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S. Alfonso Maria de Liguori
Vittorie dei Martiri

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§. 24. Di s. Pionio.

1. San Pionio fu sacerdote della chiesa di Smirne; egli fu molto dotto, ed ardea di un grande amore verso Gesù Cristo, onde per lo zelo che avea della di lui gloria s'impiegò nell'acquisto di anime, ed ebbe la sorte di convertire molti infedeli, e di ritrarre molti peccatori dalla loro mala vita.

2. Ardeva a suo tempo verso l'anno 250. la persecuzione contro i cristiani sotto l'imperio di Decio; onde il santo stava in continua orazione, preparandosi al martirio nel caso che fosse preso dagl'idolatri. Un giorno, mentre egli orava con Asclepiade, uomo molto divoto, e con un'altra donna chiamata Sabina anche divota, gli fu rivelato che nel seguente tutti e tre sarebbero stati arrestati per causa della fede; onde tutti tre allora offerirono di buon animo le loro vite a Gesù Cristo, e si posero una fune al collo, per fare intendere ai soldati che sarebbero venuti a prenderli, che essi erano pronti al martirio. Ed ecco che nella mattina seguente venne un certo Palemone, il quale soprintendeva alla custodia dei templi, con molti soldati e disse loro: Sapete voi l'ordine del principe, ch'è di sacrificare tutti agli dei dell'imperio? Rispose s. Pionio: Quel che sappiamo noi è l'ordine di Dio, di non sacrificare ad altri che ad esso unico Signore del tutto. Detto ciò furono imprigionati e condotti alla piazza, dove giunto s. Pionio, rivolto ai nemici della fede disse loro che essi vanamente faceano festa per alcuni pochi e mali cristiani, che aveano abbandonata la religione di Gesù Cristo, e si protestò ch'egli non avrebbe mai per qualunque tormento adorati i loro dei, che empiamente chiamavano dei.

3. Palemone gli disse: E perché vuoi, Pionio, privarti della vita presente e della bellezza della luce dei giorni che godi? Rispose il santo: È


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bella questa luce, ma vi è una luce più bella ed una vita più amabile, alla quale aspirano i cristiani. Il popolo gl'inculcava che sacrificasse; egli rispose: Il nostro proponimento è di vivere nella nostra fede, ed in questo vogliamo perseverare. Il popolo desiderava che il santo parlasse nel teatro, per poterlo udire più comodamente; ma alcuni dissero a Palemone, che se gli dava libertà di parlare sarebbe forse nata qualche sollevazione nel popolo. Pertanto quegli disse a Pionio: Se tu ricusi di sacrificare, vieni almeno con noi nel tempio. Replicò il santo: Non torna conto a' vostri dei che noi entriamo ne' vostri templi. - Dunque, ripigliò Palemone, non vuoi lasciarti persuadere? E Pionio: Piacesse a Dio che avessi io potuto persuadere voi ad essere cristiani! Risposero alcuni idolatri: Non potresti indurci a questo, ancorché fossimo bruciati vivi. E il santo disse: Ma peggio sarà ardere nel fuoco dopo morte per sempre.

4. Palemone bramava di salvar la vita a Pionio, onde non cessava di stimolarlo a sacrificare. Ma il santo risolutamente gli rispose: Voi avete ordine o di persuadermi o di punirmi; giacché non potete persuadermi, dovete punirmi. Sdegnato allora Palemone, gli disse: Ma perché non vuoi sacrificare? E Pionio: Perché son cristiano. Quegli l'interrogò: E qual è il Dio che tu adori? E il santo: Adoro il Dio onnipotente che ha creato il tutto e noi, come ho imparato da Gesù Cristo. - Sacrifica almeno all'imperatore. E il santo: Non sia mai vero ch'io sacrifichi ad un uomo.

5. Il giudice allora gli domandò giuridicamente come si chiamasse, e di quale chiesa fosse? Rispose il santo: Mi chiamo cristiano e sono della chiesa cattolica. E lo stesso risposero gli altri suoi tre compagni, che furono poi tutti mandati in prigione. Mentre andavano, alcuni dissero che più cristiani aveano idolatrato; e il santo rispose: Ognuno è padrone della sua volontà: io mi chiamo Pionio. Volendo con ciò dar coraggio agli altri ad imitarlo, in conservarsi costanti nella fede. Giunti che furono alla carcere, molti cristiani gli esibirono qualunque ristoro e rinfresco che desiderasse; ma il santo ricusò tutto dicendo: Io ora ad altro non penso che al martirio che mi sovrasta. Le guardie, vedendo tanti cristiani che venivano a visitare s. Pionio, lo trasportarono co' suoi compagni in un luogo più oscuro e più rimoto; del che i santi ne diedero grazie a Dio, perché ivi poteano trattenersi con Dio più familiarmente, poiché stavano più solitarj. Ma con tutto ciò andarono a trovarlo più cristiani, che per la violenza de' tormenti aveano rinnegato. Il santo pianse la loro caduta, e gli esortò a farne penitenza e sperare il perdono dalla pietà di Gesù Cristo.

6. Sopraggiunse indi Palemone con una truppa di soldati, con ordine del proconsole di condurre Pionio e i suoi compagni ad Efeso. Il santo richiese di vedere un tal ordine, ma un ufficiale che presiedea alla truppa gli gittò una fune al collo e lo strinse talmente ch'ebbe a soffocarlo. Di poi il santo fu strascinato alla piazza con quella stessa corda che gl'impediva il respiro. Giunti che furono i santi martiri al tempio, si gettarono a terra per non entrarvi, ma i soldati colla


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violenza gli strascinarono dentro di quello, e gli posero a piè dell'altare sacrilego. Ivi si trovava Eudemone vescovo di Sirme, il quale miseramente avea sacrificato agli dei, e speravano che l'esempio di quell'infelice gli movesse a prevaricare. Vi fu anche uno che volle mettere in capo a s. Pionio una corona di quelle che portavano coloro che sacrificavano; ma il santo la pose in pezzi e la gettò. Onde non sapendo più che fare per pervertirli, di nuovo li rinchiusero in carcere; e mentre Pionio stava per entrarvi, un soldato gli diede una gran percossa in testa. Il santo la soffrì con pazienza; ma Dio castigò subito il percussore, con fargli infiammare e intumidire la mano ed i fianchi in modo che non potea respirare.

7. Dopo alcuni giorni il proconsole venuto a Smirne, e fattosi presentare s. Pionio, gli domandò di qual setta fosse. Il santo rispose: Son prete della chiesa cattolica. Quegli replicò: Dunque tu eserciti l'officio di dottore, e sei maestro di stoltezza? E il santo: No, ma della pietà. - E di qual pietà? - Di quella pietà che ha per oggetto il Dio che ha fatto il cielo e la terra. Il proconsole gli disse: Sacrifica. Rispose il santo: Io ho imparato ad adorare un solo Dio vivente. Il tiranno comandò allora che fosse posto alla tortura, ed in quella seguiva a stimolarlo a sacrificare come, dicea, aveano fatto molti cristiani; e dopo avergli replicato ciò più volte, lo condannò a morire nel fuoco. Andando s. Pionio al luogo del supplicio, camminava con fretta e con faccia serena. Giunto ivi da se stesso spogliossi delle vesti e da sé adattossi al palo per esservi inchiodato. Allora gli fu detto da' pagani: Pentiti, Pionio, prometti di ubbidire, e sarai schiodato. Egli rispose: Io già ho sentito il dolore de' chiodi; io desidero morire, acciocché il popolo conosca che un giorno alla morte dovrà succedere la risurrezione. Dato già fuoco alla legna, il santo chiuse gli occhi, onde il popolo credette che fosse già morto; ma il santo faceva orazione, terminata la quale aprendo gli occhi, disse Amen, ed indi con faccia allegra spirò dicendo: Ricevete, Signore, il mio spirito. Non si sa il fine dei suoi compagni, ma piamente dee credersi che anche essi consumarono in pace il loro martirio.




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