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S. Alfonso Maria de Liguori
Visite al SS. Sacramento

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VISITA XXV.

San Paolo loda l'ubbidienza di Gesù Cristo dicendo ch'egli ubbidì all'Eterno Padre fino alla morte: Factus obediens usque ad mortem (Phil. II, [8]). Ma in questo Sacramento è passato innanzi, mentre quivi ha voluto rendersi ubbidiente non solo all'Eterno Padre, ma ancora all'uomo: e non solo sino alla morte, ma sino che durerà il mondo: Factus obediens, può dirsi, usque ad consummationem saeculi. Egli il Re del cielo scende dal cielo per ubbidienza dell'uomo, e sugli altari poi pare che resti a trattenersi per ubbidire agli uomini. Ego autem non contradico (Is. L, [5]). Ivi se ne sta senza muoversi da se stesso: si fa ponere laddove lo pongono, o negli ostensori esposto o nelle custodie chiuso: si fa portare per dove lo portano, per le case, per le strade: si fa dare nelle comunioni a chi lo danno, o sia giusto o sia peccatore. Mentre visse su questa terra, dice S. Luca ch'egli ubbidiva a Maria SS. ed a S. Giuseppe;1 ma in questo Sacramento egli ubbidisce a tante creature, quanti sono i sacerdoti nella terra: Ego autem non contradico. Lasciate


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ch'io oggi parli con voi, o Cuore amantissimo del mio Gesù, da cui uscirono già tutt'i sacramenti, e principalmente uscì questo Sacramento d'amore. Io vorrei rendere a voi tanto di gloria e d'onore, quanto voi ne rendete sacramentato nelle nostre chiese all'Eterno Padre. Io so che voi su quest'altare mi state amando con quello stesso amore con che mi amaste quando consumaste la vostra vita divina fra tante amarezze sulla croce. Illuminate, o Cuore divino, a conoscervi chi non vi conosce. Liberate co' vostri meriti, o almeno sollevate nel purgatorio quell'anime afflitte che sono già vostre spose eterne. Io vi adoro, vi ringrazio, vi amo con tutte l'anime che a quest'ora vi stanno amando nella terra e nel cielo. Purificate, o Cuore purissimo, il mio cuore da tutti gli attacchi alle creature, e riempitelo del vostro santo amore. Possedete, o Cuore dolcissimo, tutto il cuor mio, talmente ch'egli da oggi avanti sia tutto per voi e possa dire sempre: Quis me separabit a caritate Dei quae est in Christo Iesu? (Phil. III).2 Scrivete, o Cuore santissimo, sopra del mio gli affanni così amari che per tanti anni sopra la terra sopportaste con tanto amore per me, acciocché alla loro vista io da oggi avanti aneli, o almeno sopporti per amor vostro con pazienza tutte le pene di questa vita. Cuore umilissimo di Gesù, fatemi parte della vostra umiltà. Cuore mansuetissimo, comunicatemi la vostra dolcezza. Togliete dal mio cuore tutto ciò che a voi non piace. Convertitelo tutto a voi, acciocché non vogliadesideri se non quello solo che volete voi. Fate in somma ch'io viva solo per ubbidirvi, solo per amarvi, solo per darvi gusto. Conosco che troppo vi debbo, troppo voi mi avete obbligato: è poco s'io tutto mi struggo e mi consumo per voi.- Giac. O Cuore di Gesù, voi siete l'unico signore del cuore mio.

La comunione spirituale.




1 Et descendit cum eis, et venit Nazareth; et erat subditus illis, Luc. II, 51.



2 Quis ergo nos separabit a caritate Christi? Rom. VIII, 35. - Neque mors, neque vita... neque creatura alia poterit nos separare a caritate Dei, quae est in Christo Iesu Domino nostro. Rom. VIII, 38, 39.




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