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S. Alfonso Maria de Liguori
Vita...Suor Teresa Maria de Liguori

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13. Ultima sua infermità e morte.

 

Ma veniamo finalmente alla sua ultima infermità e morte. Tra le molte tribolazioni con cui andò il Signore purificando questa sua sposa, non lasciò di esercitarla con varie infermità nelle quali si trovò ella sempre rassegnata con pace al divino volere, occultando ben anche di palesare alle sorelle le pene che provava. Prima della sua ultima infermità, patì per lo spazio di otto mesi palpiti di cuore assai tormentosi, sì che le bisognava dormire sedendo, poiché non potea porsi a giacere nel letto per causa dell'affanno e dolore che tali palpiti le apportavano; ma di ciò ella non mai con altre ne fe' menzione.

 

Indi per alcune eccessive fatiche fatte in servizio della sagrestia, mentre per non incomodare le converse ella calava e saliva le grade carica di gravi pesi, riscaldandosi e raffreddandosi in tali strapazzi, contrasse un gran catarro di petto; e poich'ella poco ne curava, ed all'incontro non volea tralasciare alcun esercizio della comunità, il catarro si fermò nel petto in modo che la ridusse a farsi etica. Ad una tale infermità si unirono appresso altri varj mali, come dolori acerbi di stomaco, vigilie, inappetenze e vomiti; onde tutte le sorelle la compativano qual martire di patimenti. Ma suor Teresa in sì penosa e lunga infermità di sette mesi, dimostrò sempre un'invitta pazienza soffrendo tutto con rassegnazione e pace. Non vi fu alcuna che udisse uscir dalla sua bocca in mezzo a tante pene alcun lamento; anzi talora, quando più forse infierivano i dolori, si vedea tranquillamente sorridere.

 

Dalla comunità, che molto amava questa religiosa così buona ed esemplare,


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oltre le continue orazioni che si fecero, impiegaronsi per la di lei sanità tutte le diligenze de' medici e de' rimedj; nel che suor Teresa dimostrò la sua gran virtù, non ripugnando a nulla di quanto venivale ordinato così dai medici, come dalle infermiere. Le diedero poi l'acqua gelata per quaranta giorni, in fine de' quali dimandolle il medico, se nel bere sentisse alcun dolore per le viscere? ed allora ella rispose che per dovunque passava l'acqua, sentiva spasimi; né di ciò avea mai fatta parola, bevendo l'acqua prontamente sempre che le veniva presentata.

 

Avvicinandosi il fine de' suoi giorni (verisimilmente da lei già preveduto, poiché due anni prima quando stava perfettamente sana, disse un giorno alla sua zia, che determinatamente tra tanto spazio di tempo se ne sarebbe morta), ricevé con molta divozione i santi sagramenti. Desiderava già ella internamente l'assistenza del suo padre spirituale, ma per mortificarsi e morire affatto distaccata da ogni consolazione terrena e tutta abbandonata nelle braccia di Dio, taceva e non lo domandava; ma la madre priora procurò che quegli venisse ad assisterla nel suo passaggio, al quale stando suor Teresa già vicina, ben dava a conoscere la sua grande unione con Dio ne' segni della sua pace interna che dimostrava colla sua modestia e colla serenità del volto. Domandata dal direttore se allora aveva alcuno scrupolo di coscienza, rispose: No; per grazia di Dio, io mi sento una sicurezza della mia salute eterna, che mi pare che 'l Signore si porti troppo buono con me. Ripigliò il padre spirituale che bisognava però metter tutta la confidenza nella misericordia di Dio: (ella replicò), solamente nella sua misericordia io confido. Ed allora soggiunse: Ho un gran desiderio di morire. E disse poi il direttore che in proferir ella queste parole gli parve che le uscissero dalla bocca come tante fiamme d'amor divino. E di a poco questa diletta di Dio, nel giorno 30 di ottobre dell'anno 1724., in età di 21. anno, morì, spirando in una pace di paradiso in braccio del suo divino Sposo per andare ad amarlo e goderlo (come piamente speriamo) eternamente nel suo beato regno.




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