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S. Alfonso Maria de Liguori
Traduzione de' Salmi e de' Cantici

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FERIA III. - A VESPRO

Salmo 1. (121. del salterio.)

Questo salmo contiene le allegrezze de' giudei stando per uscire dalla schiavitù di Babilonia. Ogni cristiano deve con questo salmo infervorare i suoi desiderj pel cielo.

Laetatus sum in his quae dicta sunt mihi; in domum Domini ibimus. Io mi son rallegrato in udirmi dire che andremo alla casa del Signore.

Stantes erant pedes nostri in atriis tuis, Ierusalem. O Gerusalemme, noi giubiliamo vedendo i nostri piedi quasi già arrivati a toccar le tue soglie.

Ierusalem, quae aedificatur ut civitas; cuius participatio eius in idipsum. Di te, parlo, o Gerusalemme, che sei edificata come una città; la cui participazione est in idipsum; idest simul participatur ab omnibus, come spiega il Bellarmino, mentre per mezzo della santa carità tutte le cose degli amici diventano gaudio di ciascuno.

Illuc enim ascenderunt tribus, tribus Domini; testimonium Israel ad confitendum nomini Domini. Poiché, secondo la promessa, saliranno in te molte tribù, che sono tribù del Signore; testimonium Israel, ciò s'intende della legge data a' giudei di dover andare a' tempi stabiliti a lodare il Signore nel tempio: ma parlando del cielo, s'intende delle anime sante, che vanno ivi a non far altro che a lodare il Signore.

Quia illic sederunt sedes in iudicio; sedes super domum David. Poiché ivi sarà il tribunal supremo della giustizia; e la sede del regno dato alla casa di Davide.

Rogate quae ad pacem sunt Ierusalem; et abundantia diligentibus te. Pregate per la prosperità di Gerusalemme; acciocché possano, o santa città, quei che ti amano godere in te l'abbondanza di ogni bene.

Fiat pax in virtute tua; et abundantia in turribus tuis. Si trovi la pace nella tua fortezza e l'abbondanza de' beni nelle tue torri.

Propter fratres meos et proximos meos loquebar pacem de te. La speranza di vedermi unito co' miei fratelli e miei amici mi fa parlar della pace che si gode in te.

Propter domum Domini Dei nostri, quaesivi bona tibi. E perché sei casa di Dio nostro Signore, io ti desidero l'abbondanza di ogni bene.

Salmo 2. (122. del salterio.)

In questo salmo gli ebrei pregano il Signore per la liberazione della loro schiavitù di Babilonia. Similmente così la chiesa nelle persecuzioni domanda di esserne liberata da Dio.

Ad te levavi oculos meos, qui habitas in coelis. A voi, Signore, ho alzati gli occhi miei; a voi che dimorate ne' cieli.

Ecce sicut oculi servorum in manibus dominorum suorum. Ecco che siccome gli occhi de' servi son rivolti alle mani de' lor padroni.

Sicut oculi ancillae in manibus dominae suae; ita oculi nostri ad Dominum Deum nostrum donec misereatur nostri. E siccome gli occhi della serva son rivolti alle mani della


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sua padrona; così gli occhi nostri stan fissi verso il nostro Signore e Dio, finché si degni di aver misericordia di noi.

Miserere nostri, Domine, miserere nostri; quoniam multum repleti sumus despectione. Abbiate, Signore, abbiate di noi pietà, poiché siamo molto ripieni di disprezzo.

Quia multum repleta est anima nostra; opprobrium abundantibus et despectio superbis. L'anima nostra è colma di tali disprezzi; noi siamo l'obbrobrio de' ricchi e il ludibrio de' superbi.

Salmo 3. (123. del salterio.)

Questo salmo è un ringraziamento a Dio de' giudei liberati dalla schiavitù di Babilonia. Conviene ancora il salmo ad ogni giusto liberato da Dio da qualche tentazione.

Nisi quia Dominus erat in nobis, dicat nunc Israel; nisi quia Dominus erat in nobis.

Cum exurgerent homines in nos, forte vivos deglutissent nos. Confessi ora Israele: Se il Signore non fosse stato con noi allorché i nostri nemici contro di noi si alzavano, forse ci avrebbero inghiottiti vivi.

Cum irasceretur furor eorum in nos, forsitan aqua absorbuisset nos. Quando il lor furore si accendeva contro di noi, forse ci avrebbe assorbito come un torrente di acqua.

Torrentem pertransivit anima nostra; forsitan pertransisset anima nostra aquam intolerabilem. Noi abbiamo passato felicemente questo torrente; ma senza l'aiuto divino come mai avremmo potuto passare tant'acqua?

Benedictus Dominus, qui non dedit nos in captionem dentibus eorum. Sia benedetto il Signore, che non ha voluto darci in preda de' loro denti.

Anima nostra sicut passer erepta est de laqueo venantium. L'anima nostra, come un passero, è stata liberata dalla rete de' cacciatori.

Laqueus contritus est, et nos liberati sumus. La rete è stata rotta, e noi siam restati liberi.

Adiutorium nostrum in nomine Domini qui fecit coelum et terram. L'aiuto è venuto a noi dal nome del Signore che ha creato il cielo e la terra.

Salmo 4. (124. del salterio.)

In questo salmo si sicurtà a' giudei ritornati dalla cattività che Dio non lascerà di soccorrerli contra i loro nemici sempre che in lui confidino.

Qui confidunt in Domino, sicut mons Sion; non commovebitur in aeternum qui habitat in Ierusalem. Quei che confidano nel Signore diventano fermi a guisa del monte Sion; sicché ognuno che abiterà in Gerusalemme non sarà mai smosso da' suoi nemici.

Montes in circuitu eius; et Dominus in circuitu populi sui ex hoc nunc et usque in saeculum. La città sarà difesa da monti che la circondano, e il popolo suo sarà sempre protetto dal Signore, che gli starà d'intorno.

Quia non relinquet Dominus virgam peccatorum super sortem iustorum; ut non extendant iusti ad iniquitatem manus suas. Poiché Dio non permetterà che i peccatori prendan dominio su l'eredità de' giusti, né che i giusti stendan le loro mani ad opere inique.

Benefac, Domine, bonis et rectis corde. Colmate, Signore, di beni coloro che sono buoni e retti di cuore.

Declinantes autem in obligationes adducet Dominus cum operantibus iniquitatem; pax super Israel. All'incontro il Signore tratterà coloro che mancano a' loro doveri, come


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tratta gl'iniqui; ma Israello godrà sempre la pace.

Salmo 5. (125. del salterio.)

In questo salmo si espongono i sospiri de' giudei di uscire dalla loro schiavitù in Babilonia. Può anche servire il salmo a' peccatori che desiderano di uscire dalla schiavitù del peccato, ed a' giusti che sospirano di escire dall'esilio di questa terra.

In convertendo Dominus captivitatem Sion; facti sumus sicut consolati. S. Girolamo volta così: Cum converteret Dominus captivitatem Sion, facti sumus sicut somniantes; leggendo somniantes, in vece di consolati, secondo in fatti esprime il testo ebreo. Onde si spiega così: Quando il Signore farà che Sionne (cioè il suo popolo) sia sciolto dalla sua cattività, noi, vedendoci liberati, saremo talmente presi dalla consolazione che ci sembrerà di stare in sogno.

Tunc repletum est gaudio os nostrum et lingua nostra exultatione. Allora saremo sì ripieni di gaudio che la nostra lingua proromperà in cantici di allegrezza.

Tunc dicent inter gentes: Magnificavit Dominus facere cum eis. Allora diranno le genti: Il Signore ha fatte gran cose con essi.

Magnificavit Dominus facere nobiscum; facti sumus laetantes. E noi ancora diremo: Il Signore ha fatte gran cose con noi; mentre ci ha renduti così giubilanti.

Converte, Domine, captivitatem nostram; sicut torrens in austro. Liberateci dunque, Signore, dalla nostra schiavitù e consolateci, siccome si consolano que' che abitano nella regione meridionale in avere un'abbondanza di acque.

Qui seminant in lacrymis, in exultatione metent. Così quei che ora seminano con lagrime, raccoglieranno con allegrezza.

Euntes ibant et flebant, mittentes semina sua. Essi andavano e piangevano spargendo per i campi le loro semenze.

Venientes autem venient cum exultatione, portantes manipulos suos. Ma finalmente verranno con allegrezza, portando i loro manipoli raccolti.




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