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S. Alfonso Maria de Liguori
Visite al SS. Sacramento

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VISITA XIX.

È cosa dolce ad ognuno di trovarsi in compagnia d'un suo caro amico; e non sarà dolce a noi in questa valle di lagrime star in compagnia del migliore amico che abbiamo, e che può farci ogni bene ed appassionatamente ci ama e perciò si trattiene con noi continuamente? Ecco nel SS. Sacramento possiamo parlare con Gesù a nostro piacere, aprirgli il nostro cuore, esporgli le nostre necessità, domandargli le sue grazie; noi possiamo in somma trattare col re del cielo in questo Sacramento con tutta la confidenza e senza soggezione. Fu troppo fortunato Giuseppe, quando discese Dio colla sua grazia, come attesta la Scrittura, nella sua carcere a consolarlo: Descendit cum illo in foveam, et in vinculis non dereliquit eum (Sap. X).1 Ma troppo siamo più fortunati noi in aver sempre con noi in questa terra di miserie il nostro Dio fatt'uomo, che colla sua presenza reale ci assiste in tutt'i giorni di nostra vita con tanto affetto e compassione verso di noi. Ad un povero carcerato qual consolazione è l'avere un amico affezionato che gli tenga conversazione, lo consoli, gli dia speranza, lo soccorra e pensi a sollevarlo dalle sue miserie! Ecco il nostro buon amico Gesù Cristo che in questo Sacramento ci fa animo con dirci: Ecce vobiscum sum omnibus diebus.2 Eccomi, egli dice, tutto per voi, venuto a posta dal cielo in questa vostra prigione a consolarvi, ad aiutarvi, a liberarvi. Accoglietemi, fatevela sempre con me, stringetevi a me, che così non sentirete le vostre miserie e poi verrete meco al mio regno dove vi farò appieno beati.

O Dio, o amore incomprensibile, giacché voi vi degnate d'essere così cortese con noi, che per istarvene3 a noi vicino vi degnate di scendere sui nostri altari, io propongo di visitarvi spesso; voglio godere quanto più posso della vostra dolcissima presenza che rende beati i santi in paradiso. Oh potessi starvi sempre innanzi per adorarvi e farvi atti d'amore! Svegliate, vi priego,4 l'anima mia, quando per tiepidezze o per affari di


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mondo trascura di visitarvi. Accendete in me un gran desiderio di starvi sempre vicino in questo Sacramento. Ah mio amoroso Gesù, vi avessi sempre amato! Vi avessi dato sempre gusto! Mi consolo che ancora mi resta tempo di farlo, non solo nell'altra vita, ma ancora in questa. Io lo voglio fare, vi voglio amare davvero, mio sommo bene, mio amore, mio tesoro, mio tutto. Voglio amarvi con tutte le forze.- Giac. Dio mio, aiutatemi ad amarvi.

La comunione spirituale.




1 Descenditque cum illo in foveam, et in vinculis non dereliquit illum. Sap. X, 13, 14.



2 Et ecce ego vobiscum sum omnibus diebus. Matth. XXVIII, 20.



3 Prima del 1755: starvene.



4 Napoli, 1748, '49: prego.




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