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S. Alfonso Maria de Liguori
La vera Sposa di Gesù Cristo

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Avvertimenti alle religiose converse.

Quel che dicesi qui per le converse, può servire ancora alle maestre che hanno la cura d'istruirle e di ammonirle. Ma prima di parlare alle sorelle converse, voglio dire una parola alle coriste, a rispetto delle converse.

È continuo, signore coriste, il vostro lamento contro le converse, che sono arroganti, disubbidienti, senza divozione, che fan perdere la roba del monastero e che la danno anche fuori a' parenti. Ma io dimando: Chi n'è la causa de' lor mali portamenti? la causa ne siete voi. Voi le tenete occupate tutto il giorno a faticare, a far paste dolci o altri lavori: non date lor tempo di farsi un poco di orazione, non di frequentare i sagramenti, non di visitare il Venerabile, non di leggere o sentire un poco di lettura spirituale, non di ascoltare neppure una Messa fuori delle feste; e poi vi lamentate che le converse sono imperfette e non hanno divozione? Come vogliono esser divote, se voi togliete loro i mezzi di acquistar la divozione? Questa è una crudeltà troppo usuale ne' monasteri, come ho veduto colla sperienza, della quale la superiora e tutte le monache, che tengono serve particolari, ne han da dare gran conto a Dio. - Ma veniamo ora a parlare alle converse.

Per 1., sorella mia, dovete intendere che lo stato vostro è stato d'umiltà, e specialmente coll'esercizio dell'umiltà dovete farvi santa. Per tanto dovete attendere ad umiliarvi con tutte, anche colle vostre compagne: ma specialmente colle velate, procurando di parlare con esse con tutto il rispetto, e di servirle, sempre che potete, senza mancar al comodo della comunità. E quando vi dicono qualche parola dispiacente, abbiate un poco di pazienza di soffrirla, senza rispondere da tu a tu, come foste pari. Se voi foste rimasta nel secolo, avreste l'ardire di rispondere a quella signora, come solete rispondere ora alle monache? Certo che no; e perché ora siete religiosa, volete scordarvi di quella che siete? Non dovete invanirvi perché vi chiamano sorella, e perché sedete alla stessa mensa; voi siete venuta per serva, per tale avete professato; avete dunque da servire e servire con umiltà, mentre il servire con superbia non è servire.


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Per 2. ubbidite in quell'officio a cui vi mettono, ed ubbidite senza replica e senza dimora. Né andate vedendo se l'altre vostre compagne faticano o stanno a spasso: badate solamente a voi; quanto più faticherete, più guadagnerete con Dio, se lo farete con intenzione di dargli gusto; e con ciò voi meriterete più delle monache, che stanno a sentir molte Messe nel coro e a legger libri spirituali nella cella, perché voi adempite in tutte le vostre fatiche perfettamente la volontà di Dio, nel che consiste tutta la santità. E perciò non dite che voi siete venuta alla religione, non per far la facchina, ma per servire a Dio; perché questo è il modo in quanto a voi di servire a Dio, faticare e servire la comunità e le monache.

Per 3. quando le superiore non ci pensano, pensate voi a cercar loro un poco di tempo a farvi l'orazione, la comunione, sentir la Messa, visitare il Santissimo ecc. E quando avete il tempo, non lo spendete invano a ciarlare e andar girando, come fanno molte. Voi che siete conversa, bisogna che siate molto gelosa ed avara del tempo, in non perderne neppure un momento di quello che avete, giacché è obbligo vostro di attendere a servir la comunità o la vostra padrona; altrimenti chi l'ha da servire? Oltreché, nello stesso tempo che faticate, chi v'impedisce di star colla mente applicata a Dio? Fate allora atti d'amore, fate preghiere divote, dicendo: Gesù mio, misericordia: Dio mio, aiutatemi, datemi l'amor vostro, ecc. Replicate almeno l'Ave Maria o altre orazioni vocali. Non dite più che voi siete abbandonata. Cercate Dio, e lo troverete. Ma bisogna che amate il silenzio; parlate quando bisogna parlare per le faccende che avete da fare, ma poi troncate i contrasti e tutti i discorsi inutili. E perciò allontanatevi quanto potete da quelle sorelle, che tengono sempre la bocca aperta a ciarlare. Fuggite specialmente le malcontente, che mormorano o pure che parlano con poca modestia.

Per 4. vi raccomando la santa povertà. Temo che molte sorelle converse se ne vadano all'inferno per le mancanze del voto di povertà; perché in mano loro sta l'amministrazione delle robe del monastero, onde, se le danno a' parenti o pure son trascurate in conservarle, come possono salvarsi? Per tanto voi state attenta a conservar le robe, ed a sparambiarle26 quanto si può; e quando vengono parenti a piangere, esponendovi


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le loro miserie, rispondete risolutamente che voi non potete toccare le robe del monastero, perché non son vostre, e non potete dannarvi per amor loro. E se volete soccorrerli di qualche cosa per mera carità, fatelo con licenza della superiora. Non fate che l'esser venuta al monastero abbia ad esservi occasione della vostra dannazione.




26 Risparmiarle.

 






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