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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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PARABOLA DEL FIGLIO PRODIGO

 

Scrive S. Luca (cap. 15)1 che questo figlio ingrato, sdegnando di star soggetto al padre, andò un giorno a domandargli la sua porzione per vivere a sua voglia; ed avendola ottenuta, voltò le spalle al padre, e gissene lontano a vivere tra' vizi. Tal figlio è figura del peccatore, che abusandosi della libertà, che Dio gli ha donata, si parte da Dio, e peccando vive da lui lontano.

Ah mio Signore e Padre mio, tale son io, che per soddisfare i miei capricci, tante volte vi ho lasciato, vivendo da voi lontano e privo della vostra grazia.

 

Ma siccome avvenne a questo figlio, ch'essendosi2 partito dal padre, si ridusse a tanta miseria, che non potea saziarsi neppure di quelle ghiande, di cui saziavansi i porci che guardava: così avviene al


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peccatore, che avendo lasciato Dio, non può trovare più pace; poiché stando lontano da Dio, tutti i piaceri terreni non possono contentare il suo cuore. Il figlio prodigo, vedendosi ridotto a tal miseria, disse: "Surgam, et ibo ad patrem meum".3 Così fa tu ancora, anima mia, sorgi dal lezzo de' tuoi peccati, e ritorna al tuo Padre divino, ch'egli non ti discaccerà.

Sì, Dio mio e Padre mio, confesso, ho fatto male in lasciarvi, me ne pento con tutto il cuore; deh non mi scacciate, ora che ritorno pentito e risoluto di non partirmi più da' piedi vostri. Caro Padre mio, perdonatemi, datemi il bacio di pace col ricevermi nella vostra grazia.

 

Ritornato il prodigo a' piedi del padre, gli disse umiliato: "Pater, non sum dignus vocari filius tuus".4 Il padre con tenerezza l'abbracciò, e scordato della di lui ingratitudine l'accolse con amore, tutto contento di aver ricuperato quel figlio perduto.

Ah Padre mio dolcissimo, lasciate che ancor io vi dica intenerito a' vostri piedi, conoscendo i disgusti che vi ho dati: Padre mio, non son degno d'esser chiamato più vostro figlio, giacché tante volte vi ho lasciato e disprezzato; ma io so che voi siete un Padre così buono che non sapete discacciare un figlio che si pente. Se per lo passato io non v'ho5 amato, sappiate che ora v'amo sopra ogni cosa, e per amor vostro son pronto a patire ogni pena. Soccorretemi con la vostra grazia, acciocché io6 vi sia sempre fedele.

O Maria, Iddio è il padre mio, e voi siete la madre mia; Madre mia, non vi scordate di me.

 




1 [20.] Luc., 15, 11 ss.

2 [29.] ch'essendosi) che essendosi B1 B2.

3 [4.] Luc., 15, 18.

4 [13.] Cfr. Luc., 15, 21.

5 [21.] v'ho... v'amo) vi ho... vi amo B1 B2.

6 [23.] acciocché io) acciocch'io ND V.




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