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S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio alla Morte

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PUNTO III

I principi della terra sdegnano anche di riguardare i sudditi ribelli, che vanno a cercar1 loro perdono; ma Dio non fa così con noi. «Non avertet faciem suam a vobis, si reversi fueritis ad eum» (2. Par. 30. 9). Iddio non sa voltar la faccia a chi ritorna a' piedi suoi; no, poiché Egli stesso l'invita e gli promette di riceverlo subito che viene: «Revertere ad me, et suscipiam te» (Ier. 3. 1). «Convertimini ad me, convertar ad vos, ait Dominus» (Zach. 1. 3). Oh l'amore e la tenerezza con cui abbraccia Dio un peccatore che a Lui ritorna! Ciò appunto volle darci ad intendere Gesu-Cristo colla parabola della pecorella, che avendola trovata il pastore, se la stringe sulle spalle: «Imponit in humeros suos gaudens» (Lucae 15).2 E chiama gli amici a seco rallegrarsene: «Congratulamini mihi, quia inveni ovem meam, quae perierat» (Ibid. n. 6). E poi soggiunge S. Luca: «Gaudium erit in coelo super uno peccatore poenitentiam agente». Ciò maggiormente significò il Redentore colla parabola del figlio prodigo, dicendo ch'egli è quel Padre, che vedendo ritornare il figlio perduto, gli corre all'incontro; e prima che quegli parli, l'abbraccia e lo bacia, ed in abbracciarlo,


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quasi vien meno di tenerezza per la consolazione che sente: «Accurrens cecidit super collum eius, et osculatus est eum» (Luc. 15. 20).

Giunge3 il Signore a dire che se il peccatore si pente, egli vuole scordarsi de' suoi peccati, come se quegli non l'avesse mai offeso: «Si impius egerit poenitentiam... vita vivet; omnium iniquitatum eius non recordabor» (Ez. 18. 21). Giunge anche a dire: «Venite, et arguite me (dicit Dominus), si fuerint peccata vestra ut coccinum, quasi nix dealbabuntur» (Is. 1. 18). Come dicesse, venite peccatori (venite, et arguite me), e s'io non vi perdono, riprendetemi, e trattatemi da infedele. Ma no, che Dio non sa disprezzare un cuore che si umilia e si pente. «Cor contritum et humiliatum, Deus, non despicies» (Psal. 50).4

Si gloria il Signore di usar pietà e di perdonare i peccatori. «Exaltabitur parcens vobis» (Is. 30. 18). E quanto sta egli a perdonare? subito. «Plorans nequaquam plorabis, miserans miserabitur tui» (Is. 30. 10). Peccatore, dice il profeta, non hai molto da piangere; alla prima lagrima il Signore si muoverà a pietà di te. «Ad vocem clamoris tui, statim ut audierit, respondebit tibi» (Ibid.).5 Non fa Dio con noi, come noi facciamo con Dio; Dio ci chiama, e noi facciamo i sordi; Dio no, «statim ut audierit respondebit tibi»: subito che tu ti penti, e gli domandi il perdono, subito Dio risponde e ti perdona.

Affetti e preghiere

O mio Dio, e con chi me l'ho pigliata? con Voi che siete così buono, che m'avete creato, e siete morto per me? e mi avete così sopportato dopo tanti tradimenti? Ah che vedendo solamente la pazienza, che avete avuta con me, questa sola dovrebbe farmi vivere sempre ardendo del vostro amore. E chi mai mi avrebbe sofferto tanto, alle ingiurie che v'ho fatte, come mi avete sofferto Voi? Povero me, se da ogg'innanzi vi tornassi ad offendere, e mi dannassi! Queste misericordie che m'avete usate, sarebbero oh Dio un inferno più penoso per me, che tutto l'inferno. No, mio Redentore, nol permettete, ch'io v'abbia di nuovo a voltare le spalle. Fatemi prima morire. Già vedo che la vostra misericordia non mi può più sopportare. Mi pento, o sommo


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bene, di avervi offeso. V'amo con tutto il cuore, e son risoluto di dare tutta a Voi la vita che mi resta. Esauditemi, Eterno Padre, per li meriti di Gesu-Cristo; datemi la santa perseveranza e 'l vostro santo amore. Esauditemi, Gesù mio, per lo sangue che avete sparso per me. «Te ergo, quaesumus, tuis famulis subveni, quos pretioso sanguine redemisti».6

O Maria madre mia, guardatemi; «illos tuos misericordes oculos ad nos converte»,7 e tiratemi tutto a Dio.




1 [16.] cercar) chiedere VR BR1 BR2.



2 [25.] Luc., 15, 5-7.



3 [3.] giunge) giugne NS7: modo stasiano.



4 [12.] Ps., 50, 19.



5 [18.] Is., 30, 19.



6 [6.] Hymnus: Te Deum.



7 [8.] Antiphona: Salve Regina.






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