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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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DEL GRANDE AFFARE DELLA NOSTRA SALUTE

 

L'affare della salute eterna è l'affare per noi più importante di tutti. Ma come va che gli uomini negli affari di terra pongono tutta la diligenza per accertarli: non si lascia mezzo per giungere a quel posto, per vincer quella lite, per fermar1 quel matrimonio! quanti consigli, quante misure si prendono: non si mangia, non si dorme: e poi che si fa per acquistare la salute eterna? non si fa niente, anzi si fa tutto per perderla, come se l'inferno, il paradiso, l'eternità non fossero verità di fede, ma favole e menzogne.

Ah mio Dio, assistetemi colla vostra luce, non permettete ch'io viva più cieco, come son vivuto per lo passato.

 

Se patisce danno una casa, che non si fa per presto ripararla? Se si perde una gemma, che non si fa per ritrovarla? Si perde l'anima, si perde la grazia di Dio, e si dorme e si ride? Noi attendiamo tanto alla salute temporale, e poi tanto poco alla salute eterna! noi chiamiamo beati coloro, che han lasciato tutto per Dio; e come poi viviamo così attaccati alle cose della terra!


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Ah Gesù mio, voi avete avuta tanta cura della mia salute, che per quella avete sparso il sangue e la vita; ed io ho avuta tanta poca cura della vostra grazia, che per niente l'ho rinunciata e perduta! Signor mio, mi pento d'avervi così disonorato. Io voglio lasciar tutto per attendere solamente ad amar voi, mio Dio, che siete degno d'infinito amore.

 

Il Figlio di Dio ha dato la vita per salvare l'anime nostre; il demonio non lascia diligenza per vederle perdute, e noi trascuriamo? S. Filippo Neri chiamava pazzo chi non attendeva a salvarsi l'anima.2 Ravviviamo la fede, è certo che dopo questa breve vita ci aspetta una vita o sempre felice o sempre infelice. Iddio ha posto in nostra mano elegger quella che3 vogliamo: "Ante hominem vita et mors, quod placuerit ei, dabitur illi" (Eccli. 15. 18). Deh eleggiamo in modo che non abbiamo a pentircene per tutta l'eternità.

Mio Dio, fatemi conoscere il gran torto che vi ho fatto in offendervi e lasciar voi per amore delle creature. Mi pento con tutta l'anima d'avervi disprezzato, o sommo bene; non mi discacciate, ora che a voi ritorno. Io v'amo sopra ogni cosa, e per l'avvenire voglio perdere tutto, prima che la grazia vostra. Deh per quell'amore, che mi portaste morendo per me, soccorretemi col vostro aiuto, e non m'abbandonate.

O Maria, Madre di Dio, siate la mia avvocata.

 




1 [16.] [fermar) fermare B B1 B2.

2 [9.] Citazione a senso: cfr. P. G. BACCI, Vita di san Filippo Neri fiorentino, lib. II, c. I; Bologna 1686, 80: «Chi vuol esser savio senza la vera sapienza o salvo senza il Salvatore, costui non è sano, ma infermo, e non è savio ma pazzo».

3 [12.] quella che) quello che NS.




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