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S. Alfonso Maria de Liguori
Vittorie dei Martiri

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BREVE PREFAZIONE

Si dice di alcuni martiri particolari; poiché non intendiamo in questo libro di fare un'istoria di tutti i martiri che vi sono stati nella chiesa, ma solamente di narrare alla rinfusa, senza ordine di tempo o di persone, le vittorie di alcuni santi che dimostrarono maggior coraggio nei loro combattimenti e soffrirono i tormenti più acerbi che poté inventare la crudeltà de' tiranni. In alcuni racconti che qui esporremo pare incredibile come i persecutori della fede avessero potuto così infierire contro de' santi martiri ch'erano innocenti e che non faceano male ad alcuno. Ma ecco donde nascea questa fierezza de' tiranni. Nascea primieramente dall'odio che generalmente portavano a' cristiani, i quali colle loro azioni


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virtuose erano di un forte rimprovero alla vita infame che menavano. Nasceva ancora dalle istigazioni de' demonj che abborrivano con maggior furore quei santi, che col loro esempio promoveano maggiormente la fede ed animavano gli altri ad imitarli.

1. Ma particolarmente nascea dalla stizza ch'essi tiranni concepivano verso i martiri, in vedersi vinti da fanciulli, da tenere donzelle e da uomini anche semplici ed ignoranti che rinfacciavano ad essi la loro pazzia in voler seguire una falsa religione, che ammetteva tutti i vizj e faceva adorare dei falsi e malvagi che in loro vita, secondo essi medesimi gentili insegnavano, non aveano dati altri esempj, che di turpitudini e scelleraggini tali ch'erano detestate da tutti gli uomini. Si aumentava poi la loro rabbia da' tanti miracoli che avvenivano per mezzo di quei santi: vedeano le fiere buttarsi ai loro piedi: vedeano i carboni ardenti, i piombi liquefatti che più non bruciavano e cose simili. Metteansi essi a gridare: Magie! magìe! prestigj! incantesimi! Ma i popoli a quei prodigj si convertivano, ed abbracciavano la fede a più migliaia la volta; e così i giudici più fremeano di rabbia. Credeano essi di spaventare con inventar nuovi tormenti, e di estinguer la fede con uccidere i cristiani; ma quanto più moltiplicavano i tormenti, e quanti più ne uccideano, invece di mancare, cresceva il numero de' fedeli che si offerivano al martirio. Narra Tertulliano che stando un certo governatore nell'Asia chiamato Arrio, un giorno gli si presentò una moltitudinegrande di cristiani che confessavano Gesù Cristo, ch'egli ebbe rincrescimento di far morire tanta gente; ne fece uccidere alcuni pochi, ma a tutti gli altri disse: Voi, se avete voglia di morire, non vi mancano i precipizj in cui potete gittarvi; andate via, e così li licenziò.

2. Sicché, come si è detto di sopra, non s'intende qui fare una storia generale de' martiri, ma solo di alcuni loro più speciosi. Né taluno si ammiri se io, parlando di qualche martire, non recherò tutte quelle circostanze che trovansi scritte in altri libri; mentr'io ho procurato di esporre quei soli fatti che son più sicuri e ricavati da autori appurati, tralasciando alcune cose che non già asserisco esser false, ma che ho trovate esser dubbiose, essendo dedotte da atti non sicuri e sospetti di falsità. Scrive il cardinal Baronio ne' suoi annali 1 che nello scrivere le vite de' santi è meglio riferir poche cose e certe, che molte ed incerte; perocché le poche quando si attaccano alla verità, son ricevute con soddisfazione dal lettore che può trarne profitto; dove all'incontro quando gli son proposte cose dubbiose mescolate colle vere, allora avviene che abbia per sospette anche le vere. E perciò conviene tralasciar quei fatti che son sospetti di falsità, purché, aggiungo, il sospetto non sia aereo, ma fondato su qualche ragionevole indizio; poiché del resto quando l'autore che li rapporta non è riputato comunemente di mala fede che faccia di ogni erba fascio, ma è antico, oppure è probo, dotto e diligente, e non vi è argomento positivo che gli atti del martire sieno falsi, non è giusto riprovar le cose che asserisce, specialmente quando vi è di quei fatti una pacifica ed antica


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tradizione. Dico ciò perché alcuni autori par che si faccian merito col dubitar di ogni cosa. La critica e 'l discernimento nella elezione delle cose e degli autori che si seguitano, è ben necessaria per onore della verità, ma quando la critica è eccessiva, anche ella nuoce alla verità. Siccomdebolezza il voler credere tutte le cose che si scrivono senza fondamento; così all'incontro è una specie di temerità il voler mettere in dubbio ogni cosa, e specialmente il voler togliere il credito ai fatti più prodigiosi de' santi, perché sono molto prodigiosi. Bisogna persuaderci che Dio può molto più di quel che noi possiam comprendere coi lumi infermi della nostra mente. Io nel descrivere i seguenti trionfi de' martiri ho adoperata tutta la diligenza che mi è stata possibile, ricavandoli da più autori dotti ed accurati. Ho risecate tutte le parole soverchie e anche certe cose che poco faceano al caso, ed ho procurato di metter la sola sostanza in breve e con chiarezza, scegliendo fra i trionfi de' martiri quei che sono più pieni di fatti eroici e di utili documenti, quelli in somma che sono per noi di maggior edificazione. Orsù cominciamo a descrivere le loro vittorie.




1 An. 307. num. 23.




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