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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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PAZIENZA DI DIO IN ASPETTARE I PECCATORI

 

E chi mai potrà ritrovarsi nel mondo che abbia tanta pazienza co' suoi pari, quanta ne ha Iddio con noi sue creature, in sopportarci ed aspettarci a penitenza, dopo tante offese che l'abbiamo1 fatte!

Ah mio Dio, se l'ingiurie che ho fatte a voi, l'avessi fatte ad un mio fratello, o allo stesso mio padre, da quanto tempo mi avrebbe discacciato dalla sua faccia. O Padre delle misericordie, "ne proiicias me a facie tua":2 abbiate pietà di me.

 

Dice il Savio parlando col Signore: Voi avete di tutti pietà, perché tutto potete e dissimulate i peccati degli uomini, per dar loro il tempo di far penitenza: "Misereris omnium, quia potes, et dissimulas peccata hominum propter poenitentiam" (Sap. II. 24). Gli uomini dissimulano l'ingiurie che ricevono, o perché son santi e sanno che non tocca loro il punire chi l'offende; o perché sono impotenti e non hanno la forza di vendicarsi.

Ma a voi, mio Dio, ben tocca il prender vendetta dell'offese, che si fanno alla vostra maestà infinita; e voi ben potete vendicarvi sempre


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che volete; e voi dissimulate? Gli uomini vi disprezzano; promettono, e poi vi tradiscono; e voi quasi fingete di non vedere, come se poco vi curaste del vostro onore? Così, mio Signore, avete fatto con me.

Ah mio Dio, bontà infinita, non voglio più disprezzarvi, non voglio irritarvi più a castigarmi.3 E che voglio aspettare che proprio mi abbandoniate e mi condanniate all'inferno? Mi pento, o sommo bene, di tutti i disgusti, che vi ho dati. Fossi morto prima, e non vi avessi mai offeso. Voi siete il mio Signore, voi m'avete creato, voi m'avete redento colla vostra morte; voi solo m'avete amato; voi solo meritate d'esser amato, ed io voi solo voglio amare.

 

Anima mia, come hai potuto essere così ingrata e così temeraria col tuo Dio? Quando tu l'offendevi, poteva egli allora farti morire improvvisamente e mandarti all'inferno? e Dio t'aspettava; in vece di castigarti ti conservava la vita e ti faceva bene. Ma tu invece di ringraziarlo e di amare una tanta bontà, seguitavi ad offenderlo!

O Signor mio, giacché mi avete aspettato con tanta misericordia, ve ne ringrazio; mi pento d'avervi offeso, e v'amo. A quest'ora dovrei stare all'inferno, dove non potrei né pentirmi, né amarvi. Giacché posso, mi pento con tutto il cuore d'avere offeso voi, bontà infinita; e v'amo sopra ogni cosa, v'amo più di me stesso. Perdonatemi e fate che da oggi avanti io non ami altri che voi, che tanto mi avete amato. Viva io solo per voi, mio Redentore, che siete morto per me. Tutto spero a' meriti4 della vostra passione.

O Maria Madre di Dio, aiutatemi colla vostra intercessione.

 




1 [19.] l'abbiamo) gli abbiamo B1 B2.

2 [23.] Ps., 50, 13.

3 [5.] castigatemi) gastigatemi NS: (similari varianti grafiche, proprie dell'ed. Stasi, non saranno indicate nel seguito).

4 [23.] a'meriti) per i meriti B; per li B1 B2.




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