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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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VITA INFELICE DEL PECCATORE

 

"Non est pax impiis, dicit Dominus" (Isa. 48. 22). Il demonio inganna i poveri peccatori, facendo lor1 credere che se giungono a prendersi quella soddisfazione, quella vendetta, quella roba d'altri, saran contenti, e troveranno pace; ma no, perché avviene loro tutto il contrario; dopo il peccato resta l'anima più inquieta ed afflitta di prima. Solamente le bestie che son create per questa terra, posson restar contente co' diletti di terra; ma l'uomo ch'è creato per godere Dio, tutte le creature non possono appagarlo, ma solo Dio può renderlo contento.

Ah mio Dio, e che ora mi trovo de' gusti avuti, quando v'offesi, se non pene ed amarezze che mi tormentano? Ma non mi dispiace ora l'amarezza che ne sento, mi dispiace l'amarezza che ho data a voi, che tanto m'avete2 amato.

 

"Impii quasi mare fervens, quod quiescere non potest" (Isa. 57. 20). Che cosa è un'anima in disgrazia di Dio? è un mare in tempesta, che non ha riposo: un'onda va ed un'altra viene: e son tutte onde di angosce e di pene. In questo mondo a niuno può avvenire ogni cosa a sua voglia. Chi ama Dio, nelle avversità si rassegna al di lui volere e si quieta, ma il peccatore come può quietarsi nel volere di Dio, s'egli è nemico di Dio? In oltre3 il peccato porta sempre con sé il terrore della divina vendetta. "Fugit impius nemine persequente" (Prov. 28. 1). Sì, perché lo perseguita lo stesso suo peccato, il di cui rimorso resta a rodergli talmente il cuore, che gli fa provare l'inferno anticipato.

Ah mio Signore, mi pento di avervi lasciato; perdonatemi e non permettete ch'io4 vi perda più.

 

"Delectare in Domino, et dabit tibi petitiones cordis tui" (Psalm. 36. 4). Uomo, che vai cercando di viver contento? cerca Dio, ch'egli contenterà tutte le dimande del tuo cuore. "Quaere unum


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bonum (dice S. Agostino),5 in quo sunt omnia bona". Ecco un S. Francesco, che spogliato di tutti i beni di terra, stando unito con Dio, ha trovato anche in questa terra il paradiso; onde non si sazia di dire, "Deus meus, Deus meus, et omnia".6 Felice chi lascia tutto per Dio, troverà tutto in Dio.

Ah Gesù mio, voi in vece d'abbandonarmi com'io meritava, mi offerite il perdono e mi chiamate al vostro amore. Ecco che a voi ritorno addolorato del male che ho commesso e intenerito in vedere che ancora mi amate dopo tante offese che v'ho fatte.7 Voi mi amate ed io ancora v'amo, e v'amo8 più di me stesso. Ricevetemi nella vostra grazia, e poi fate di me quel che vi piace: basta che non mi private9 del vostro amore. Madre mia Maria, abbiate pietà di me.

 




1 [3.] lor) loro B B1 B2.

2 [14.] m'avete) mi avete B B1 B2.

3 [21.] in oltre) inoltre NS: è contro la grammatica alfonsiana.

4 [27.] ch'io) che io B B1 B2.

5 [30.] Da LOHNER, op. cit., tit. 12 (anima); I, 89: «Recte ergo S. Augustinus hortatus est animam dicens (Lib. de Spirit. animae, 64): Quid vagaris, o homuncio, quaerendo bona animae tuae et corporis tui? Ama unum bonum, in quo sunt omnia bona, et sufficit». Ps. AUGUST., Manuale, c. 34; PL 40, 966. È una compilazione ricavata da diversi autori (cfr. Glorieux, 28). L'assioma ascetico proviene da S. ANSELMUS, Proslogion, c. 25; PL 158, 240.

6 [4.] MARCO DA LISBONA, op. cit., p. I, l. I, c. 8; Venezia 1582.

7 [9.] v'ho) vi ho B B1 B2.

8 [10.] v'amo e v'amo) vi amo e vi amo B B1 B2.

9 [11.] private) priviate B1 B2.




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