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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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DELLA MORTE DI GESU-CRISTO

 

Ma come mai possiamo credere che 'l Creatore abbia voluto morire per gli uomini, per le sue creature! Ma è necessario di crederlo, perché così ce l'insegna la fede. Onde il Concilio di Nicea ci comanda a confessare: "Credo in unum Dominum Iesum Christum Filium Dei qui propter nos homines, et propter nostram salutem crucifixus pro nobis, passus, et sepultus est".

E se è vero, o Dio d'amore, che voi siete morto per amore degli uomini, sarà possibile che tra gli uomini si ritrovi uomo, che ciò creda, e non ami questo Dio così amante? Ma oh Dio, che di questi ingrati uno son io, mio Redentore, che non solo non v'ho amato, ma tante volte per miseri gusti ed avvelenati ho rinunziato alla vostra grazia e al vostro amore.

 

Dunque mio Signore e Dio, voi siete morto per me, e com'io ciò sapendo ho potuto tante volte sconoscervi e voltarvi le spalle? Ma voi mio Salvatore, siete venuto dal cielo in terra a salvare i perduti. "Venit Filius hominis salvum facere, quod perierat".1 La mia ingratitudine dunque non può privarmi della speranza del perdono.

Sì, Gesù mio, spero che mi perdoniate tutte l'ingiurie, che v'ho fatte, appunto per quella morte che voi sul Calvario un giorno avete sofferta per me.


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Oh potessi morir di dolore e morir d'amore ogni volta che penso all'offese che v'ho fatte ed all'amore che m'avete portato! Ditemi, Signore, che ho da fare da oggi avanti per compensare tanta mia ingratitudine. E ricordatemi sempre la morte amara, che voi mio Dio avete voluto patire per me, acciocché io2 v'ami e non vi offenda più.

 

Un Dio dunque è morto per me, ed io potrò amare altra cosa che Dio?

No, Gesù mio, io non voglio amare altr'oggetto fuori di voi. Troppo voi mi avete amato. Voi non avete più che fare per obbligarmi ad amarvi. Io co' peccati miei vi ho obbligato a discacciarmi dalla vostra faccia, ma vedo che voi non m'avete abbandonato ancora; vedo che ancora mi guardate con affetto; sento che seguite a chiamarmi al vostro amore. Io non voglio resistere più. V'amo, mio sommo bene: v'amo, mio Dio degno d'infinito amore: v'amo, mio Dio, morto per me. V'amo, ma v'amo poco, datemi voi più amore. Fate ch'io lasci tutto e mi scordi di tutto, per non attendere ad altro che ad amare e dar gusto a voi, mio Redentore, mio amore, mio tutto.

O Maria, speranza mia, raccomandatemi al vostro Figlio.

 




1 [25.] Cfr. Luc., 19, 10.

2 [5.] acciocché io) accioch'io ND V.




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