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S. Alfonso Maria de Liguori
Traduzione de' Salmi e de' Cantici

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FERIA VI. - A VESPRO

Salmo 1. (137. del salterio.)

Davide in questo salmo ringrazia Dio per aver esaudite le sue preghiere in liberarlo dalle persecuzioni.

Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo; quoniam audisti verba oris mei. Io sempre vi ringrazierò, Signore, con tutto il mio cuore; poiché voi avete benignamente udite le mie suppliche.

In conspectu angelorum psallam tibi; adorabo ad templum sanctum tuum et confitebor nomini tuo. Io canterò le vostre lodi alla presenza degli angeli; vi adorerò nel vostro santo tempio e benedirò il vostro nome.

Super misericordia tua et veritate tua; quoniam magnificasti super omne nomen sanctum tuum. Loderò la vostra misericordia e la vostra fedeltà nelle promesse; poiché avete fatto conoscere quanto sia grande sopra ogni altra cosa il vostro santo nome.

In quacumque die invocavero te, exaudi me; multiplicabis in anima mea virtutem. Signore, in qualunque giorno io v'invocherò, esauditemi presto; e raddoppiate in me la forza per potervi sempre servire.

Confiteantur tibi, Domine, omnes reges terrae; quia audierunt omnia verba oris tui. Vi benedicano, Signore, tutti i re della terra; poiché ben sono stati fatti intesi di tutte le parole che voi avete dette e le avete adempiute.

Et cantent in viis Domini; quoniam magna est gloria Domini. E lodino le vie che tiene il Signore; poiché ben grande è la sua gloria nel tirare a fine tutti i suoi divini disegni.

Quoniam excelsus Dominus et humilia respicit; et alta a longe cognoscit. Dicano pure che il Signore è sublime, ma non isdegna di guardare con occhio benigno le cose basse, cioè gli umili; ed all'incontro le cose alte le conosce da lontano, cioè dai superbi si fa lontano e li disprezza.

Si ambulavero in medio tribulationis, vivificabis me; et super iram inimicorum meorum extendisti manum tuam, et salvum me fecit dextera tua. Se mi troverò in mezzo alle tribolazioni, voi mi darete vigore di soffrirle con pace; quando i miei nemici si sono avventati con furore contra di me, voi avete stesa la vostra mano, ed ella mi ha salvato.

Dominus retribuet pro me; Domine, misericordia tua in saeculum; opera manuum tuarum ne despicias. Il Signore farà le mie vendette contra coloro che mi perseguitano; sì, mio Signore, la vostra misericordia è eterna; deh non disprezzate l'opera delle vostre mani.


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Salmo 2. (138. del salterio.)

Qui dimostra il profeta che Dio tutto conosce ed a tutto provvede. Cerca inoltre il salmista di tirare gli uomini ad unirsi co' giusti che Dio riempie di beni, ed a staccarsi da' peccatori, cui il Signore è costretto dalla sua giustizia a punire.

Domine, probasti me et cognovisti me; tu cognovisti sessionem meam et resurrectionem meam. Signore, voi mi avete provato e conosciuto; voi avete ben conosciuto il tempo in cui doveva io sedere e quando sorgere, cioè quando riposare e quando operare: il che s'intende anche moralmente quando io doveva essere umiliato e quando esaltato. Dice il Bellarmino che questo verso ben può intendersi di G. Cristo, parlando della sua vita e della sua risurrezione, come già l'applica la chiesa nel giorno del suo risorgimento.

Intellexisti cogitationes meas de longe; semitam meam et funiculum meum investigasti. Voi già da lontano avete percepiti i miei pensieri; come anche avete investigata la via che io dovea tenere ed anche il funicolo, cioè la fine a cui dovea io giungere.

Et omnes vias meas praevidisti; quia non est sermo in lingua mea. Avete prevedute le mie vie, cioè le mie azioni, prima che dalla mia lingua uscisse parola che le manifestasse.

Ecce, Domine, tu cognovisti omnia, novissima et antiqua; tu formasti me et posuisti super me manum tuam. Ecco, Signore, che voi avete conosciute tutte le mie cose antiche e nuove; giacché voi mi avete formato ed avete applicate le vostre mani per crearmi e rendermi vostro servo.

Mirabilis facta est scientia tua ex me; confortata est, et non potero ad eam. La vostra scienza è più ammirabile di quel ch'io possa comprendere: dice il Bellarmino che quel ex me secondo la frase ebrea, significa super me; il che si spiega colle parole seguenti: Confortata est, et non potero ad eam, cioè ella è più alta di quel ch'io possa capirla.

Quo ibo a spiritu tuo? et quo a facie tua fugiam? Dove io anderò lontano dal vostro spirito, cioè lontano dalla vostra cognizione? dove fuggirò lontano dalla vostra faccia, cioè esente da' vostri sguardi?

Si ascendero in coelum, tu illic es; si descendero in infernum, ades. Se io salirò nel cielo, ivi già siete voi; se scenderò nell'inferno, ivi ancora voi state, perché siete immenso.

Si sumpsero pennas meas diluculo et habitavero in extremis maris.

Etenim illuc manus tua deducet me; et tenebit me dextera tua. Se di mattino io prenderò le ale e andrò ad abitare negli ultimi confini del mare, di mi caverà la vostra mano, né da quella potrò liberarmi.

Et dixi: Forsitan tenebrae conculcabunt me; et nox illuminatio mea in deliciis meis. E se dirò che forse le tenebre mi nasconderanno dagli occhi vostri (conculcabunt me, s. Girolamo volta operient me); et nox illuminatio mea in deliciis meis: il testo ebreo legge così: et nox lux est circa me; onde si spiega: E la notte a rispetto degli occhi di Dio non è notte, ma è luce circa di me che gli da vedere tutto quel che opero. Del resto, le riferite parole secondo la volgata anche ben si spiegano così, come scrivono il Menochio e Bellarmino: Se io mi nasconderò nell'oscurità della notte, per non esser veduto prendermi quei sozzi piaceri che cercano le tenebre, tuttavia non potrò sfuggire gli occhi vostri.

Quia tenebrae non obscurabuntur


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a te, et nox sicut dies illuminabitur; sicut tenebrae eius, ita et lumen eius. Poiché le tenebre non sono oscure per voi, mentre la notte a voi è chiara come il giorno; sicché tanto vedete la luce del giorno, quanto le tenebre della notte.

Quia tu possedisti renes meos; suscepisti me de utero matris meae. Poiché voi avete posseduti i miei reni, cioè le parti più interne del mio corpo; e quindi sono in vostra mano gli affetti e i miei desiderj; voi mi avete preso, cioè protetto, sin dall'utero di mia madre.

Confitebor tibi, quia terribiliter magnificatus es; mirabilia opera tua; et anima mea cognoscit nimis. Signore, io vi loderò sempre, perché terribilmente, cioè con terrore di riverenza, mi avete fatta conoscere la vostra grandezza nelle ammirabili opere vostre, che l'anima mia troppo conosce.

Non est occultatum os meum a te, quod fecisti in occulto; et substantia mea in inferioribus terrae. Non è nascosta a voi la mia bocca e tutto ciò che di nascosto avete formato dentro di me, cioè le viscere e le ossa; et substantia mea etc., sicché tutta la sostanza del mio corpo è nota a voi, siccome è noto quanto si nasconde nelle viscere più profonde della terra.

Imperfectum meum viderunt oculi tui, et in libro tuo omnes scribentur; dies formabuntur et nemo in eis. Gli occhi vostri han veduto il mio imperfetto, cioè il mio corpo, quando era informe, senza distinzione di membri; poiché nel vostro libro, cioè nella vostra mente, tutti gli uomini si ritrovano scritti; onde ben sapete quel che di loro ha da essere. Il che meglio si spiega dalle parole che seguono: Dies formabuntur, et nemo in eis; spiega Menochio: I giorni succederanno ai giorni, e niuno di loro mancherà nel vostro libro, sì che resti occulto alla vostra notizia.

Mihi autem nimis honorificati sunt amici tui, Deus; nimis confortatus est principatus eorum. A me, cioè presso di me, come sento, troppo, mio Dio sono onorati i vostri amici; e troppo è avvalorato il lor principato, essendo da voi chiamati a godere la gloria eterna quando saran fatti principi dell'eterno regno.

Dinumerabo eos, et super arenam multiplicabuntur; exurrexi et adhuc sum tecum. Io dunque m'ingegnerò di numerare questi vostri amici, che si moltiplicheranno sopra le arene del mare; exurrexi, io son sorto, o sia mi sono levato dal sonno, come suona la voce ebraica evigilavi; et adhuc, cioè, e sino a questo tempo sono con voi, cioè a voi mi unisco, e così spero trovarmi unito sino alla fine.

Si occideris, Deus, peccatores; viri sanguinum, declinate a me. All'incontro, vedendo che voi, mio Dio, distruggete i peccatori, io dico: uomini sanguinarj, allontanatevi da me.

Quia dicitis in cogitatione: Accipient in vanitate civitates tuas. Poiché voi dite nel vostro pensiero, cioè tra voi stessi: Invano, o Signore, i vostri servi occuperanno le città che voi avete lor date.

Nonne qui oderunt te, Domine, oderam; et super inimicos tuos tabescebam? Forse, mio Dio, io non ho odiati coloro che hanno odiato voi, e mi son consumato di dolori, vedendo l'audacia de' vostri nemici?

Perfecto odio oderam illos; et inimici facti sunt mihi. Io li ho odiati


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con tutto l'odio; ond'eglino si son fatti nemici miei.

Proba me, Deus, et scito cor meum; interroga me et cognosce semitas meas. Provatemi, mio Dio, ed investigate tutti gli affetti del mio cuore; interrogatemi, cioè esaminatemi, e pesate tutte le mie vie, le mie azioni.

Et vide si via iniquitatis in me est; et deduc me in via aeterna. E se vedete ch'io sono nella via della iniquità; conducetemi voi nella via eterna, cioè a camminare per quella via che mi porta ad acquistare i beni eterni.

Salmo 3. (139. del salterio.)

Davide qui domanda a Dio soccorso contra Saulle e contra coloro che presso Saulle il calunniavano.

Eripe me, Domine, ab homine malo; a viro iniquo eripe me. Signore, liberatemi dagli uomini maligni ed iniqui.

Qui cogitaverunt iniquitates in corde; tota die constituebant praelia. Essi meditano cose inique nel loro cuore contro di me e tutto giorno mi fanno guerra.

Acuerunt linguas suas sicut serpentes; venenum aspidum sub labiis eorum. Aguzzano le loro lingue come serpenti; sotto le loro labbra non vi è che veleno di aspidi.

Custodi me, Domine, de manu peccatoris; et ab hominibus iniquis eripe me. Custoditemi, Signore, dalle mani di questi malvagi e liberatemi dagli uomini iniqui.

Qui cogitaverunt supplantare gressus meos; absconderunt superbi laqueum mihi. Essi macchinano di sturbare o sia d'impedire i miei passi; i superbi nascondono i lacci che mi tendono.

Et funes extenderunt in laqueum; iuxta iter scandalum posuerunt mihi. Aggiungono funi ai lacci per prendermi; pongono nella via, per cui cammino, scandali, cioè trappole per avermi nelle loro mani in qualunque modo.

Dixi Domino: Deus meus es tu; exaudi, Domine, vocem deprecationis meae. Io ho detto al Signore: voi siete il mio Dio; esaudite, Signore, la mia preghiera.

Domine, Domine, virtus salutis meae; obumbrasti super caput meum in die belli. Signore, Signore, sostegno unico della mia salute, voi mi avete coperto il capo colla vostra protezione ne' miei combattimenti.

Ne tradas me, Domine, a desiderio meo peccatori; cogitaverunt contra me, ne derelinquas me, ne forte exaltentur. Ne tradas etc. Ne permittas me tradi a desiderio meo peccatori, così traduce il Bellarmino, che per lo peccatore intende il demonio; onde si spiega il verso: Signore, non permettete ch'io, trascinato dalla mia concupiscenza, mi dia in mano del nemico; cogitaverunt etc., questi nemici non pensano che a farmi danno, non mi abbandonate voi, acciocché essi non si glorino di avermi vinto.

Caput circuitus eorum, labor labiorum ipsorum operiet eos. Se voi mi assistete, caput circuitus eorum, cioè il disegno delle loro insidie colle quali mi circondano per diverse vie: labor labiorum ipsorum, tutta la fatica delle calunnie che m'impongono, operiet eos, coprirà essi stessi, cioè caderà sopra di essi.

Cadent super eos carbones et in ignem deiicies; in miseriis non subsistent. Caderanno sopra di loro i carboni, cioè le afflizioni che mi tramavano, e voi li getterete nel fuoco; in


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miseriis non subsistent, saran tali le loro miserie che non potranno non restarne oppressi.

Vir linguosus non dirigetur in terra; virum iniustum mala capient in interitu. Vir linguosus s'intende quell'uomo ch'è pronto colla lingua a mentire, a mormorare, ad ingiuriare; costui non potrà mai viver prosperamente in questa terra; ed i mali che l'affliggeranno, non serviranno per farlo meritare colla pazienza, ma per maggiormente precipitarlo nella morte eterna.

Cognovi quia faciet Dominus iudicium inopis; et vindictam pauperum. Conosco che il Signore ha cura di difendere il bisognoso e di vendicare i torti de' poveri.

Verumtamen iusti confitebuntur nomini tuo; et habitabunt recti cum vultu tuo. Ma gli uomini giusti loderanno sempre il vostro nome; ed abiteranno cum vultu tuo, cioè nel regno beato a vista della vostra bella faccia.

Salmo 4. (140. del salterio.)

Il salmista implora qui la divina protezione contra i suoi nemici: e prega Dio a preservarlo dalle colpe che potrebbero rendere inutili le sue suppliche.

Domine, clamavi ad te; exaudi me; intende voci meae cum clamavero ad te. Signore, io vi chiamo in aiuto, esauditemi; porgete le orecchie alle mie voci quando griderò a voi.

Dirigatur oratio mea sicut incensum in conspectu tuo; elevatio manuum mearum sacrificium vespertinum. S'innalzi a voi la mia preghiera siccome s'innalza il fumo dell'incenso nel vostro cospetto; e quando io alzo le mani a voi per implorarne il soccorso, ciò vi sia gradito come il sacrificio che vi si offerisce la sera.

Pone, Domine, custodiam ori meo; et ostium circumstantiae labiis meis. Ponete, Signore, una guardia alla mia bocca ed una porta che stia sopra le mie labbra, acciocché non ne esca parola inconsiderata di vostro dispiacere.

Non declines cor meum in verba malitiae; ad excusandas excusationes in peccatis. E se mai per debolezza vi dispiacessi, non permettete ch'io parli maliziosamente, cioè ch'io cerchi di scusare le scuse che adducessi per iscusare i miei peccati.

Cum hominibus operantibus iniquitatem, et non communicabo cum electis eorum. Così fanno gli uomini iniqui; ma io non voglio avere parte con essi né voglio comunicare coi disordini che loro piacciono.

Corripiet me iustus in misericordia et increpabit me; oleum autem peccatoris non impinguet caput meum. Più presto desidero che gli uomini giusti mi riprendano con carità e mi rimproverino i miei trascorsi; non sia mai che l'olio del peccatore impingui il mio capo, cioè che mi piacciano le adulazioni de' malvagi.

Quoniam adhuc et oratio mea in beneplacitis eorum; absorpti sunt iuncti petrae iudices eorum. Questo verso è oscurissimo, ma secondo s. Gio. Grisostomo si spiega così: Io non solo non comunicherò cogli empj, ma di più la mia preghiera a Dio (in beneplacitis eorum) è che non permetta ch'io mi diletti in quei piaceri che loro piacciono; absorpti sunt etc., ma essi periranno insieme co' loro principi, cioè con coloro che li guidano al male, iuncti petrae; i quali già sono periti, perché hanno urtato nella pietra, cioè nello scoglio che li ha fatti naufragare.

Audient verba mea, quoniam potuerunt; sicut crassitudo terrae erupta


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est super terram. Questo verso anche è molto oscuro; si spiega: Spero non però ch'essi udiranno le mie parole; quoniam ea verba potuerunt, le quali avranno forza di farli ravvedere, sicut crassitudo terrae corrupta est super terram, e spero che siccome la grassezza, cioè la durezza della terra si rompe colla zappa, così la loro ostinazione si romperà e cederà alle mie persuasioni.

Dissipata sunt ossa nostra secus infernum, quia ad te, Domine, Domine, oculi mei; in te speravi, non auferas animam meam. Le nostre ossa, cioè la nostra fortezza si è dispersa, debilitata, sicché quasi ci vediamo vicini al sepolcro: ma, Signore, Signore, gli occhi miei sono rivolti a voi; in voi ho riposta la mia speranza, non mi abbandonate alla morte.

Custodi me a laqueo quem statuerunt mihi, et a scandalis operantium iniquitatem. Custoditemi dalla rete che i nemici mi han tesa e dalle insidie di questi iniqui.

Cadent in retiaculo eius peccatores: singulariter sum ego, donec transeam. Questi malvagi cadranno nelle reti che mi han preparate; io spero di esser protetto da voi con modo singolare finché passi per me il pericolo.

Salmo 5. (141. del salterio.)

Dicono gli espositori che in questo salmo Davide, quando stava ascoso nella grotta di Odolla, domandò a Dio il soccorso in quel gran pericolo di perire.

Voce mea ad Dominum clamavi; voce mea ad Dominum deprecatus sum. Colla mia voce io ho gridato al Signore e l'ho supplicato del suo soccorso.

Effundo in conspectu eius orationem meam; et tribulationem meam ante ipsum pronuntio. Io espongo alla sua presenza la mia preghiera e rappresento la mia tribolazione.

In deficiendo ex me spiritum meum, et tu cognovisti semitas meas. Vedendo che mi sta mancando lo spirito di resistere secondo le mie deboli forze, ricorro a voi, mio Dio, che conoscete le vie che cammino così pericolose.

In via hac qua ambulabam absconderunt laqueum mihi. In queste vie per le quali io giva i nemici mi han nascosti i lacci.

Considerabam ad dexteram et videbam; et non erat qui cognosceret me. Io considerava, cioè mi volgeva alla destra, per vedere se alcuno mi soccorresse; e non trovava neppure chi mi conoscesse.

Periit fuga a me, et non est qui requirat animam meam. Vedo ch'è perita per me la fuga, cioè non mi è permesso di salvarmi neppure col fuggire; e non vi è chi abbia cura della mia vita.

Clamavi ad te, Domine; dixi: Tu es spes mea, portio mea in terra viventium. In questo stato grido a voi, Signore; e dico: Voi siete la mia speranza e la mia porzione, cioè la mia eredità nella terra de' viventi.

Intende ad deprecationem meam; quia humiliatus sum nimis. Porgete l'orecchio alla mia preghiera, mentre mi vedete cotanto afflitto.

Libera me a persequentibus me; quia confortati sunt super me. Liberatemi da' miei persecutori, che si sono così avanzati a perseguitarmi.

Educ de custodia animam meam ad confitendum nomini tuo; me expectant iusti donec retribuas mihi. Deh, cavatemi da questa carcere, acciocché io venga a lodare il vostro nome; mi aspettano i giusti finché voi mi rendiate la libertà che desidero.




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