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S. Alfonso Maria de Liguori
Visite al SS. Sacramento

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VISITA XII.

Deus caritas est, qui manet in caritate

in Deo manet, et Deus in eo. Io. I.1

Chi ama Gesù sta con Gesù e Gesù sta con esso.2 Si quis diligit me, diligetur a Patre meo, et ad eum veniemus, et mansionem


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apud eum faciemus.3 S. Filippo Neri, quando si comunicò per viatico, in vedere entrare il SS. Sacramento esclamò: Ecco l'amor mio, ecco l'amor mio.4 Dica dunque ciascuno di noi alla presenza qui di Gesù sacramentato: Ecco l'amor mio, ecco l'oggetto de' miei amori, di tutta la mia vita e di tutta l'eternità.

Dunque, mio Signore e mio Dio, se voi avete detto nell'Evangelio5 che chi v'ama sarà amato da voi, e voi verrete ad abitare in esso per non partirvene più, io v'amo più d'ogni bene:6 amatemi dunque voi ancora, mentre io stimo l'essere amato da voi più di tutti i regni del mondo: e venite e fermate la vostra abitazione nella povera casa dell'anima mia, talmente che non vi abbiate più a partire da me, o per meglio dire, ch'io non v'abbia più a cacciare da me. Voi non vi partite se non siete cacciato. Io come vi ho cacciato per lo passato così posso cacciarvi di nuovo. Ah non permettete che succeda nel mondo questa nuova scelleraggine e quest'orrenda ingratitudine, ch'io favorito così parzialmente da voi dopo tante grazie7 vi abbia di nuovo a licenziare dall'anima mia! Ma può succedere; e per questo, Signor mio, desidero la morte, se vi piace, acciocch'io morendo unito con voi, unito con voi abbia poi da vivere per sempre. Sì, Gesù mio, così spero. Io v'abbraccio, vi stringo al mio povero cuore: fate ch'io sempre v'ami e sempre sia amato da voi. Sì, mio Redentore amabilissimo, io sempre vi amerò, voi sempre mi amerete. Spero che sempre ci ameremo, o Dio dell'anima mia per tutta l'eternità.


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Amen. Così sia.- Giac. Gesù mio, io voglio sempre amarvi ed esser amato da voi.

La comunione spirituale.




1 Deus caritas est, et qui manet in caritate, in Deo manet, et Deus in eo. I Io. IV, 16.



2 Prima del 1755: in esso.

3 Qui autem diligit me, diligetur a Patre meo. Io. XIV. 21. - Si quis diligit me... Pater meus diliget eum, et ad eum veniemus, et mansionem apud eum faciemus. Io XIV, 23.



4 «Appena entrò Borromeo (il Cardinal Federigo) in camera col Santissimo Sacramento in mano, che il santo vecchio in un subito - ancorché prima stesse con gli occhi serrati e paresse come morto - aprì gli occhi, e con gran fervore di spirito disse ad alta voce, e con molte lagrime: «Ecco l' amor mio! ecco l' amor mio! Ecco tutto il mio amore, e tutto il mio bene! Datemi prestamente il mio amore!»... Quando fu nell' atto del comunicarsi, tutto infervorato disse: «Vieni, vieni, o Signore: vieni, amor mio!» e si comuincò. E poi soggiunse: «Ora, ho ricevuto il vero medico dell' anima mia. Vanitas vanitatum et omnia vanitas. Chi vuol altro che Cristo non sa quel che domanda, e non sa quel che si voglia.» BACCI, Vita, Brescia, 1706, lib. 4, cap. 1, n. 4.

- Nell' ed. del 1748: Ecco l' amor mio: ecco tutto il mio bene: datemi il mio amore; in quella del 1749: Ecco l' amor mio: ecco l' amor mio: datemi il mio amore; nelle altre ediz. come nel testo



5 Prima del 1755: Evangelo.



6 Idem: Io v' amo, Signor mio, v' amo più d' ogni bene.



7 Idem: manca: dopo tante grazie.




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