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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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IDDIO MINACCIA PER NON CASTIGARE

 

Iddio, perché è bontà infinita, non altro desidera che il nostro bene e che di1 comunicarci la sua felicità. Quando castiga lo fa costretto da' nostri peccati. Onde dice il profeta Isaia che allora esercita un'opera aliena dal suo desiderio, "alienum opus eius... peregrinum est opus eius ab eo" (Isa. 28. 21).2 Poiché a Dio è proprio il perdonare, beneficare e veder contenti tutti.

Oh Dio, questa infinita bontà è quella, che così offendono e strapazzano i peccatori, e la provocano a castigarli! Misero me, che anche io3 l'ho offesa!

 

Intendiamo dunque che quando Iddio minaccia castighi, non minaccia per genio di castigare, ma per liberarci da' castighi; minaccia perché vuol usarci pietà. "Deus iratus est, et misertus est nobis" (Psal. 49. 3).4 Ma come va? sta irato con noi e ci usa misericordia? Sì. Fassi vedere con noi sdegnato, affinché noi ci emendiamo, e così possa egli perdonarci e salvarci; e se in questa vita ci castiga per li peccati fatti, questo medesimo castigo è misericordia, che ci libera dal castigo eterno. Povero quel peccatore, che qui non è castigato!

Dunque mio Dio, giacché io vi ho tanto offeso, castigatemi in questa vita, acciocché possiate perdonarmi nell'altra. Io so certo5 che mi ho meritato l'inferno; accetto ogni pena, purché mi restituite la vostra grazia, e mi liberate dall'inferno, ove sarei per sempre separato da voi. Signore, datemi luce, datemi forza di vincere tutto per darvi gusto.

 

Chi però non fa conto delle divine minacce,6 molto dee temere che non gli arrivi improvisamente7 il castigo minacciato ne' Proverbi (29. 1): "Viro, qui corripientem dura cervice contemnit, repentinus ei superveniet interitus, et eum sanitas non sequetur".


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All'uomo che disprezza Dio, che lo riprende, sopravverrà una repentina morte, che non gli darà più tempo di rimediare alla sua rovina eterna.

Così, Gesù mio, è succeduto a tanti e così io meritava che anche a me succedesse; ma voi, mio Redentore, avete usata a me quella misericordia, che non avete usata a tanti altri, che meno di me vi hanno offeso, ed ora stanno all'inferno senza speranza di poter più ricuperare la vostra grazia. Signore, io vedo che mi volete salvo, ed io voglio salvarmi per darvi gusto. Io lascio tutto e mi converto a voi, che siete il mio Dio, l'unico mio bene. In voi credo, in voi spero, e voi solo amo, o bontà infinita. Mi dispiace sommamente di avervi così maltrattato per lo passato; mi contenterei di aver patito più presto ogni male, e non avervi offeso. Deh non permettete ch'io abbia a separarmi più da voi, fatemi prima morire, che ritornare a farvi questa ingiuria.

O Madre di Gesù Maria, raccomandatemi a questo Figlio.

 




1 [6.] L'edd. hanno "di" ma è fuori posto.

2 [9.] Cfr. Is., 28, 21.

3 [12.] anche io) anch'io ND B B1 B2.

4 [16.] Ps., 49, 3: «Deus, repulisti non et destruxisti nos; iratus es et misertus es nobis». 

5 [23.] So certo = so certamente.

6 [28.] minacce) minaccie ND B B1 B2.

7 [29.] improvisamente) improvvisamente B1 B2.




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