezza.

Adhuc multiplicabuntur in senecta uberi; et bene patientes erunt, ut annuntient. Cresceranno anche nella loro vecchiezza, che sarà abbondante di frutti virtuosi; e bene avran forza per celebrare le vostre glorie.

Quoniam rectus Dominus Deus noster; et non est iniquitas in eo. Poiché Dio nostro Signore è tutto giusto, ed ogni ingiustizia è lontana da lui.

Seguitano il salmo Deus, Deus meus, che sta spiegato alla pag. 651, e l'altro Deus misereatur, alla pag. 652.

Cantico di Mosè (Deut. 32.).

Mosè vicino alla sua morte per divino comando recitò questo cantico alla presenza del popolo. Ivi espose i benefizj fatti agli ebrei, i loro errori ed i castighi di Dio per farli ravvedere.

Audite, coeli, quae loquor; audiat terra verba oris mei. Udite, cieli, le cose che dirò: ed ascolti la terra le parole della mia bocca.

Concrescat ut pluvia doctrina mea; fluat ut ros eloquium meum. Concrescat, legge l'ebreo, Stillet ut pluvia verbum meum. Distilli come pioggia la mia dottrina; e scorra come rugiada il mio discorso nell'animo di chi mi sente.

Quasi imber super herbam et quasi stillae super gramina; quia nomen Domini invocabo. Sian ricevute le mie parole come l'erba riceve la pioggia e come le tenere piante ricevono l'acqua che a stille discende; mentr'io invocherò il nome del Signore, acciocché i miei detti facciano profitto.

Date magnificentiam Deo nostro; Dei perfecta sunt opera et omnes viae eius iudicia. Date gloria al nostro Dio, l'opere di cui sono perfette e tutte le sue strade sono la stessa equità.

Deus fidelis, et absque ulla iniquitate, iustus et rectus; peccaverunt


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ei, et non filii eius in sordibus. Dio è fedele nelle sue promesse, ed in esso non vi è alcuna iniquità, poiché è giusto e retto; ma con tutto ciò gli israeliti gli hanno voltate le spalle, e per le loro sordidezze han demeritato il nome di suoi figli.

Generatio prava atque perversa; haeccine reddis Domino, popule stulte et insipiens? Progenie cattiva e maligna; popolo stolto ed ignorante, queste son le ricompense che rendi al Signore?

Numquid non ipse est pater tuus qui possedit te et fecit te et creavit te? Forse non è egli il tuo padre che ti ha fatto, ti ha creato e ti ha posseduto, cioè ti ha scelto fra tutte le nazioni come suo proprio?

Memento dierum antiquorum; cogita generationes singulas. Ricordati de' giorni antichi; considera tutte le generazioni passate.

Interroga patrem tuum et annuntiabit tibi; maiores tuos et dicent tibi. Interrogate i vostri padri ed essi vi narreranno ciò che han veduto; dimandate a' vostri antenati, ed eglino vi diranno.

Quando dividebat Altissimus gentes; quando separabat filios Adam. Quando l'Altissimo divise le nazioni e separò dagli altri i figli di Abramo.

Constituit terminos populorum; iuxta numerum filiorum Israel. Egli stabilì i limiti de' popoli che prima doveano abitare nella terra promessa, secondo il numero de' figliuoli d'Israello, i quali doveano poi possedere quella terra.

Pars autem Domini populus eius; Iacob funiculus haereditatis eius. Poiché la parte che il Signore si riserbò per sé, come per suo peculio, è stato il popolo da esso eletto; e pertanto egli destinò Giacobbe che fosse la sua eredità. Nelle Scritture la porzione ereditaria si chama fune perché così le porzioni soleano dividersi.

Invenit eum in terra deserta; in loco horroris et vastae solitudinis. Egli lo ritrovò in una terra deserta ed in una vasta solitudine che era un luogo di orrore.

Circumduxit eum et docuit; et custodivit quasi pupillam oculi sui. Indi lo condusse in giro per varie strade e l'istruì della sua legge; e l'ha custodito poi come la pupilla degli occhi suoi.

Sicut aquila provocans ad volandum pullos suos, et super eos volitans. Siccome l'aquila per incitare i suoi figli al volo si pone a volare sovra di essi.

Expandit alas suas et assumpsit eum; atque portavit in humeris suis. Così il Signore stese le ali sovra il suo popolo; e l'ha preso e portato sulle sue spalle.

Dominus solus dux eius fuit; et non erat cum eo deus alienus. Il Signore volle essere il solo suo condottiere, senza che vi fosse con esso alcun dio straniero.

Constituit eum super excelsam terram, ut comederet fructus agrorum. Lo stabilì in una ottima terra, acciocché si nudrisse de' frutti de' campi.

Ut surgeret mel de petra, oleumque de saxo durissimo. Ed acciocché succiasse il mele dalla pietra e l'olio da' duri sassi; cioè cavasse il mele anche dalle pietre, in cui le api faceano i loro favi, e traesse l'olio dagli ulivi, che davano frutto piantati fra durissimi sassi.

Butyrum de armento et lac de ovibus; cum adipe agnorum et arietum filiorum Basan. Avesse di più il butirro


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dagli armenti ed il latte dalle pecore; insieme col grasso degli agnelli, cioè insieme con agnelli grassi, poiché agli ebrei era proibito il cibarsi di solo grasso1; ed i castrati de' figli di Basan, cioè del paese di Basan, dove erano ottimi pascoli e perciò ottime erano anche le gregge.

Et hircos cum medulla tritici; et sanguinem uvae biberet meracissimum. Si pascesse ancora di pingui irci o siano capretti insieme con pane di fior di farina; e bevesse un purissimo vino.

Incrassatus est dilectus et recalcitravit; incrassatus, impinguatus, dilatatus.

Dereliquit Deum factorem suum; et recessit a Deo salutari suo. Questo popolo, da Dio così amato, dopo essersi impinguato de' suoi doni, ha ricalcitrato, gli ha tirati i calci, disubbedendo a' suoi precetti; in somma, essendo ingrassato, impinguato e dilatato, ha abbandonato il suo Dio che l'ha creato, e si è separato da quel Dio che solo può salvarlo.

Provocaverunt eum in diis alienis; et in abominationibus ad iracundiam concitaverunt. Questi ingrati lo han provocato a sdegnarsi, adorando dei stranieri; ed hanno eccitata la sua collera colle loro abbominazioni.

Immolaverunt daemoniis et non Deo; diis quos ignorabant. Han sacrificate vittime non a Dio, ma a' demonj, dei che non conosceano.

Novi recentesque venerunt, quos non coluerunt patres eorum. Han fatto venire al mondo certi dei novelli ed ignoti, che non erano adorati da' loro padri.

Deum qui te genuit dereliquisti, et oblitus es Domini creatoris tui. Popolo stolto, hai abbandonato quel Dio che ti ha dato l'essere, e ti sei dimenticato di quel Signore che ti ha creato.

Vidit Dominus et ad iracundiam concitatus est; quia provocaverunt eum filii sui et filiae. Il Signore l'ha veduto e si è acceso di sdegno, mentre quelli che l'hanno irritato sono i medesimi suoi figli e figlie.

Et ait: Abscondam faciem meam ab eis; et considerabo novissima eorum. E disse: Io nasconderò ad essi la mia faccia ed avrò dinanzi agli occhi le ultime loro scelleraggini; queste furono gli oltraggi e gli strazj fatti a Gesù Cristo, per cui furono lasciati in abbandono ostinati nella loro miscredenza.

Generatio enim perversa est; et infideles filii. Poiché sono essi una gente perversa e figli infedeli, indegni della mia misericordia.

Ipsi me provocaverunt in eo qui non erat Deus; et irritaverunt in vanitatibus suis. Essi mi hanno irritato, adorando per Dio chi non era Dio; e mi hanno fatto sdegnare, mettendosi ad onorare deità vane e false.

Et ego provocabo eos in eo qui non est populus; et in gente stulta irritabo illos. Ed io sarò loro occasione di attristarsi nel sostituire ad essi un popolo che non è popolo mio ed una gente stolta che non mi conosce.

Ignis succensus est in furore meo; et ardebit usque ad inferni novissima. Si è acceso in me un furore contro di loro, che arderà sino al fondo dell'inferno, dov'essi resteranno condannati per sempre.

Devorabitque terram cum germine suo; et montium fundamenta comburet. Il mio sdegno consumerà il lor paese, sino all'erbe che vi son


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nate; e brucerà i loro monti sin dalle fondamenta.

Congregabo super eos mala, et sagittas meas complebo in eis. Unirò sovra di essi tutti i mali, e contra di loro darò fine alle mie saette; viene a dire: scoccherò tutte le saette dell'ira mia.

Consumentur fame; et devorabunt eos aves morsu amarissimo. Saran consumati dalla fame; gli avoltoi li divoreranno con morsi dolorosissimi.

Dentes bestiarum immittam in eos cum furore trahentium super terram atque serpentium. Manderò contro di essi bestie feroci che li stritoleranno coi denti, e serpenti che li strascineranno sovra la terra con furore.

Foris vastabit eos gladius et intus pavor; iuvenem simul ac virginem lactantem cum homine sene. Di fuori li distruggerà la spada e di dentro lo spavento; il giovine insieme e la vergine, il bambino e il vecchio, tutti saranno l'oggetto della mia vendetta.

Dixi: Ubinam sunt? cessare faciam ex hominibus memoriam eorum. E dopo ciò io dirò: Dove ora son questi? Io farò che si perda la loro memoria negli uomini della terra.

Sed propter iram inimicorum distuli; ne forte superbirent hostes eorum. Ma ho differito il castigo per cagione dell'odio che mi portano i loro nemici; acciocché forse non s'insuperbiscano.

Et dicerent: Manus nostra excelsa, et non Dominus, fecit haec omnia. E dicano: La nostra mano valorosa è stata quella, e non già il Signore, che ha operate tutte queste cose.

Gens absque consilio est et sine prudentia; utinam saperent et intelligerent ac novissima providerent! Per altro questa gente nemica non ha discernimentoprudenza; volesse Dio ch'essi avessero tanto di sapienza che intendessero e sapessero provvedere alle cose ultime, cioè alla morte e al giudizio!

Quomodo persequatur unus mille et duo fugent decem millia? Ben essi direbbero: Come può essere che un solo di noi vada contra mille ebrei e che due di noi ne facciano fuggir dieci mila?

Nonne ideo, quia Deus suus vendidit eos, et Dominus conclusit illos? Ciò non può accadere, se non perché il loro Dio li ha venduti, cioè ha lasciato di averne cura; e perché il Signore conclusit illos, li ha posti in uno stato di non poter uscire e liberarsi dalle loro angustie.

Non enim est Deus noster ut dii eorum; et inimici nostri sunt iudices. Eh che il nostro Dio non è come i loro dei; di ciò gli stessi nostri nemici ne son giudici.

De vinea Sodomorum vinea eorum; et de suburbanis Gomorrhae. Qui avverte Tirino che Mosè torna a parlare degli ebrei ed assegna la causa del loro castigo, perché la loro vigna è fatta simile alla vigna de' sodomiti ed a quelle che sono nei borghi di Gomorra, che non danno che frutti d'iniquità.

Uva eorum uva fellis; et botri amarissimi. La loro uva è piena di fiele, e i loro grappoli sono amarissimi.

Fel draconum vinum eorum, et venenum aspidum insanabile. Il loro vino è fiele di draghi e veleno di aspidi, contro del quale non vi è rimedio.


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Nonne haec condita sunt apud me? et signata in thesauris meis? Forse tutte queste cose, dice Dio, non sono racchiuse presso di me e sigillate ne' tesori de' miei giudizj?

Mea est ultio; et ego retribuam in tempore, ut labatur pes eorum. A me spetta la vendetta de' peccati; ed io, quando giungerà il tempo, manderò il castigo, per cui cadranno nella fossa destinata, inciampando il lor piede nella pietra, cioè in Gesù Cristo (come scrive il Rotigni), ch'è la pietra angolare data da Dio per loro salute; ma essi ebrei, riprovando il lor Salvatore, sono caduti nella loro perdizione.

Iuxta est dies perditionis; et adesse festinant tempora. Già è vicino questo giorno della perdizione, e si affretta a venire il tempo della ruina.

Iudicabit Dominus populum suum; et in servis suis miserebitur. Il Signore giudicherà il suo popolo ed avrà compassione de' suoi servi.

Videbit quod infirmata si manus; et clausi quoque defecerunt, residuique consumpti sunt. Ma ciò non avverrà, se non quando sarà infermata la mano, cioè quando i giudei si vedranno senza forza; in modo che saran mancati anche i chiusi, cioè quelli che guardavano le loro piazze, e gli altri rimasti saranno periti.

Et dicet: Ubi sunt dii eorum, in quibus habebant fiduciam? Allora egli dirà: Dove sono i loro dei, ne' quali avean posta la loro fiducia?

De quorum victimis comedebant adipes et bibebant vinum libaminum. Essi cibavansi del grasso delle vittime immolate a tali deità e beveano il vino a quelle consacrato; i gentili consacravano a' loro dei del vino, e queste consacrazioni chiamavansi libazioni.

Surgant et opitulentur vobis; et in necessitate vos protegant. Sorgano via questi vostri dei e vi soccorrano; e vi proteggano nella necessità in cui vi trovate.

Videte quod ego sim solus; et non sit alius Deus praeter me. Riconoscete ch'io solo sono il vero Dio, e che non vi è altro Dio fuori di me.

Ego occidam et ego vivere faciam; percutiam et ego sanabo; et non est qui de manu mea possit eruere. Io fo morire e fo vivere; io percuoto e risano; e niuno può sottrarsi dalle mie mani.

Levabo ad coelum manum meam, et dicam: Vivo ego in aeternum.

Si acuero ut fulgur gladium meum, et arripuerit iudicium manus mea. Io alzerò la mia mano al cielo, e dirò: Io vivo in eterno (questa è una minaccia di Dio con giuramento): Io renderò la mia spada acuta come un folgore e la mia mano la prenderà per far giustizia.

Reddam ultionem hostibus meis; et his qui oderunt me retribuam. Io farò vendetta de' miei nemici; e darò il degno castigo a costoro che mi odiano.

Inebriabo sagittas meas sanguine; et gladius meus devorabit carnes. Inebrierò, cioè riempirò le mie saette del lor sangue; e la mia spada divorerà le loro carni, cioè farà di essi una strage.

De cruore occisorum, et de captivitate nudati inimicorum capitis. Sicché il mio castigo consumerà tutti ma in diverso modo (come spiega Tirino); perché altri saranno puniti coll'uccisione, altri saranno fatti schiavi ed altri saranno scherniti colla rasura


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della testa; poiché anticamente i vincitori per ludibrio radeano il capo a' vinti, come si narra che fecero gli Scipioni nell'Africa.

Laudate gentes populum eius; quia sanguinem servorum suorum ulciscetur. Lodate, o nazioni, il popolo del Signore; poiché egli saprà vendicare il sangue de' suoi servi.

Et vindictam retribuet in hostes eorum; et propitius erit terrae populi sui. Egli farà la vendetta di essi contra i loro nemici; e sarà propizio, cioè benedirà la terra nella quale abiterà il popolo suo.

Seguita il salmo Laudate Dominum de coelis, coi salmi 6 e 7 posti nelle laudi della domenica, e col cantico Benedictus, pag. 655.




1 Levit. 7. 23.






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