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S. Alfonso Maria de Liguori
Traduzione de' Salmi e de' Cantici

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FERIA IV. - A VESPRO

Salmo 1. (126. del salterio.)

Essendo che i giudei ritornati da Babilonia volevano rifabbricare la città e il tempio e le incursioni de' nemici ne li impedivano, il profeta li esorta a confidare in Dio.

Nisi Dominus aedificaverit domum, in vanum laboraverunt qui aedificant eam. Se il Signore non edifica la sua casa, indarno si affaticano altri per edificarla.

Nisi Dominus custodierit civitatem, frustra vigilat qui custodit eam. Se il Signore non custodisce la città, indarno veglia chi la custodisce.

Vanum est vobis ante lucem surgere: surgite postquam sederitis qui manducatis panem doloris. Invano vi levate voi davanti giorno, se Dio non vi mette la sua mano; del resto voi non dovete sorgere, se non dopo che avete riposato; giacché vi siete cibati di pane di dolore, cioè siete vivuti fra tanti mali.

Cum dederit dilectis suis somnum; ecce haereditas Domini, filii, merces fructus ventris. Dopo che il Signore avrà dato a' suoi diletti il sonno, cioè al suo popolo la pace per mezzo di Gesù redentore, ecco l'eredità del Signore, cioè allora apparirà l'eredità di Cristo Signore, che sarà la moltitudine de' figli generati nella sua chiesa; secondo quel che si dice nel salmo 2. Postula a me, et dabo tibi gentes haereditatem tuam. Seguita: Merces fructus ventris, la mercede di Cristo Signore sarà il frutto


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del ventre, cioè questi medesimi figli saran la mercede di Cristo, secondo quel che scrisse Isaia c. 53. Si posuerit pro peccato animam suam videbit semen longaevum. Ciò sta bene espresso nel testo greco in questo senso: La moltitudine de' figli sarà l'eredità del Signore e la mercede di Cristo, che fu propriamente il frutto del ventre di Maria.

Sicut sagittae in manu potentis; ita filii excussorum. Questi figliuoli sbattuti dalle persecuzioni saranno come tante saette in mano di un uomo forte contra i loro nemici.

Beatus vir qui implevit desiderium suum ex ipsis; non confundetur cum loquetur inimicis suis in porta. Beato l'uomo che vedrà soddisfatto il suo desiderio colla nascita di tanti figli; egli non resterà confuso quando dovrà trattare co' suoi nemici avanti la porta della città, (cioè spiega il Bellarmino) nell'ultimo giudizio che si farà nella gran porta o sia nel congresso di tutto il mondo, allorché Gesù Cristo confonderà i demoni che pretendeano trarre tutto il genere umano all'inferno.

Salmo 2. (127. del salterio.)

Il profeta espone a' giudei dopo il ritorno di Babilonia le benedizioni che avranno dal Signore, se osserveranno la sua legge. Queste benedizioni essendo temporali, si appartengono propriamente a' giusti dell'antica legge.

Beati omnes qui timent Dominum, qui ambulant in viis eius. Felici tutti quelli che temono il Signore e che camminano nella via de' suoi precetti.

Labores manuum tuarum quia manducabis; beatus es et bene tibi erit. Saranno benedette le fatiche delle tue mani, poiché ne gusterai il frutto; sarai felice e ne sarai ben soddisfatto.

Uxor tua sicut vitis abundans in lateribus domus tuae. La tua moglie (in lateribus domus tuae), cioè ritirata nella sua casa, sarà come una vite abbondante di uve, cioè feconda di figli.

Filii tui sicut novellae olivarum in circuitu mensae tuae. Ed i tuoi figli, simili ad arboscelli di olivo, ti saranno d'intorno alla tua mensa.

Ecce sic benedicetur homo qui timet Dominum. Ecco che così sarà benedetto l'uomo che teme il Signore.

Benedicat tibi Dominus ex Sion; et videas bona Ierusalem omnibus diebus vitae tuae. Ti benedica il Signore dal monte Sion, cioè dal cielo, sicché abbi a vedere i beni di Gerusalemme per tutti i giorni di tua vita.

Et videas filios filiorum tuorum, pacem super Israel. Ed abbi ancora a vedere i figli de' tuoi figli ed una pace perpetua in Israello.

Salmo 3. (128. del salterio.)

Da molti interpreti si applica questo salmo al tempo nel quale i giudei liberati dalla cattività procurarono di rifabbricare Gerusalemme. Dal salmista si esorta il popolo a confidare nel Signore che già l'avea liberato da' mali passati.

Saepe expugnaverunt me a iuventute mea, dicat nunc Israel. Il profeta fa qui parlare il popolo d'Israele e gli fa dire: Spesso sin dalla mia gioventù io sono stato combattuto da' miei nemici.

Saepe expugnaverunt me a iuventute mea; etenim non potuerunt mihi. Spesso mi hanno assalito fin dai primi miei anni; ma non mai hanno potuto abbattermi.

Supra dorsum meum fabricaverunt peccatores; prolongaverunt iniquitatem suam. Sulle mie spalle gli iniqui miei persecutori han fabbricato ed han prolungata la loro persecuzione. Secondo il testo ebreo quel fabricaverunt s'intende propriamente dei


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colpi che replicano i lavoratori di ferro sull'incudine; onde più propriamente si spiega: Sul mio dorso i peccatori han replicati i colpi ecc.; come sopra.

Dominus iustus concidit cervices peccatorum: confundantur et convertantur retrorsum omnes qui oderunt Sion. Ma il giusto Signore ha recise le loro teste, cioè la loro superbia; così anche restino confusi e se ne ritornino indietro tutti quei che odiano Sionne, cioè il popolo d'Israello.

Fiant sicut foenum tectorum, quod, priusquam evellatur, exaruit. Diventino come il fieno che nasce sui tetti, che secca prima di essere sbarbicato.

De quo non implevit manum suam qui metit; et sinum suum qui manipulos colligit. Del qual fieno il mietitore non giunge ad empirne la sua mano; e non ne raccoglie mai manipoli che riempiano il suo seno.

Et non dixerunt qui praeteribant: Benedictio Domini super vos; benediximus vobis in nomine Domini. E quei che passano per la via, non dicono mai a tali mietitori: la benedizione del Signore sia sopra di voi; vi benediciamo in nome del Signore.

Salmo 4. (129. del salterio.)

In questo salmo si considerano i giudei non ancor liberati dalla schiavitù di Babilonia. Conviene pertanto il salmo ad ogni peccatore, che oppresso dal peso de' suoi peccati cerca soccorso a Dio.

De profundis clamavi ad te, Domine; Domine, exaudi vocem meam. Signore, dall'abisso profondo delle mie miserie esclamo a voi: Signore, esaudite la mia preghiera.

Fiant aures tuae intendentes in vocem deprecationis meae. Deh per pietà si degnino le vostre orecchie d'inclinarsi a sentire la voce della mia supplica.

Si iniquitates observaveris, Domine; Domine, quis sustinebit? Signore, se voi vi ponete ad esaminare le mie iniquità, chi potrà soffrirle?

Quia apud te propitiatio est; et propter legem tuam sustinui te, Domine. Ma mi animo la vostra misericordia, poiché in voi trovasi un fonte immenso di pietà; e questo è quel che mi fa sperare in voi, che vi fate una legge di aver compassione di ogni peccatore che umiliato vi cerca perdono.

Sustinuit anima mea in verbo eius; speravit anima mea in Domino. L'anima mia aspetta la misericordia di Dio, confidata nella sua promessa; così ha sperato nel suo Signore e non resterà confusa.

A custodia matutina usque ad noctem speret Israel in Domino. Dalla custodia mattutina, cioè dal far del giorno, sino alla notte Israele non cesserà di confidar nel Signore.

Quia apud Dominum misericordia; et copiosa apud eum redemptio. Qui assegna il profeta il fondamento di tutte le nostre speranze, che è il sangue di Gesù Cristo, con cui doveva redimere il genere umano; onde dice; poiché la misericordia presso Dio è infinita, e ben può egli redimerci con abbondanti aiuti da tutti i nostri mali.

Et ipse redimet Israel ex omnibus iniquitatibus eius. Pertanto esso libererà il suo popolo da tutti i suoi peccati.

Salmo 5. (130. del salterio.)

Qui Davide si lamenta di Saulle e de' suoi seguaci di averlo ingiustamente calunniato come superbi, e ne chiama Dio in testimonio.

Domine, non est exaltatum cor meum; neque elati sunt oculi mei. Signore, voi già sapete che il mio cuore non si è elevato, né gli occhi miei


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si sono sollevati, cioè hanno avuto mire superbe.

Neque ambulavi in magnis; neque in mirabilibus super me. Né ho camminato, cioè non mi sono aggirato in pensieri grandi o ammirabili e superiori alla mia condizione.

Si non humiliter sentiebam, sed exaltavi animam meam. Se io non ho inteso di me umilmente, ma ho innalzato più del dovere lo spirito mio.

Sicut ablactatus est super matre sua; ita retributio in anima mea. Mi contento di essere punito e trattato come un bambino che resta piangendo nel seno della madre privato di latte.

Speret Israel in Domino ex hoc nunc et usque in saeculum. Speri dunque Israello per sempre nel Signore e non mai si abbandoni alla diffidenza.




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