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S. Alfonso Maria de Liguori
Via della salute

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MED. II. GESÙ STA NEGLI ALTARI PER FARSI TROVARE DA TUTTI

 

Dicea S. Teresa1 che in questa terra non possono tutti i sudditi parlar col principe. La povera gente il più che può sperare è di fargli parlare per mezzo di qualche terza persona. Ma per parlare con voi, o Re del cielo, non v'è bisogno di terze persone, ognuno che vi vuole, vi trova nel SS. Sagramento, e può parlarvi a suo piacere e senza soggezione. Che perciò dicea la stessa santa2 che Gesu-Cristo nel Sagramento ha coverta la sua maestà coll'apparenza di pane, per darci più confidenza e toglierci ogni timore di accostarci ad esso. Ah che Gesù dagli altari par che ognora esclami e dica: "Venite ad me omnes, qui laboratis, et onerati estis, et ego reficiam vos" (Matth. 12. 28). Venite, dice, venite poveri, venite infermi, venite tribolati, venite giusti e peccatori, ed in me troverete il ristoro a tutte le vostre perdite ed afflizioni. Questo è il desiderio di Gesu-Cristo, di consolar ognuno che a lui ricorre. Egli di giorno e di notte dimora negli altari per farsi trovare da tutti e per far grazie a tutti. Perciò i santi aveano qui in terra tal piacere di trattenersi innanzi a Gesù Sagramentato, che i giorni e le notti lor pareano momenti. La contessa di Feria fatta monaca di S. Chiara3 non era mai sazia di starsene nel coro a vista della custodia; interrogata un giorno che cosa mai facesse per tanto tempo davanti il SS. Sagramento? Rispose con meraviglia: "Che si fa davanti al SS. Sagramento? Che si fa? si ringrazia, si ama e si domanda". S. Filippo Neri4 stando a vista del SS. Sagramento esclamava: "Ecco


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l'amor mio, ecco tutto il mio amore". Ah se Gesu-Cristo fosse ancora tutto il nostro amore, anche a noi i giorni e le notti alla sua presenza parrebbero momenti.

 

Affetti e preghiere

 

Così Gesù mio, da ogg'innanzi5 spero di dirvi sempre ancor io, venendo a visitarvi negli altari: "Ecco l'amor mio, ecco tutto il mio amore". Sì, amato mio Redentore, io non voglio amare altro che voi. Voi solo voglio che siate6 l'unico amore dell'anima mia. Mi sento morir di dolore, pensando che per lo7 passato ho amato le creature e le mie soddisfazioni più di voi, voltando le spalle a voi, bene infinito. Ma voi perché non volete vedermi perduto, mi avete sofferto con tanta pazienza, ed in vece di castigarmi mi avete ferito il cuore con tante saette d'amore, sì che non ho potuto più resistere alle vostre finezze, e mi son dato a voi. Vedo che voi mi volete tutto per voi.

Ma giacché lo volete, fatelo, perché voi l'avete da fare. Distaccatemi da tutti gli affetti alla terra e da me stesso, e fate ch'io8 non cerchi altri che voi, non pensi ad altri che a voi, non parli d'altri che di voi, e non desideri, non sospiri che di ardere, di vivere e di morire per voi. O amore del mio Gesù, vieni ed occupa tutto il mio cuore, e tu discacciane tutti gli amori, che non sono per Dio. V'amo9 Gesù mio Sagramentato, v'amo10 mia vita, mio tesoro, mio amore, mio tutto. O Maria, speranza mia, pregate per me e rendetemi tutto di Gesù.

 




1 [3.] S. TERESA, Libro de la vida, c. 37; Obras, I, Burgos 1915, 323-24.

2 [8.] S. TERESA, Cammino di perfezione, c. 34; Op. spirit., I Venezia 1678, 215. Cfr. Obras, III, Burgos 1916, 164.

3 [20.] Forse da C. A. CATTANEO, Esercizi spirituali di S. Ignazio, ott. giorno, l'amore di G. Cristo nel SS. Sacramento, rifless., n. 3; Venezia 1735, 244: «La contessa di Feria, rimasta vedova di 24 anni, prese l'abito di S. Chiara, e dallo spesso e lungo trattenersi che faceva avanti l'altare fu chiamata la sposa del SS.mo. Interrogata che facesse e che pensasse in quelle ore, che stava dinanzi al SS.mo rispose: Io vi starei tutta l'eternità; e non è ivi la stessa essenza di Dio, che sarà pascolo eterno de' beati? Buon Iddio! E che si fa dinanzi a lui? E che non si fa? Si ama, si loda, si ringrazia, si dimanda. E che cosa fa un povero avanti il ricco? Che fa un ammalato avanti il medico? Che fa un assetato ad una fontana chiara? Che fa un affamato ad una lauta mensa?». Vedi M. DE ROA, Vita, l. IV, c. 5 e l. IX, c. 13; Roma 1666; S. LEONARDO DA PORTO MAUR., Manuale sacro, p. II, §. 5; Roma 1734, 58.



4 [24.] BACCI, Vita di S. Filippo Neri fiorentino, l. IV, c. I, n. 4; Bologna 1686, 273.

5 [5.] ogg'innanzi) oggi innanzi B B1 B2.

6 [8.] siate) siete V NS: err. tipogr.

7 [9.] per lo) per il B B1 B2.

8 [16.] ch'io) che io B B1 B2.

9 [20.] v'amo) vi amo B B1 B2.

10 [21.] v'amo) vi amo B B1 B2.




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