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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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NON VI È VIA DI MEZZO: O SALVI, O DANNATI

 

"Cum metu, et tremore vestram salutem operamini" (Phil. 2. 12). Per salvarci bisogna che tremiamo di dannarci, perché non vi è via di mezzo, o salvi, o dannati abbiamo da essere. Chi non trema, facilmente si dannerà, perché poco attenderà a prendere i mezzi della salute. Iddio vuol salvi tutti, e l'aiuto suo a tutti; ma vuole che anche noi ci mettiamo l'opera nostra. Tutti vorrebbero salvarsi, ma molti, perché non prendono i mezzi, non si salvano. Il paradiso non è fatto per i poltroni, dicea S. Filippo Neri.1

Signore, datemi luce, fatemi conoscere quel che ho da fare, e quel che ho da fuggire, ch'io tutto voglio farlo. Voglio salvarmi.

 

Santa Teresa2 diceva alle sue religiose: "Figlie, un'anima, una eternità". E volea dire che in questa vita non dobbiamo attendere ad altro che a salvarci l'anima, perché, perduta l'anima, è perduto tutto; e perduta una volta è perduta per sempre. Benedetto XII Papa3 richiesto


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da un principe d'una grazia, ch'egli non potea concedere senza peccato, rispose all'ambasciatore: "Dite al vostro principe che se avessi due anime, potrei darne una per lui, ma perché ne ho una sola, non posso perderla". Così dobbiamo rispondere al demonio o al mondo, quando ci offeriscono qualche pomo vietato.

Ah mio Dio, quante volte ho perduta l'anima mia, perdendo la vostra grazia! Ma giacché mi offerite il perdono, detesto l'offese che vi ho fatte, e v'amo sopra ogni cosa.

 

Oh chi ben capisse quella gran massima di S. Francesco Saverio,4 il quale dicea che "un solo male vi è nel mondo ed un solo5 bene". L'unico male è il dannarsi, l'unico bene è il salvarsi. No che non sono mali le infermità, la povertà, le ignominie; queste abbracciate con rassegnazione accrescono la nostra gloria in paradiso. All'incontro per tanti peccatori non sono beni la sanità, le ricchezze e gli onori, perché questi gli sono occasione di maggiormente perdersi.

Salvatemi dunque, o Dio dell'anima mia, e poi disponete di me, come vi piace. Voi sapete e volete il meglio per me. Io m'abbandono in mano della vostra misericordia: "In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum".6 Mi dispiace che per lo passato mi sono opposto alla vostra volontà, e vorrei morirne di dolore; ma ora v'amo, ed altro non voglio, se non quel che volete voi. Datemi il vostro amore, acciocché io vi sia fedele.

E voi, Maria, datemi il vostro aiuto.

 




1 [18.] BACCI, op. cit., l. II, c. 5, n. 8; Bologna 1686, 97: «Il santo replicava: Non è tempo di dormire, perché il paradiso non è da poltroni».

2 [21.] S. TERESA, Ricordi, 68; Op. spirit., II, Venezia 1678, 217: «Ricordati che non hai più d'un'anima, né hai da morire più d'una volta, né hai più che una vita breve, e una che è particolare: né v'è più d'una gloria, e questa eterna, e lascerai andar molte cose». Cfr. Obras, VI, Burgos 1919, 54.

3 [24.] OD. RAYNALDUS, Annales ecclesiastici, an. 1337: VI, Lucae 1750, 108, col. 2: «(Benedictus XII respondit Philippo regi Franciae): Quoc si ipse haberet duas animas, unam sibi libenter daret, et eam pro ipso exponeret; sed non habebat nisi unam, quam unice et summe diligebat, et eam volebat posse tenus conservare».



4 [9.] A senso dalle Lettere di san Francesco Saverio, l. IV, istruz.; Venezia 1716, 314. Cfr. Epistulae S. Francisci Xaverii aliaque eius scripta, I, Romae 1944, ed. G. Schurhammer, 450. Vedi C. A. CATTANEO, Esercizi spirituali, giorno VII, medit. II; Venezia 1735, 220: «S. Francesco Saverio stendeva talvolta le mani sulle spalle de' suoi amici o penitenti e in atto come di abbracciarli diceva a ciascuno: Salvate, salvate quest'anima, che tanto costa a G. Cristo: Salva animam tuam, Christo adeo pretiosam».

5 [10.] solo) sol NS.

6 [18.] Ps., 30, 6: «In manus tuas commendo spiritum meum: redemisti me, Domine Deus veritatis». Luc., 23, 46: «Pater, in manus tuas commendo spiritum meum».






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