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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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DELL'UNIFORMITÀ ALLA VOLONTÀ DI DIO

 

Il primiero officio dell'amore è di unire la volontà degli amanti. Il sommo Dio perché ci ama, vuol esser1 amato da noi, e perciò ci domanda il cuore, cioè la nostra volontà: "Praebe, fili mi, cor tuum mihi" (Prov. 23. 26). Tutta la nostra vita e salute sta nell'unire la nostra volontà alla volontà divina, ch'è l'unica regola del giusto e del perfetto. "Et vita in voluntate eius" (Psal. 29. 6).2 Chi sta unito alla volontà di Dio, vive e si salva; chi da quella si divide muore e si perde.

No, mio Dio, non voglio partirmi più da tutto quello, che volete voi. Datemi la grazia di amarvi, e poi disponete di me, come vi piace.

 

Questo è l'intento dell'anime amanti di Dio, di uniformarsi sempre alla sua divina volontà. E questa è quella preghiera, che c'insegna Gesu-Cristo, di poter qui in terra adempiere il volere di Dio con quella perfezione, con cui l'adempiono i beati in cielo: "Fiat voluntas tua, sicut in coelo et in terra". S. Teresa3 almeno cinquanta volte il giorno offeriva a Dio la sua volontà, imitando Davide4 che dicea: "Paratum cor meum, Deus, paratum cor meum" (Psal. 56. 8). Ah che un atto di perfetta uniformità basta a mutare un cuore da iniquo in santo: come avvenne a S. Paolo, che col dire a Dio solamente: "Domine, quid me vis facere",5 da persecutore della Chiesa diventò Apostolo e vaso di elezione.

Mio Dio, vi prometto di non lamentarmi più delle tribolazioni, che mi mandate. So che tutte sono per mio bene. Voglio dir6 sempre: "Signore, sia sempre fatta la vostra volontà". "Così volete voi, così


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vogl'io".7 "Fiat voluntas tua". "Ita Domine, quia sic placitum fuit ante te".8 "Così ha piaciuto a voi, vosì sia fatto".

 

Il segno più certo per conoscere se un'anima ama Dio è il vedere s'ella si uniforma con pace al volere di Dio anche nelle cose avverse, che le accadono, povertà, infermità, perdite e desolazioni.

In quei travagli poi che ci vengono per malizia degli uomini, dobbiamo guardare non la pietra che ci percuote, ma la mano di Dio che tal pietra ci avventa. Iddio non vuol9 già il peccato di chi ci toglie le robe, la fama o la vita; ma vuol che noi accettiamo quel travaglio dalle sue mani e diciamo, come diceva Giobbe, allorché i sabei10 gli tolsero i suoi beni: "Dominus dedit, Dominus abstulit; sicut Domino placuit, ita factum est; sit nomen Domini benedictum" (Iob. 1. 21).

Ah mio Dio, io non ho fatto così: quante volte per fare la mia volontà, ho disprezzata la vostra! Ma allora io non v'amava,11 ora v'amo più di me stesso; e perciò abbraccio tutti i vostri santi voleri, e voglio fare quanto a voi piace. Ma voi che sapete la mia debolezza, datemi forza di adempirlo. Oh volontà di Dio, voi sarete d'ogg'innanzi12 tutto l'amor mio.

O Maria, impetratemi la grazia nella vita che mi resta, di far sempre la divina volontà.

 




1 [7.] esser) essere B1 B2.

2 [11.] Il versicolo oggi è tradotto così: «Ché un istante è il suo sdegno, una vita il suo amore».

3 [19.] Matth., 6, 10. S. TERESA, Ricordi, 30; Op. spirit.; II, Venezia 1678, 216: «Farai ogni dì 50 offerte a Dio di te, e questo farai con gran fervore e desiderio di Dio». Cfr. Obras, VI, Burgos 1919, 51.

4 [20.] Davide) Davidde B1 B2.

5 [23.] Act., 9, 6.

6 [27.] dir) dire B1 B2.

7 [1.] vogl'io) voglio io B1 B2.

8 [1.] Matth., 11, 26: «Ita Pater, quoniam sic fuit placitum ante te».

9 [8.] vuol) vuole ND B1 B2.

10 [10.] Sabei) Sabbei V NS.

11 [14.] v'amava... v'amo) vi amava... vi amo B1 B2.

12 [17.] ogg'innanzi) oggi innanzi B1 B2.




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