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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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MEDITAZIONE 8

 

"Haurietis aquas in gaudio de fontibus Salvatoris" (Isa. 12. 2). Tre fonti di grazia noi abbiamo in Gesu-Cristo. Il primo fonte è di "misericordia", nel quale possiamo purificarci di tutte le sordidezze de' nostri peccati. A questo fine già il nostro amantissimo Redentore formò a nostro bene questo fonte beato col suo medesimo sangue: "Dilexit nos, et lavit nos a peccatis nostris in sanguine suo" (Apoc. 1. 5).

Caro mio Salvatore, quanto vi debbo! Voi avete fatto per me quel che non avrebbe fatto un servo per lo1 suo padrone, ed un figlio per lo suo padre. No, che non posso lasciarvi d'amare, mentre mi avete posto col vostro amore in necessità di amarvi.

 

Il secondo fonte è fonte di "amore". Chi medita i patimenti e le ignominie di Gesu-Cristo sofferte per nostro amore dalla sua nascita sino alla morte, non è possibile che non sentasi infiammato di quel beato fuoco, ch'egli venne ad accendere in terra ne' cuori degli uomini. Sicché l'acque di questo fonte lavano insieme ed infiammano l'anime nostre.

Fate dunque, o Gesù mio, che il sangue che avete sparso per me, non solo mi lavi da tutte le colpe, con cui v'ho2 offeso, ma tutto ancora mi accenda di santo ardore verso di voi. Fate ch'io mi scordi di tutto, per attendere3 solo ad amar voi, mio Dio, degno d'infinito amore.

 

Il terzo fonte è fonte di "pace". Ciò significa quel che disse Gesu-Cristo: "Qui sitit veniat ad me" (Ioan. 7. 37).4 Chi desidera la pace del cuore, venga a me, che sono il Dio della pace. La pace che dona il Signore all'anime che l'amano, non è già la pace che promette il mondo ne'5 piaceri di senso o ne' beni temporali, che non contentano il cuore umano: la pace che dona Dio a' suoi servi, è pace vera, pace piena, che contenta e supera tutti i gaudii che posson6 dare le creature. "Qui autem biberit ex aqua, quam ego dabo ei, non sitiet in aeternum" (Io. 4. 13). Chi ama da vero Dio lascia tutto, disprezza tutto e non cerca altro che Dio.


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"Sì, mio Dio, voi solo voglio, e niente più". Fu già un tempo ch'io7 cercava altri beni fuor8 di voi, ma pensando all'ingiustizia che v'ho9 fatta, in posporvi a'10 beni vili e passaggieri, vorrei morirne di dolore. Conosco il male che ho fatto, e me ne dolgo con tutto il cuore. Conosco ancora che voi meritate tutto il mio amore, e perciò vi torno a dire e spero di replicarlo per sempre in questa vita e nell'altra: "Mio Dio, mio Dio, voi solo voglio e niente più; voi solo voglio e niente più".

O Maria, voi siete la prima amante di questo Dio, deh fatemi parte del vostro amore.

 




1 [9.] per lo) per il B B1 B2.

2 [19-20.] v'ho... ch'io) vi ho... che io B B1 B2.

3 [21.] attendere) attender ND B B1 B2.

4 [23.] Io., 7, 37: «Si quis sitit», etc.

5 [26.] ne'... ne') nei... nei ND V B B1 B2.

6 [28.] posson) possono B B1 B2.

7 [2.] ch'io) che io B B1 B2.

8 [2.] fuor) fuori ND B B1 B2.

9 [3.] v'ho) vi ho B B1 B2.

10 [3.] a') a B B1 B2.




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