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S. Alfonso Maria de Liguori
Visite al SS. Sacramento

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VISITA XXIV.

Vere tu es Deus absconditus (Is. [XLV], 15). In niun'altra opera di divino amore si avverano tanto queste parole quanto in questo mistero adorabile del SS. Sacramento, dove il nostro Dio sta in tutto nascosto. Nel prender carne l'Eterno Verbo nascose la sua divinità e comparve uomo sulla terra; ma nel restarsene con noi in questo Sacramento Gesù nasconde anche l'umanità, e solo, dice S. Bernardo, fa comparenza di pane, per dimostrare con essa la tenerezza1 d'amore che ha per noi: Latet divinitas, latet humanitas, sola patent viscera caritatis.2 Alla vista dell'eccesso, o mio amato Redentore, di tanto affetto che voi avete per gli uomini io resto, Signor mio, fuori di me né so che dirmi. Voi in questo Sacramento arrivate per loro amore sino a nascondere la vostra maestà ed avvilire le vostre glorie: arrivate sino a consumare ed annientare la vostra vita divina. E mentre state sugli altari altro officio par che non fate3 che


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d'amare gli uomini e far palese l'amore che loro portate; ed essi quale riconoscenza ve ne rendono, o gran Figlio di Dio!

O Gesù, o amatore, lasciatemi dire, troppo appassionato per gli uomini, mentre vi vedo anteporre i loro beni allo stesso vostro onore. E non sapevate voi a quali disprezzi doveva esponervi4 poi questo amoroso vostro disegno? Io vedo, e ben prima lo vedevate voi, che la maggior parte degli uomini non vi adora né vi vuole conoscere per quello che siete in questo Sacramento. So che tante volte questi uomini stessi sono giunti a calpestare l'ostie consecrate5 ed a buttarle sulla terra, nell'acque e nel fuoco. E miro anche la maggior parte, anche di coloro6 che vi credono, oh Dio, che invece di riparare a' tanti oltraggi con i loro ossequi, o vengono nelle chiese a più disgustarvi colle irriverenze, o vi lasciano abbandonato negli altari, sprovveduti alle volte anche di lampade7 e degli ornamenti necessari.

Oh potess'io, mio dolcissimo Salvatore, lavare colle lagrime mie ed anche col mio sangue quei luoghi infelici ne' quali fu in questo Sacramento tanto oltraggiato il vostro amore e 'l vostro Cuore innamorato! Ma se tanto non mi è concesso, io desidero almeno, Signor mio, e propongo di visitarvi spesso per adorarvi, come oggi vi adoro, in contraccambio de' disprezzi che ricevete dagli uomini in questo divinissimo mistero. Accettate, o Eterno Padre, questo misero onore che in riparo dell'ingiurie fatte al vostro Figlio sacramentato vi rende oggi il più misero fra gli uomini quale son'io; accettatelo in unione di quell'onore infinito che vi rendette Gesù Cristo sulla croce e che vi rende ogni giorno nel SS. Sacramento. Oh potessi far io, o mio Gesù sacramentato, che tutti gli uomini fossero innamorati del SS. Sacramento!- Giac. Oh amabile Gesù, fatevi conoscere, e fatevi amare.

La comunione spirituale.




1 Prima dell' ed. di Napoli, 1758: per far mostra con quella della tenerezza.



2 Non abbiamo trovato questo testo, sebbene tanto comunemente ripetuto.



3 Venezia, 1758: facciate.

4 Idem: esporvi.



5 Prima del 1755: consacrate.



6 Napoli, 1748: Miro la maggior...; 1748 e '49: di quelli.



7 1748: lampana;  '49, '51, '54; lampa; '55 e seg.: lampade.






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