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S. Alfonso Maria de Liguori
Visite al SS. Sacramento

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VISITA XXVIII.

Avendoci Dio donato il suo medesimo Figlio, dice S. Paolo, qual bene mai noi possiamo temere che ci abbia a negare? Quoniam non etiam cum illo omnia nobis donavit? (Rom. VIII).1 Sappiamo già che l'Eterno Padre tutto quello che ha l'ha dato a Gesù Cristo: Omnia dedit ei Pater in manus (Io. XIII, [3]). Ringraziamo sempre dunque la bontà, la misericordia, la liberalità del nostro amantissimo Dio che ha voluto renderci ricchi d'ogni bene e di ogni grazia nell'averci dato Gesù nel Sacramento dell'altare: In omnibus divites facti estis in illo... ita ut nihil vobis desit in ulla gratia (I Cor. I, [5 e 7]).

Sicché, o Salvatore del mondo, o Verbo umanato, io posso


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pensare che voi siete mio e tutto mio se io vi voglio: ma posso dire insieme ch'io son tutto di voi che mi volete? Ah, Signor mio, rimediate a non far vedere nel mondo questo sconcerto e questa ingratitudine, che io non abbia ad essere vostro quando voi mi volete!

Ah non sia mai. Se ciò è stato per lo passato, non sia più per l'avvenire. Io risolutamente oggi mi consacro tutto a voi: vi consacro nel tempo e nell'eternità la mia vita, la mia volontà, i miei pensieri, le mie azioni, i miei patimenti. Eccomi tutto vostro; qual vittima a voi consacrata, mi licenzio dalle creature e tutto a voi mi offerisco. Consumatemi colle fiamme del vostro divino amore. Non voglio no che del mio cuore n'abbiano più parte le creature. I segni che mi avete fatti vedere dell'amore che mi portaste allora quando io non vi amava, mi fanno sperare che certamente mi accettiate ora che v'amo, e per amore a voi mi dono.

Eterno Padre, io vi offerisco oggi tutte le virtù, gli atti, gli affetti del Cuore del vostro caro Gesù. Accettateli per me e per gli meriti suoi che tutti sono miei, mentr'egli a me l'ha donati: concedetemi quelle grazie che Gesù vi domanda per me. Con questi meriti io vi ringrazio di tante misericordie usatemi. Con questi soddisfo quello che vi debbo per li peccati miei. Per questi spero ogni grazia da voi, il perdono, la perseveranza, il paradiso, e sopra tutto il sommo dono del vostro puro amore. Vedo già che a tutto io sono che pongo impedimento, ma a ciò ancora voi rimediate. Io ve lo prego per amore di Gesù Cristo il quale ha promesso: Si quid petieritis Patrem in nomine meo, dabit vobis (Io. XIV).2 Dunque non me lo potete negare. Signore, io non voglio che amarvi, che donarmi a voi intieramente, e non vedermi più ingrato come sono stato sinora. Guardatemi ed esauditemi; fate che oggi sia il giorno ch'io tutto mi converta a voi, per non lasciare mai più d'amarvi. V'amo, mio Dio, v'amo, bontà infinita; v'amo, mio amore, mio paradiso, mio bene, mia vita, mio tutto. - Giac. Gesù mio, tutto mio; voi mi volete, io vi voglio.

La comunione spirituale.




1 Qui etiam proprio Filio suo non pepercit, sed pro nobis omnibus tradidit illum, quomodo non etiam cum illo omnia nobis donavit? Rom. VIII, 32.



2 Io. XVI, 23.




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