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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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MEDITAZIONE PER LO1 GIORNO 29 DI GENNARO NELLA FESTA DI S. FRANCESCO DI SALES

 

Grande fu la fede di S. Francesco di Sales;2 li3 sembrava così bella la di lei bellezza, che non potea far di meno d'esclamare: "Oh Dio! la bellezza della nostra santa fede compariscebella, ch'io4 ne muoio d'amore; e mi pare ch'io debbo chiudere il dono prezioso, che Dio me ne ha fatto, dentro un cuore tutto profumato di divozione". Quindi non saziavasi di ringraziare il Signore, per averlo fatto nascere figlio della Chiesa. "Buon Dio (dicea)5 sono grandi i beneficii, con cui m'avete obbligato a voi, ma come potrò io ringraziarvi, per avermi illuminato colla santa fede?"6 E confessò, che benché avesse continuamente trattato con eretici, non mai dubitò delle verità della fede. Chi ama Dio, non dubita della fede; dubita della fede, chi non vive secondo insegna a vivere la fede.

 

Grande fu ancora la speranza di S. Francesco. Stava egli certo che Dio sempre veglia a nostro bene, e perciò si vedea sempre sereno ed intrepido in mezzo a' maggiori pericoli. Per quanti ostacoli si opponeano


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a' suoi disegni per quel ch'egli imprendea per la gloria di Dio, non mai vacillò nella sua confidenza. E questa sempre insinuava agli altri. Disse una volta ad un'anima timida:7 "Desiderate voi d'esser tutta di Dio? e perché temete a cagion della vostra debolezza? Sperate voi in Dio? e sperando in Dio, chi restò mai confuso? non temete de' vostri timori". Chi molto ama Dio, molto confida. L'amore discaccia il timore.

 

Grande fu poi la sua carità verso Dio. Il solo timore ch'ebbe in sua gioventù di non avere ad amar Dio in eterno, fu per torgli la vita, e gli rovinò la sanità. Questa carità gl'ispirò il coraggio di esporsi tante volte alla morte per Dio. Era così attento a scacciare dal cuore ogni affetto, che non era per Dio, che disse una volta:8 "S'io sapessi che nel mio cuore vi fosse un solo filo d'affezione, che non fosse di Dio ed ordinato a Dio, subito lo strapperei". Egli sempre aspirava al puro amore divino. Dicea:9 "Vorrei più presto esser niente, che non esser tutto di Dio". Scrisse ad una persona:10 "Io ho il mio cuore ripieno d'un'infinita affezione d'esser per sempre sagrificato al puro amore del Salvatore". E quanto poi fu tenero il suo affetto specialmente


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per Gesu-Cristo, ben egli lo spiegò, quando scrisse:11 "Consideriamo questo divin Salvatore disteso sopra la croce, ove muore per noi d'amore. Ah perché non ci gettiamo sopra di esso, per morire sulla croce con colui, che ha voluto morirvi per nostro amore? Io lo terrò, e non l'abbandonerò giammai. Morrò con lui, e brucerò nelle fiamme del suo amore. Uno stesso fuoco consumerà questo divin Creatore e la sua creatura. Io vivrò12 e morrò sul suo petto, né mi separeranno mai da lui né la morte, né la vita".

Santo mio, or che in cielo state amando Gesù da faccia a faccia, impetratemi la grazia di amarlo io, come l'amaste voi in questa terra.

 




1 [6.] per lo) per il B B1 B2.

2 [8.] G. GALLIZIA, La vita di S. Francesco di Sales, l. 6, c. 2, parag. 8; Venezia 1729, ed. III, 436: «O Dio! la bellezza della nostra santa fede ne compare sì bella, ch'io ne muoio d'amore, e mi pare che io devo chiudere il dono prezioso che Dio me n'ha fatto, dentro un cuore tutto profumato di divozione».

3 [9.] li) le ND V NS.

4 [10.] ch'io) che io B B1 B2.

5 [14.] dicea) dice NS: errore tipografico.

6 [14-18.] GALLIZIA, op. cit., 435: «Buon Dio, esclamava, molti e grandi sono i benefizi, co' quali m'avete infinitamente obbligato a voi; e per li quali vi rendo cordialissime grazie; ma come vi potrò io ringraziare per avermi voi illuminato colla santa fede? Essendo nato, allevato e cresciuto in vicinanza degli eretici, ed avendo continuamente trattato con essi, non ho mai, vostra mercé, vacillato nella fede; anzi non ho giammai potuto soffrire i loro libri, udirne i discorsi, considerarne i pretesti senza odiarli ed abbominarli più che la morte».

7 [3-6.] GALLIZIA, op. cit., 438: «E conchiude col dire ad un'anima timida: Desiderando voi d'essere tutta a Dio, perché temete a cagione della vostra debolezza, sopra di cui non vi dovete appoggiare? non sperate voi in Dio? Chi mai restò confuso, sperando in lui? Non temete i vostri timori».

8 [13-14.] GALLIZIA, op. cit., 439: «Se io sapessi, disse in un'occasione, che nel mio cuore vi fosse un solo filo d'affezione, che non fosse di Dio, od ordinato a Dio, lo strapperei tutto incontanente; s'io sapessi che una sola particella del mio cuore non fosse contrassegnata col segno del Crocifisso, non la vorrei ritenere eppure un momento». Vedi G. CAMUS, Lo spirito di S. Franc. di Sales, p. X, c. 9; Venezia 1741, ed. III, 246.

9 [15.] G. CAMUS, op. cit., 246: «Vorrei piuttosto essere un niente che non essere tutto di Dio senza alcuna eccezione».

10 [16.] GALLIZIA, op. cit., 439: «E ad una persona sua confidente scrisse queste parole: Soprattutto ho il mio cuore ripieno d'un'infinita affezione d'essere per sempre sagrificato al puro e santo amore del mio Salvatore».

11 [18.] S. FRANCESCO DI SALES, Tratt. dell'amor di Dio, l. 7, c. 8; Op. spirit., I, Venezia 1735, 288: «Consideriamo Teotimo, questo divino Redentore steso sopra la croce, come sopra il suo altare d'onore, dove egli muore, e muore per noi, ma di un più doloroso amore, che l'istessa morte, o d'una più amorosa morte che l'istesso amore. Ah perché noi non gettiamo noi stessi in ispirito sopra di lui, per morir sopra la croce con lui, perché ha voluto morir per nostro amore? Io lo terrò, dovressimo dire, se abbiamo la generosità dell'aquila, e non lo abbandonerò mai, io morirò con lui, e brugerò là dentro le fiamme del suo amore; un istesso fuoco consumerà questo divino Creatore e la sua miserabile creatura. Il mio Gesù è tutto mio, ed io sono tutto suo. Io vivrò e morrò sopra il suo petto, né la morte né la vita mi separerà giammai da lui». Cfr. Oeuvres, V, Annecy 1894, 35.

12 [7.] vivrò) viverò B B1 B2.




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