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S. Alfonso Maria de Liguori
Visite al SS. Sacramento

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VISITA XXI.

Ubicumque fuerit corpus, ibi congregabuntur et aquilae (Luc. XVII).1 Per questo corpo intendono comunemente i santi quello di Gesù Cristo, e per l'aquile intendono l'anime staccate che si sollevano come aquile sopra le cose della terra e volano al cielo, a cui2 co' pensieri e cogli affetti sempre sospirano e dove3 fanno la loro continua dimora. Queste aquile poi in terra ivi trovano il loro paradiso dove trovano Gesù sacramentato, che par che non possano mai saziarsi di stargli d'intorno.4 Se l'aquile, dice S. Girolamo, sentendo l'odor di qualche morto si partono da lontano per trovarlo; quanto più siamo noi obbligati di correre e volare a Gesù nel SS. Sacramento, come alla più cara esca de' nostri cuori.5 Perciò i santi in questa


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valle di lagrime hanno cercato sempre come cervi assetati6 di correre a questa fonte di paradiso. Il P. Baldassare Alvarez della Compagnia di Gesù in qualunque impiego si trovasse buttava spesso gli occhi dove sapeva che stava il Sacramento, lo visitava molto spesso ed alle volte vi durava le notti intiere. Piangeva in vedere i palaggi de' grandi pieni di gente a corteggiare un uomo da cui speravano qualche misero bene, e così poi abbandonate le chiese dove abita il sommo Principe del mondo, che se ne sta con noi in terra come in trono d'amore, ricco di beni immensi ed eterni. E diceva esser troppo grande la fortuna de' religiosi che nelle loro case stesse possono visitare semprecché vogliono di notte e di giorno questo gran Signore nel SS. Sacramento, il che non possono fare i secolari.7

Giacché voi, Signor mio amantissimo, con tuttoché mi vedete


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così schifoso, e tanto ingrato al vostro amore, pure con tanta bontà mi chiamate ad accostarmi a voi, io non voglio disanimarmi per le mie miserie: vengo, e m'accosto a voi; ma voi mutatemi tutto; cacciate da me ogni amore che non è8 per voi, ogni desiderio che a voi non piace, ogni pensiero che non tende a voi. Gesù mio, amor mio, tesoro mio, tutto mio, io voglio contentare solo voi, voglio dar gusto solo a voi. Voi solo meritate tutto l'amor mio, voi solo voglio amare con tutto il mio cuore. Staccatemi da tutto, Signor mio, e ligatemi solo a voi; ma ligatemi tanto, ch'io non mi possa separare più da voi, né in questa né nell'altra via.- Giac. Iesu mi dulcissime, ne permittas me separari a te.9

La comunione spirituale.




1 Ubicumque fuerit corpus, illuc congregabuntur et aquilae, Luc. XVII, 37.



2 Prima del 1755: dove.



3 Nelle ed. prima del 1755 manca dove.



4 Napoli, 1748, '49: stargl' intorno.



5 S. AMBROSIUS, Expositio Evangelii secundum Lucam, in Luc. XVII, 37, n. 55, 56, ML 15-1781, 1782: « Ubi corpus fuerit, ibi congregabuntur et aquilae. Itaque prius quae sint aquilae conniiciamus, ut quod sit corpus definiamus. Iustorum enim animae aquilis comparantur, quod alta petant, humilia derelinquant, longaevam ducere ferantur aetatem. Unde et David animae suae dicit: Renovabitur sicut aquilae iuventus tua. (Ps. CII, 5). Si igitur intelleximus aquilas, de corpore iam dubitare non possumus, maxime si meminerimus quod a Pilato Ioseph corpus acceperit (Io. XIX, 38). Nonne tibi videntur aquilae circa corpus Maria Cleophae, et Maria Magdalene, et Maria mater Domini, apostolorumque conventus circa Domini sepulturam? Nonne tibi videntur [ETML-P:A]aquilae circa corpus, quando veniet cum intelligibilibus nubibus: De exemplo naturali quod quotidie cernimus, Christi instruimur sacramento. Aquilae et vultures etiam trans maria dicuntur sentire cadavera, et ad escam huiuscemodi congregari. Si ero irrationabiles voluceres naturali sensu tantis terrarum spatis et maris fluctibus separatae, parvum cadaver sentiunt ubi iaceat: quanto magis nos et omnis multitudo credentium debet festinare ad eum, cuius fulgur exit ab Oriente et paret usque ad Occidentem! Possumus autem corpus, id est,  </span>(?) quod significantius latine dicitur



6 Napoli, 1748: 49: cerve assetate.



7 «Mostrava altresì la sviscerata divozione ch' avea al Santissimo Sacramento, da cui non sapea staccar la vista, ovunque il vedesse, senza che il disturbassero o musiche, o persone, o altra esterior cosa, perché con gli occhi della fede, mirava per entro il velo degli accidenti del pane l' Invisibile con più certezza che se il vedesse con gli occhi del corpo. E come gli Apostoli, quando videro salire al cielo il Maestro loro, togliendosi loro di veduta, non per tanto lasciarono di mirare al cielo, ove sapean ch' era il suo soggiorno, avvegnaché alla lor vista  nascosto: così questo sant' uomo, ch' era tanto uso mirare il suo Signore nella contemplazione, non potea rimuover gli occhi dal suo Sacramento, ove sapea ch' era coperto sotto quel velo. Il visitava sovente in chiesa, domorandovi gran pezzo in orazione, e talora le notti intiere si tratteneva con esso, godendo della sua presenza, e querelavasi in vedere in tanta solitudine i templi, e in tanta frequenza le piazze, quanti pochi sono coloro che contrattano con questo Signore in questo Tribunale e Soglio ch' ha in terra, essendosi a tal effetto fermato quaggiù tra noi! Avea a gran favore l' averlo i religiosi nelle lor case per poterlo visitare più spesso, e molte volte di giorno e di notte, con maggior facilità che i secolari.» Ven. LODOVICO DA PONTE, Vita, cap. 6. Roma, 1692, pag. 60, 61.

8 Prima del 1758: sia.



9 « Fac me tuis semper inhaerere mandatis, et a te numquam separari permittas.» Canon Missae, oratio 2 ante Communionem. - Oratio S. Ignatii: Anima Christi. - Napoli, 1748, '49: Noli me separari a te.






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