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S. Alfonso Maria de Liguori
Vita...Suor Teresa Maria de Liguori

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7. Sua mortificazione esterna ed interna.

 

Sin da novizia cominciò a digiunare tre volte la settimana, e perseverò fin tanto che dalla superiora, per le sue infermità le fu proibita qualunque sorta di mortificazione; poiché allora il Signore cominciò a mortificarla di sua propria mano, come appresso riferiremo. Del resto, prima di ciò suor Teresa Maria procurò di mortificare il suo corpo per quanto poteva; cioè per quanto le veniva permesso dall'ubbidienza. Spargea nel letto sotto del lenzuolo scheggie di legno in tempo di riposo. Scottava le sue carni con candele accese. In refettorio cibavasi di ciò che molto nauseava.

 

Maggiormente poi attese alla mortificazione esterna. Per qualunque cosa che vedesse o sentisse nella comunità, ordinariamente di nulla si curava, sfuggendo d'impacciarsi in alcuna cosa, fuori di quelle che le erano imposte dall'officio assegnatole o dall'ubbidienza delle superiore. E se talvolta stimava necessario dire alcuna cosa per maggior gloria di Dio, e vedea disprezzato il suo sentimento, subito lasciava di contendere, e se ne restava in pace. Aveva ella per sua divozione fatta fabbricare con licenza della priora una cappella nel giardino del monastero; ma allorché quella stava già per compirsi, la priora nuova di quel tempo le intendere, non essere sua volontà che la cappella si finisse, e suor Teresa subito si quietò, abbandonando l'opera senza replicare, e senza neppur dimostrarne alcun segno di rammarico, contenta di ubbidire, benché avesse a perdersi tutta la spesa da lei fatta; né più vi pensò, sin tanto ch'essendo stata eletta nuova superiora, suor Teresa, per consiglio del suo padre spirituale, glie ne parlò, e colla di lei ubbidienza dar compimento alla cappella, che per altro era desiderata comunemente dalle religiose.

 

Più volte accadde che a mensa non le fu portato da mangiare come alle altre, ed ella restandone in pace non mai ne querela, o diè segno di tal sua mortificazione, rispondendo, allorché se ne discorrea, così: Se io me ne stessi seduta in un cantone del mio monastero per mia volontà, non vi starei volentieri? e così mi contento di stare nel refettorio per volontà di Dio, qualora non mi si porti da cibarmi.

 

Facendosi qualche cosa dalle converse di suo servizio, come paste dolci o altra cosa, e perdendosi quelle per trascuraggine delle converse, niente se ne turbava né le mortificava con alcuna parola di rimprovero. Talora tacciata dall'altre monache, ed anche insultata a torto, quantunque ella fosse di natural vivace e spiritoso, udiva, e taceva come fosse stata insensibile. Avea suor Teresa molta consolazione in mettersi alla grata del coro quando udiva la messa, in rimirar l'altare ove si celebrava; ma avendo poi inteso che anche stando da dentro nelle prospere del coro poteva assistersi alla messa, d'indi in poi di la sentiva, privandosi di quella sua consolazione spirituale affin di mortificarsi, ed insieme di evitare ogni divagazione di mente in guardare dalla grata oggetti che avessero potuto distrarla.

 




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