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S. Alfonso Maria de Liguori
Vittorie dei Martiri

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§. 30. Di s. Pullione.

1. Nella città di Tibali, come narra il p. Orsi, fu presentato al giudice nominato Probo, Pullione; e domandato da lui se era cristiano, rispose ch'era cristiano, ed era il primo de' lettori. Di quai lettori? replicò il Probo. E 'l santo: Di quei che leggono la divina parola al popolo. Soggiunse Probo: Di quei forse che sogliono sedurre le donnicciuole, per ritirarle dal maritarsi, e indurle ad osservare una vana continenza? Rispose Pullione: Quelli in verità sono vani che abbandonano il lor Creatore, e consentono alle vostre superstizioni: all'incontro sono devoti quei che ad onta de' tormenti persistono nell'osservanza de' precetti. Il preside ripigliò: Di quai precetti mi parli? E 'l santo: Di quelli che ordinano di conoscere un solo Dio, e non quegli dei che son fatti di pietra o di legno, che correggono i peccati, e confermano i buoni a perseverare nel bene: che insegnano alle vergini il pregio della verginità, ed alle maritate il conservare la pudicizia; ai


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sudditi l'ubbidire ai sovrani, quando comandano cose giuste, che insegnano finalmente esser preparata una eterna vita a chi disprezza la morte che voi potete darci. Disse Probo: Ma che resta a sperare ad un uomo che colla vita ha perduto il godimento della luce e di tutt'i beni del corpo? Rispose il santo: Vi è una luce eterna, immensamente migliore di quella che dopo breve tempo per noi si oscura; ed i beni che sempre durano son senza paragone più amabili di quei che finiscono, e non è prudenza posporre le cose caduche alle eterne?

2. Probo ruppe questo discorso del santo, dicendo: A che servono tutte queste parole? Fa quello che han comandato gl'imperatori, di sacrificare agli dei. Pullione rispose: Pensa tu a far quello che ti è stato ordinato. Io non sacrifico, essendo scritto: Chi sacrifica agli dei, e non a un solo Dio, sarà esterminato. - E Probo: Ma se non sacrifichi, sarai decapitato. E 'l santo: Fa quello che ti è stato ordinato; a me tocca di seguitar le dottrine che mi hanno insegnate i miei padri e vescovi. Quanto mi farai soffrire lo soffrirò con piacere. Probo sdegnato, in vece di farlo decapitare, lo condannò ad esser bruciato vivo.

3. Condotto che fu il santo dal ministro al luogo del supplicio, si offerì in sacrificio a Dio, e lo benedisse, perché lo facea morir martire per la di lui gloria, e morì da forte tra le fiamme per il nome di Gesù Cristo alli 27. o 28. di aprile.




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